Rivoluzione in casa Pescia, lo sfogo di coach Traversi: «Idee troppo diverse»

Nonostante la società della Cestistica Pescia non lo abbia ancora reso ufficiale, Maurizio Traversi non è più l’allenatore della serie D già da qualche settimana. «Non ero contento di quello che facevo» commenta

La nota ufficiale è arrivata solo qualche giorno fa, ma le cose erano già cambiate da diversi mesi. Ci riferiamo in particolare alla rivoluzione avvenuta in casa Cestistica Pescia, di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa, che dal 1 gennaio 2020 ha ufficialmente un nuovo consiglio direttivo al cui vertice siede Remo Ulivieri, subentrato allo storico presidente Leo Travaglini.

Quello che ancora non sapete però, o che per lo meno non vi avevamo ancora comunicato, è che i nuovi membri della società lavoravano all’interno della stessa già dall’inizio della stagione, pur non figurando ancora formalmente come tali. Il cambiamento perciò era già in atto da diverso tempo ma solo a partire dal nuovo anno è stato resa noto. A confermarcelo è stato l’ex allenatore della prima squadra pesciatina, militante nel girone B di serie D, Maurizio Traversi, con cui abbiamo parlato a seguito delle sue dimissioni (per altro non ancora comunicate ufficialmente dalla Cestistica Audace). Traversi ci ha spiegato poi i motivi che lo hanno portato a questa scelta, tra cui spicca su tutti una divario di visioni troppo ampio per poter essere conciliato.

«Ho voluto lasciare perché da un divertimento era diventata una sofferenza – esordisce al telefono Traversi – purtroppo questi ultimi mesi si sono rivelati un incubo e così mi sono detto che la cosa migliore era interrompere il rapporto con Pescia. Tuttavia mi preme sottolineare che il nostro divorzio è avvenuto in modo sereno, semplicemente ci siamo resi conto da ambo le parti che erano venuti meno i presupposti per andare avanti».

Un divorzio che non è conseguenza del cambio societario quindi: «Ti confermo che la decisione della separazione non è dovuta ad un cambio societario improvviso. Già dalla scorsa estate ero al corrente che le cose sarebbero cambiate ufficialmente da gennaio e mi sono sempre confrontato con l’attuale direttore sportivo e gli altri membri della società. L’ex presidente Travaglini aveva già deciso di lasciare da tempo e il passaggio ufficiale c’è stato proprio nei giorni scorsi».

«Non ero più contento di quello che facevo in palestra – continua a spiegare l’ex storico allenatore di Chiesina – spesso ci trovavamo costretti ad allenarci in sei o sette persone, anche per via dei tantissimi infortuni che abbiamo subito. Sono dell’idea che le cose o le fai in un certo modo oppure è meglio non farle e così mi sono convinto a fare un passo indietro, anche se mi è costato tanto».

Idee troppo diverse per riuscire a conciliarsi, questa la principale giustificazione: «Io e la società condividevamo l’obiettivo, ma non la strada da percorrere per raggiungerlo. Probabilmente hanno avuto troppa furia di fare le cose, perché affiancare a giovani giocatori nomi d’esperienza come Spampani (che ha da poco lasciato il gruppo per passare a Montemurlo, ndr), Guidi o Selicato all’inizio della stagione ci era sembrata l’idea giusta per toglierci grandi soddisfazioni. Poi però il mio pensiero e le esigenze societarie sono risultate troppo distanti ed evidentemente anche io non sono stato bravo a recepire le loro richieste. Non sono proprio riuscito a legare con l’ambiente».

Parole marcatamente malinconiche che tuttavia non serbano rancore da parte di Traversi: «Sono dispiaciuto per come sono andate le cose ma spero lo stesso che la squadra riesca a salvarsi. Il mio vice Andrea Bellandi ha preso il mio posto alla guida della prima squadra e forse lui è la persona più giusta per quel tipo di ambiente. Gli faccio un grosso in bocca al lupo per il termine della stagione».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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