Pistoia Basket nuovamente senza il roster al completo per il debutto in campionato a Rieti. Le parole di Michele Carrea alla vigilia
«Allenamenti in otto e senza alcuni ragazzi domani? Purtroppo per noi è diventata la normalità. L’eccezione sarebbe se non ci succedesse niente. Ma la squadra non ha usato queste difficoltà come alibi per allenarsi meno intensamente. Anzi…». Alla vigilia dell’esordio in campionato a Rieti, Michele Carrea e il suo Pistoia Basket, targato Giorgio Tesi Group, si trovano a vivere una situazione ormai familiare e già vissuta durante le scorse settimane.
Il coach biancorosso non potrà infatti contare sul roster al completo, a causa di ciò che accaduto a inizio settimana, con il Covid-19 che ha colpito un membro del gruppo squadra. Il contagiato però non sarà l’unico a restare ai box, ma toccherà anche a coloro che sono venuti in contatto con lui e che finora non avevano contratto il virus. Questo a dispetto della loro negatività al tampone molecolare di rito. Niente trasferta a Rieti insomma, ma quarantena in casa, su disposizione dell’Asl competente. Disposizione che ha sollevato non poche perplessità.
«Innanzitutto sono enormemente dispiaciuto per questi ragazzi. Sposo in pieno la linea della società, che nel comunicato ha espresso la propria amarezza per un provvedimento che agisce in difformità rispetto a quanto previsto dal protocollo FIP – le parole di Carrea, ospite di TM Wagen, sponsor del Pistoia Basket e azienda del Consorzio Pistoia Basket City – E’ una situazione che ricapiterà lungo la stagione e che quindi va chiarita. Certamente ci vuole comprensione e rispetto nei confronti delle criticità – maggiori alle nostre – che le Asl stanno affrontando. Quello che mi auguro è che nessun collega utilizzi queste penalizzazioni per trarre dei vantaggi sportivi. Ci danno la possibilità di giocare ed è quello che dobbiamo e vogliamo fare».
Sul tema, l’allenatore ex Biella aggiunge: «Cos’è cambiato rispetto a marzo quando dicevo che era giusto che ci fermassimo? La posta in palio è più alta ora, perché parliamo di un’intera annata, non più di un finale di stagione. Inoltre, la conoscenza del problema è molto meno parziale. Abbiamo un protocollo e siamo super controllati, per cui non rappresentiamo un pericolo per gli altri. Infine, voglio anche pensare che possiamo aiutare i tifosi che ci guardano da casa a distrarsi in quell’ora e mezzo in cui siamo protagonisti sul parquet. E questo deve essere il nostro obiettivo».
Già a partire da Rieti. «Rispetto alla Supercoppa, bisognerà essere bravi a impedire la loro continua ricerca dei lunghi – il commento del coach della Gtg – Ma l’elemento tecnico credo inciderà fino a un certo punto. Conteranno più l’energia e la concentrazione che sapremo metterci. Purtroppo ci manca la parte del giocato, il riconoscimento delle gerarchie e dei momenti delle partite. Dovranno arrivare, invece che nella pre season, direttamente in campionato».


