Il Giro d’Italia sarà posticipato per il decreto contro il Covid-19 del governo ungherese che vieta la partenza da Budapest. Decisioni dopo il 3 aprile
Dopo le Strade Bianche, il GP Industria e Artigianato e la Sanremo, Vincenzo Nibali e la Vini Zabù-KTM dovranno aspettare anche il Giro d’Italia. Il gruppo RCS, organizzatrice della Corsa Rosa, ha infatti annullato la partenza del 9 maggio in programma a Budapest.
La decisione è giunta per il decreto del governo ungherese emesso stamani, in cui si vietano tutte le grandi competizioni sportive. Pertanto RCS, che aveva già dovuto rinviare Strade Bianche e Sanremo, è stata costretta a rivedere il piano della competizione. Il gruppo ha annunciato su gazzetta.it che aspetterà il 3 aprile per varare nuove disposizioni, con l’obiettivo di mantenere il programma originale dell’evento. La data è ovviamente relativa alla scadenza del D. P. C. M. sulla zona rossa in tutta Italia.
Al momento non sono esclusi anche piani alternativi, ma è chiaro che il destino del Giro, come quello di tutto lo sport, sia legato alla lotta contro il virus. Il ciclismo inoltre ha già subito un duro colpo all’UAE Tour, sospeso per la positività di alcuni atleti ed addetti ai lavori. Fra essi, c’è stato anche la Maglia Ciclamino 2017 Fernando Gaviria. Il mondo delle due ruote perciò non può assolutamente permettersi nuovi guai con la salute.
Per quanto riguarda il Giro, pare molto difficile la sua realizzazione consueta a cavallo fra maggio e inizio giugno. Più probabile quindi uno spostamento di qualche settimana o addirittura dopo l’estate, sempre che Tour, Olimpiadi e Vuelta non subiscano variazioni.
La speranza di tutto il mondo sportivo è ovviamente rivolta alla fine di quest’emergenza. Se col passare del tempo il Covid-19 dovesse rallentare la sua azione in Italia e non solo (ormai la pandemia è globale), allora tutti gli organizzatori potranno avere le idee più chiare. Ovviamente tutto ciò rientra nel campo delle ipotesi, visto che nessuno al momento sa con assoluta certezza quando quest’emergenza sarà superata. Non ci resta che seguire le direttive dei governi e delle istituzioni. Più stiamo a casa, prima riavremo la normalità e i nostri cari eventi sportivi.



