La Firenze-Pistoia, seconda corsa su strada più antica della storia, verrà rievocata con tanti amatori attrezzati con materiale d’epoca
A centocinquantacinque anni dalla sua nascita torna la Firenze–Pistoia, per la sua quarta edizione consecutiva dalla prima rievocazione del 2020. Domenica 2 febbraio, presso il parco delle Cascine, diciannove cicloamatori omaggeranno, con abbigliamento ed attrezzatura dell’epoca, i diciannove partecipanti che il 2 febbraio 1870 partirono da via Ponte alle Mosse per giungere, con transito da Poggio a Caiano, a Porta Fiorenna a Pistoia.
Quel giorno il primo accolto dal tripudio del pubblico e dalla musica festosa della banda fu lo statunitense Rynner Van Heste, che chiuse la prova in due ore e dodici minuti. Più lenti di soli tre e quattro minuti i francesi Auguste Charles ed Alexandre De Sariette che completarono il podio. In un certo senso per Van Heste fu come vincere un Mondiale ante litteram: la Firenze – Pistoia aveva richiamato i migliori ciclisti del tempo e, soprattutto, era la seconda grande corsa su strada della storia delle due ruote. Infatti solo la Parigi – Rouen, disputata nel novembre precedente, aveva preceduto l’evento toscano.
LA FIRENZE – PISTOIA DELL’EPOCA CONTEMPORANEA
Un evento che nonostante quel successo non ebbe nuovi capitoli sino a centoquindici anni dopo, quando la Firenze – Pistoia tornò con una versione moderna e divenne una delle corse a cronometro più importanti della stagione europea. Si disputò sino al 2008 (con nel mezzo le edizioni saltate nel 1997, 2000 e 2006) quando trionfò l’ucraino Andij Hrivko davanti a Marco Pinotti e Dario David Cioni. Ad imporsi per più volte (con le doppiette 1988-1989 e 1991-1992) è stato lo svizzero Tony Rominger, vincitore del Giro d’Italia 1995.
Otto invece furono i trionfi dell’Italia con Francesco Casagrande, nel 1994 e nel 1995, e Marco Velo, 1998 e 1999, capaci di fare doppietta nell’albo d’oro. Un successo ciascuno poi per Maurizio Fondriest nel 1993 (poi terzo l’anno seguente), Marco Fincato nel 1996, Fabrizio Guidi nel 2002 ed Andrea Peron nel 2003. Tanti altri nomi illustri del ciclismo azzurro hanno poi guadagnato un posto sul podio: Gianni Bugno (terzo nel 1987), Franco Ballerini (bronzo nel 1991), Luca Scinto (secondo nel 1994 e terzo nel 1998), Andrea Tafi (piazza d’onore nel 2001) e Giovanni Visconti (terzo nel 2005 e nel 2007).
L’EVENTO DI DOMENICA
Nonostante non sia stata più riproposta a livello agonistico, eccezion fatta per la prova a cronometro del Mondiale 2013 quando gran parte del suo percorso fu usato al contrario con arrivo allo Stadio Artemio Franchi, la Firenze – Pistoia è poi tornata come rievocazione per i suoi centocinquant’anni nel 2020, poco prima dello scoppio della pandemia di Covid.
Una tradizione che poi si è rinnovata dal 2020 e che ogni anno richiama tanti appassionati del ciclismo storico e non solo. Anche quest’anno i diciannove amatori che domenica 2 febbraio riporteranno in vita i partecipanti della prima edizione, insieme ai tanti altri appassionati che prenderanno parte all’evento rigorosamente con bici ed abbigliamento del passato, si ritroveranno presso il parco delle Cascine alle ore 9. Alle ore 12 è prevista la tappa intermedia a Poggio a Caiano, per poi giungere a Pistoia nel primo pomeriggio.
IL COMMENTO DELLE ISTITUZIONI
«Aver ripreso in mano questa tradizione e averla fatta rinascere per ricordare un pezzo della nostra storia è stato meraviglioso – ha sottolineato l’assessora allo sport di Firenze Letizia Perini –. Dietro ci sono tanti sforzi dal punto di vista organizzativo e il lavoro di tanti Comuni insieme. Come amministrazione stiamo puntando molto sul ciclismo, sia come pratica sportiva sia come utilizzo della bicicletta quale mezzo di trasporto. Ringrazio tutte le amministrazioni coinvolte che si sono associate per realizzare un evento sportivo di livello».
Gli fa eco Alessandro Sabella, assessore al turismo, alle tradizioni ed alla promozione sportiva di Pistoia. «La Firenze -Pistoia 1870 è un’occasione unica per riscoprire le radici del ciclismo italiano e per valorizzare il nostro patrimonio culturale e promuovere i valori dell’etica sportiva tra le nuove generazioni. Si tratta di un evento che unisce tradizione, storia e passione, coinvolgendo non solo gli appassionati di ciclismo ma anche il nostro territorio, con i suoi luoghi ricchi di fascino e storia. È un momento di orgoglio per la nostra città, che accoglie con entusiasmo i partecipanti e i visitatori, rendendo onore a una tradizione che affonda le sue radici nel lontano 1870».



