Salvatore Caruso: dalla sfida col TC Pistoia a Melbourne in 40 giorni

Caruso sarà il ripescato dei prossimi Australian Open che godrà della mancata partecipazione del numero 1 Novak Djoković

Il caso Djokovic si lega, molto indirettamente, anche col TC Pistoia. Al posto del numero 1 serbo infatti è entrato nel tabellone degli Australian Open 2022 l’avolese Salvatore Caruso. Il classe 1992, da qualche stagione costantemente nella top 10 italiana e attuale numero 150 al mondo (è arrivato sino alla 76 nel 2020), è un nome molto conosciuto dalle parti del circolo pistoiese. Caruso infatti era in campo col CT Vela Messina nella semifinale della scorsa Serie A1 e una sua vittoria con Giorgio Tabacco nel doppio di spareggio ha deciso quell’acceso confronto.  

L’AMARO VELOCE PISTOIESE

Contro il TC Pistoia Caruso è sceso in campo in due singolari e tre doppi nella sfida andata e ritorno che decideva la finalista dello scorso campionato di A1. A Pistoia, su una superficie veloce non troppo diversa da quella su cui si terranno gli Open australiani, Caruso raccolse due sconfitte su due match, seppur lottando strenuamente. Nel singolare il TC Pistoia s’impose grazie a Lukasz Rosol, uscito vincitore da un vero e proprio duello all’ultimo sangue. L’avolese vinse il primo set al tie-break, ma nel secondo il ceco s’impose 6-3. L’ultimo e decisivo set fu molto combattuto ma vide l’affermazione del portacolori di Pistoia con un altro 6-3.

In quel pomeriggio Caruso tornò poi in campo per il doppio assieme a Julian Ocleppo, dove ritrovò Rosol in coppia con Leonardo Rossi. Anche quel confronto fu molto incerto e si trascinò al Super tie-break, nel quale la coppia del TC Pistoia vinse all’ultimo respiro 10-8. Una vittoria che fu decisiva per il successo, col parziale di 4-2, di Belliti e soci che sembrava poter essere il preludio verso la storia. La terra rossa e il vento siciliano furono però un risveglio amaro che ancora oggi crea qualche piccolo rimpianto in un percorso comunque storico.

IL RISCATTO CASALINGO

Caruso, sulla superficie prediletta, al ritorno ebbe tutt’altro destino. Nel singolare si scontrò contro Matteo Viola in un altro assalto all’arma bianca. Ancora una volta fu il terzo set a decidere, con Caruso che si ritrovò a servire sul 5-3. Viola riuscì a sorprenderlo e a riaprire la contesa, ma Caruso fu poi bravo a restituire il favore sul 6-5, chiudendo il match dopo due ore e mezzo di lotta. Nel pomeriggio arrivarono poi i due guizzi decisivi nei doppi.

Con Ocleppo l’avolese dapprima piegò Rossi e Lorenzo Vatteroni 6-3 6-1, portando il decisivo punto nel 4-2 finale che pareggiò l’andata, quindi fece coppia con Tabacco (il regolamento prevede un duo formato da un giocatore in classifica ed uno del vivaio) nel doppio di spareggio. Andrea Vavassori e Rossi giocarono un primo set magistrale, arrivando sino al tie-break. Lì però Caruso e Tabacco trovarono maggiori energie e chiusero 7-3, mettendo in discesa il match. Nel secondo set infatti il duo di Messina scappò subito con un break di vantaggio, chiudendo 6-3 e mandando il TC Vela in finale (dove poi perse con Torre del Greco).

CARUSO DALL’A1 A MELBOURNE

Dopo appena quaranta giorni da quel doppio confronto Caruso ha affrontato una sfida del tutto diversa: entrare nel tabellone principale del primo Slam stagionale. Non ci è riuscito perdendo l’ultimo turno delle qualificazioni, ma l’ormai famosa vicenda di Djokovic contro il governo australiano ha cambiato tutte le carte in tavola. L’avolese ha suo malgrado goduto dell’esclusione del serbo numero 1 al mondo e adesso ha ereditato il suo tabellone.

Sarà comunque un percorso duro fin dall’esordio, dove affronterà il connazionale di Djoković Mianmir Kecmanović. Sarà certamente una sfida difficile, dove Caruso dovrà dare fondo a tutte le sue abilità su una superficie che non è la sua preferita. Tuttavia, non dovrà scavare troppo a fondo nella sua memoria per ricordare come ci si sente a ribaltare una situazione difficile sul veloce. Basta evitare quel doppio epilogo amaro di quasi due mesi fa a Pistoia (che poi fu vendicato).

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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