Furto alla bici con cui John Biagini è andato a Capo Nord. L’aveva scelta in onore al nonno paterno mai conosciuto
Sono stati compagni di viaggio senza sosta per quattro mesi e mezzo, diventando da lì inseparabili. Da Montecatini a Capo Nord e ritorno, con in mezzo innumerevoli scenari, paesi e paesaggi. Tantissime tappe tutte diverse tra loro, con l’unica costante della coppia protagonista: John Biagini e la sua bici, una Bianchi azzurra. Un viaggio incredibile, a suo modo una fuga d’amore, che abbiamo seguito e raccontato con passione ed interesse e che nessuno potrà cancellare. Nemmeno chi o coloro che la notte tra domenica e lunedì si sono intrufolati nel suo ristorante di famiglia (Da Sandra) a Montecatini e, non trovando contanti nella cassa, hanno portato via l’ormai celebre compagna del ciclista giramondo valdinievolino.
Un furto nemmeno così improvvisato, considerando che i ladri sono stati in grado di orientarsi perfettamente tra i cortili del vicinato per accedere al retro del locale. Il 30enne ha prontamente provveduto a sporgere denuncia, mentre lo spargersi della voce via social sta invitando chi voglia contribuire a tenere dritte le antenne. «Più che arrabbiato sono triste – esterna il proprio stato d’animo Biagini -. Non è morto nessuno, ma quella bici per me aveva un valore affettivo importante. C’ero molto legato perché ci sono andato a Capo Nord – prosegue – e perché l’avevo scelta in onore al mio nonno paterno “Gigi”. Non l’ho mai conosciuto, però mi hanno raccontato che era sempre in sella ad una Bianchi da corsa, come quando perse la vita in un incidente mentre come tutte le mattine andava a Torre del Lago a trovare degli amici».

Questo John lo aveva già spiegato con un post pubblicato nei giorni dell’arrivo a Capo Nord. Specificando le ragioni di cuore che per l’imminente spedizione lo avevano indotto a preferire quella Bianchi, poi comprata e personalizzata, ad altre bici più comode e professionali offerte gratuitamente a titolo di sponsor. Sicuramente la passione di John per la bicicletta resta intatta e non scalfita dal furto, così come quella per il viaggio. Ciononostante, è tanta l’amarezza per un’ingiustizia a cui sarà difficile porre rimedio. Non tanto per l’oggetto in sé, quanto piùttosto per le avventure impresse nel telaio e per la congiunzione affettiva rappresentata. Non è comunque ancora detta l’ultima parola. Perché come c’insegna John, a sorridere alla vita con fiducia ed entusiasmo non si sbaglia mai.



