Come l’Estra, la Givova Scafati ha cambiato molto. Con Sassari è stata chiusa la striscia negativa, adesso parte la missione salvezza
L’importanza che ha, per l’Estra Pistoia, la gara di sabato sera contro la Givova Scafati è risaputa e lampante nella sua drammaticità. Vincere, magari ribaltando anche lo scontro diretto (+5 per i campani), significherebbe tenere apertissima la corsa salvezza prima della sosta delle nazionali e della Coppa Italia. Perdere anche questo confronto aprirebbe un’altra crepa in un terreno già accidentato. E il prossimo passaggio sarebbe la voragine chiamata retrocessione in A2. Inutile tornare su come si è giunti a tutto ciò, quel che conta è solo il risultato. Questo lo sa Pistoia e lo sa anche Scafati.
Quello che andrà in scena al PalaCarrara sarà un confronto tra due squadre che hanno avuto una storia simile lungo il corso del campionato. Tanti cambi, sia in panchina che nel roster, figli di scelte poco oculate e di una situazione generale condizionata anche e soprattutto da una tensione che spesso ha toccato picchi decisamente alti. Si parte come sempre dallo 0-0, con entrambe le formazioni che dovranno cercare di andare oltre le problematiche che le hanno condizionate e che ancora oggi le relegano nelle ultime posizioni della classifica. La missione salvezza si gioca tutta qui.
SCAFATI, SVOLTA IN ATTO?
Per quanto concerne i gialloblù campani, la scelta di puntare tutto su coach Marco Ramondino ha rappresentato la base strutturale su cui poggiare l’obiettivo della permanenza in Serie A. L’esperienza dell’allenatore ex Tortona, che ha mosso i primi passi nella vicina e natìa Avellino, non potrà certo risolvere per magia tutte le fragilità del roster, ma la speranza è che il classe 1982 riesca ad esaltarne le qualità. A ciò vanno aggiunti gli ingaggi dei due esterni Sacar Anim (prima) e di Edon Maxhuni (poi), ultimi di un vero e proprio andirivieni in quel di Scafati.
La decisione, la più recente, è stata quella di rinunciare ad Elijah Stewart, giocatore tecnicamente impattante (15.6 punti in 16 gare) ma anche tremendamente incostante lungo tutto l’arco della stagione. Fatto sta che, fino allo scorso turno, l’ultima vittoria della Givova era datata 14 dicembre 2024, ossia proprio quella ottenuta dopo due supplementari contro l’Estra. Da lì sono arrivate le sei sconfitte di fila che hanno fatto da contorno ai nuovi stravolgimenti nella squadra e nella guida tecnica. E dopo aver toccato il fondo con il ko di Cremona, è arrivata la reazione nell’ospitante PalaCoccia di Veroli contro la Dinamo Sassari.
Un successo convincente, dopo che la squadra aveva comunque già mostrato un netto miglioramento nell’attenzione difensiva, rispolverando tra l’altro quel Daniel Akin che, dall’ingaggio di Jovanovic, era finito ai margini del progetto. Ecco dove, probabilmente, si esauriscono i paragoni con la situazione in casa Pistoia. Anche perché la Givova, nonostante le tante traversie, ha potuto sempre contare su precisi leader statistici, tecnici e morali.
GRAY, CINCIA E GLI ALTRI
Ciò che salta senza dubbio all’occhio è la prima stagione italiana di Rob Gray, che si sta definitivamente imponendo come il miglior realizzatore del campionato. Ad oggi l’ex Monaco mette insieme 22.8 punti di media (quasi 5 in più del secondo in classifica Jaylen Hands) e viaggia a 20.1 di valutazione (meglio solo due mostri sacri come Bilan e Shengelia). La conferma invece è l’ex di giornata Andrea Cinciarini, ancora miglior assistman del campionato con 7.4 di media (a pari merito con Pangos). Inutile dilungarsi su un giocatore che, ormai prossimo alle 39 primavere, continua ad essere un fattore in Serie A.
Ma Scafati può contare anche sulla consistenza e la solidità di due lunghi completi come Kruize Pinkins e Paulius Sorokas, che oltre ad essere i migliori rimbalzisti della squadra aggiungono rispettivamente 11.1 e 9.2 punti di media a gara. In particolare il capitano USA, dopo diversi problemi fisici, sarà un altro uomo chiave in questa corsa salvezza. Così come potranno esserlo, insieme ai due più recenti acquisti, gli altri due italiani: da una parte l’intensità di Alessandro Zanelli e dall’altra il talento di Federico Miaschi.
Ramondino avrà bisogno di tutti gli uomini del suo roster per migliorare una situazione che attualmente vede la Givova come la seconda peggior difesa del torneo (92.9 punti subiti a partita). Appena meglio, rispetto ai prossimi avversari dell’Estra, il dato sui rimbalzi concessi in attacco: 11.4 contro i 12.7 dei toscani, peggiori medie del campionato escludendo Varese. Interessante, in senso positivo, il dato delle palle perse: Scafati è tra le squadre che ne produce meno nell’arco di una partita (11.6, quarta migliore). Questo amplia il tasso di difficoltà del prossimo impegno dei biancorossi toscani, visto che affronteranno una squadra con ottime individualità e con una discreta gestione dei possessi. A Pistoia non resta che sperare in un ultimo dato: i campani non vincono in trasferta dal 28 settembre, ossia dalla prima giornata di campionato, quando espugnarono il PalaSerradimigni di Sassari.



