Sambugaro carica la Gtg in vista della Coppa Italia

 «Il mio futuro? Ho un sogno nel cassetto che riguarda Pistoia, perché sono qui e mi trovo bene…»

Guarda al futuro Marco Sambugaro: quello prossimo della Coppa Italia in cui Pistoia “c’è e se la giocherà” ma non solo. Il diesse milanese, arrivato tre anni fa a Pistoia in punta di piedi, non tanto per quei trascorsi termali da giocatore su cui gli amici e i tanti estimatori di qua e di là del Serravalle scherzano ancora. Marco Sambugaro è arrivato a Pistoia su una sedia calda, come quella ricoperta per decenni da un’ istituzione come Giulio Iozzelli, conquistando la piazza con i fatti e non con le parole. Quelle che lui allergico alla ribalta, non usa mai a sproposito. Pesa, dandogli il vero valore. Per questo in quest’intervista a pochi giorni dall’impegno della Tesi Group in Coppa Italia, dove lui ritirerà il premio di miglior dirigente grazie ai voti dei suoi stessi colleghi, si può ben dire che il glaciale “Sambu” si sbottona parecchio. Parla di sogni, di progetti a lungo termine, di scelte che vengono da lontano e guardano lontano. Acqua fresca per una piazza che nel brillante presente, rivive fasti del passato, ma che deve soprattutto vincere la sfida del futuro. »

Diesse, a Capo d’Orlando nonostante tante difficoltà Pistoia ha risposto ancora una volta presente. E’ questo lo spirito da portare in Coppa?

 «Ancora, è il termine giusto. Perché ancora una volta questa squadra ha affrontato i problemi con la voglia di superarli, di non piangersi addosso, di risolverli con i fatti. Affronteremo la Coppa Italia, com’è giusto che sia, per arrivare più in fondo possibile, non andiamo in Abruzzo a vedere il mare, ci siamo e ce la giochiamo. Ci saranno le migliori otto squadre del campionato del girone d’andata, ci confronteremo con il livello più alto possibile dell’A2».

A proposito di trofei solitamente snobbati. E’ d’accordo nel dire che la vittoria della SuperCoppa ha dato una spinta ulteriore alla cavalcata della squadra?

 «Certo. La vittoria della SuperCoppa ha contribuito a livello morale, a livello di autostima al nostro cammino importante fin qui, per questo vogliamo ben figurare anche in Coppa».

Nel presente glorioso di Pistoia, c’è la buona semina fatta negli anni scorsi in sede di progettazione della squadra. Ci sono le scelte che ieri sembravano rischiose ed oggi le valgono un giusto premio…

«Da quando sono arrivato a Pistoia abbiamo applicato da subito la politica dei lunghi contratti pluriennali. La confidenza, la conoscenza tra chi gioca insieme da 2 o 3 anni c’è in questa squadra. La progettualità è importante e lo sta dimostrando».

In questo contesto si inserisce la variabile vincente, Nicola Brienza. Cosa ha dato ad un gruppo in parte già formato?

«Brienza riesce a stimolare e caricare i ragazzi nel modo giusto, sa toccare le corde giuste, ha un ottimo rapporto ed equilibrio con tutti. L’ho già detto e lo ripeto, a fine allenamento fa la doccia perché lui è sempre in mezzo al campo, vive con loro l’allenamento. C’è grande unità tra giocatori e coach»

Quasi ce lo scordiamo vista classifica e risultati della squadra ma Pistoia ha dovuto cambiare per motivi diversi i due americani. Cosa ha dato e cosa ha tolto questo rispetto ai piani iniziali?

«Non so dire come sarebbe stata la squadra con Olasewere, so che le cose sono andate così e si è creato un gruppo speciale. Il nucleo italiano è sempre lo stesso, il cuore della squadra non è mai cambiato e nemmeno il carattere anche perché i ragazzi si conoscono da tempo come si diceva. Gli americani sono solitamente la ciliegina sulla torta. Nel nostro caso, è stato bravissimo Brienza che per sopperire al talento di Johnson, andando a modificare l’assetto di squadra aumentandone la solidità».

Ha spinto al maxi rinnovo di Saccaggi, un risultato importante sulla strada della lungimiranza. Da qui alla fine ce ne saranno altri?

«Sto lavorando per questo, spero di dare una progettualità importante e mantenere il più possibile questo gruppo”.

E il futuro di un diesse apprezzato come Sambugaro, tanto da esser premiato dai suoi stessi colleghi, dove lo vede?

«Il fatto che a votare per il premio, siano i miei colleghi mi fa davvero piacere. E’ un grande attestato di stima ma ho la maturità per dire che il merito va diviso con squadra e coach per il campionato sopra le righe che stiamo facendo. Lo ritiro io ma il merito va a loro.

Il mio futuro? Ho un sogno nel cassetto che riguarda Pistoia, perché sono qui e mi trovo bene…». 

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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