Cosa è cambiato per le società sportive dopo l’introduzione della riforma dello sport? Ne abbiamo parlato col commercialista Andrea Olmi
Continuiamo con la nostra rubrica e questa settimana facciamo un inquadramento generale della riforma grazie ad Andrea Olmi, commercialista, esperto di diritto sportivo e consulente di diverse associazioni sportive.
“È inutile nasconderci, quando ci sono le riforme, spesso purtroppo gli adempimenti si complicano. – dice Olmi – La riforma dello Sport è stata introdotta dal Dlgs.n.36 del 28.02.2021 e modificata alla luce del decreto correttivo n. 120 del 29.08.2023. Le principali novità introdotte dalla riforma dello sport sono particolarmente rilevanti per il mondo sportivo, interessando soprattutto:
- l’inquadramento civilistico degli enti sportivi professionistici e dilettantistici;
- la nuova disciplina del lavoro sportivo anche sotto il profilo fiscale, previdenziale e tributario.
A fronte di queste novità, gli enti sono tenuti ad adeguare alla nuova disciplina:
- i propri statuti;
- i rapporti che intrattengono con le diverse figure professionali che lavorano o collaborano con l’ente”.
Una novità importante è anche il cambiamento della forma giuridica della società sportiva. “Si. – dice Olmi – L’ente sportivo potrà assumere una delle seguenti forme giuridiche:
- Associazione sportiva (con o senza personalità giuridica);
- Società di capitali;
- Cooperativa”.
Quali sono i tempi di attuazione della riforma e le prime scadenze per le società sportive?
“L’unico termine perentorio – dice Olmi – è l’adeguamento degli statuti che va fatto entro il 30 Giugno 2024 anche per le SSD come per le ASD. Novità degli ultimi giorni: il DPCM del 21 Febbraio 2024 ha ampliato il novero dei soggetti che possono essere considerati lavoratori sportivi oltre a quelli tassativamente elencati nell’art 25 del dlgs 36/2021. È stata finalmente colmata la lacuna dove nell’articolo si diceva che è lavoratore sportivo ogni altro tesserato che svolge le mansioni necessarie, però mancava l’elenco di queste ulteriori figure. Come indicato al comma 1 dell’articolo 25, infatti, ricadono nella categoria di lavoratori sportivi:
- gli atleti;
- gli allenatori;
- gli istruttori;
- i direttori tecnici;
- i direttori sportivi;
- i preparatori atletici;
- i direttori di gara.
Ora il DPCM individua, come suddetto, ulteriori figure oltre a quelle previste dal sopra citato elenco di cui al comma 1 dell’articolo 25 del Dlgs 36/2021”. Nel prossimo articolo approfondiremo tutta la disciplina fiscale riguardante i lavoratori e le società sportive introdotta dal DPCM.



