La Dinamo Sassari arriverà al PalaCarrara con una squadra che finora ha stentato. Diverse incognite, ma la voglia di svoltare c’è
Non un momento semplice per la Dinamo Sassari di coach Piero Bucchi, che forse non si attendeva un inizio di campionato così complesso. La vittoria contro Trento è stata un primo mattoncino per la risalita, ma la classifica continua a relegare i sardi in zone che non sono proprio quelle abitudinali. Sul banco degli imputati, finora, qualche infortunio di troppo e diversi giocatori che non hanno reso secondo le attese. Senza dubbio, non stiamo parlando di una squadra che è stata costruita per vivacchiare.
LO STARTING FIVE
La cabina di regia in questa stagione è stata affidata a Stanley Whittaker, play con diverse stagioni in Germania che però ha avuto un inizio non semplice, tanto da finire in discussione. Rendimento sotto pronostico anche per l’esterno croato Filip Kruslin, al suo quarto anno in Sardegna. Non meglio uno dei pezzi più pregiati del mercato estivo Alfonzo McKinnie: oltre 200 presenze in NBA, ma solo 8.7 punti di media.
Molto meglio nel reparto lunghi, con il greco Vasilis Charalampopoulos che, al suo quarto anno in Italia, è stato tra i trascinatori della Dinamo nella vittoria su Trento. Attualmente unica scelta nello slot di pivot il francese Stephane Gombauld, che mette insieme 11.3 punti di media e 5.3 rimbalzi.
LA PANCHINA
Nel reparto esterni trova spazio il play ex Udine e Verona Alessandro Cappelletti, insieme al capitano e leader dello spogliatoio Stefano Gentile, alla sua sesta stagione in Sardegna. Altro importante elemento che si alza dalla panchina è Breein Tyree, che l’anno scorso ha vinto praticamente in Belgio con la canotta dell’Ostenda.
Altro “veterano” della Dinamo è l’estone di formazione italiana Kaspar Treier, classe ’99 che contribuisce in modo sostanziale al netto di un minutaggio non sempre ampio. Tanta esperienza anche da Tommaso Raspino: tanti anni in A2 per l’esterno al suo secondo anno alla Dinamo. La panchina si completa poi con il più vecchio del gruppo, il pivot Luca Gandini, e il più giovane, la guardia classe 2005 Riccardo Pisano.
Anche l’infermeria conta attualmente due pezzi importanti del roster. Il lungodegente è il lituano Eimantas Bendzius: infortunatosi durante il Mondiale, ne avrà ancora per molto. L’ultimo è invece il pivot “titolare” Ousmane Diop, che verrà invece recuperato, si spera, per i primi di dicembre.



