Il pagellone della Seconda 2021-22: promossi, rimandati e bocciati

La Seconda Categoria è appena andata in archivio. Come si sono comportate le pistoiesi, comandate dallo Spedalino campione del Girone B?

È tempo di bilanci per le pistoiesi della Seconda Categoria 2021-22. Dopo la finale regionale dei playoff vinta dai Giovani Via Nova, si è ufficialmente conclusa la prima stagione intera dall’esplosione del Covid. Un’annata che ha regalato gioie allo Spedalino Le Querci, vincitrice del Girone B con tre turni d’anticipo, e allo stesso Via Nova, in attesa, con molto ottimismo, delle decisioni sull’organico della Prima Categoria. Al contrario il primo campionato intero degli ultimi tre anni sarà ricordato tristemente dal Borgo a Buggiano, retrocesso in Terza dopo i playout.

Tolti i grandi verdetti, le altre come possono archiviare il 2021-22? Possono rammaricarsi di aver perduto un’occasione o sorridere in vista di una possibile crescita il prossimo anno? Scopriamolo nel nostro tabellone finale, con promossi, rimandati al 2022-23 e bocciati.

PROMOSSE

SPEDALINO LE QUERCI

Impossibile non partire dai campioni di questa stagione. Somigli e soci sono partiti in sordina, facendo 8 punti in 6 giornate e raccogliendo sconfitte brucianti come il 2-0 nel derby dell’Atletico. Dalla caduta col Jolly in poi, grazie anche ai tanti rinforzi come il portiere Cherubini, il centrocampista Saccenti e gli attaccanti Bartoletti e Martelli (poi infortunatosi gravemente), è iniziato un altro campionato. I biancoverdi e rossi, che nel frattempo hanno trasferito la base casalinga da Casini a Montemurlo, hanno via via colmato il divario e alla ripartenza di febbraio sono arrivati vicini alla vetta.

Snodi di stagione, in particolare, due partite: il 3-0 a Coiano, maturato grazie ad un super Cherubini, e l’1-0 nello scontro diretto col Via Nova. Quelle vittorie, senz’altro le più preziose tra le 12 in 14 gare giunte da febbraio in avanti, hanno indirizzato la stagione. In Prima le cose si faranno più serie, ma con questo slancio pare difficile deludere pesantemente.

GIOVANI VIA NOVA

Una promozione (nel nostro tabellone intendiamo, quella vera potrebbe arrivare tra un paio di settimane) giunta proprio come uno studente che si chiude in casa da aprile in poi e non sbaglia più un colpo. I valdinievolini, dopo un avvio buono ma non eccezionale, hanno preso ritmo in autunno e sono esplosi prima di Natale. Nell’ultimo turno del 2021 infatti si erano issati in testa grazie allo scontro diretto vinto 1-0 con la Montagna in piena autogestione, causata dall’addio con mister Ceccarelli.  

Il rientro di febbraio, dopo la breve parentesi in Coppa Toscana a gennaio di Giannoni, tuttavia ha tolto ogni certezza. Mister Martinelli non è riuscito ad arginare lo Spedalino ed in poche settimane è stato salutato. La coppia Amerini – Pollastrini ha ridato linfa al gruppo, che però, fra infortuni e acciacchi, non ha trovato la giusta continuità per riacciuffare la capolista in fuga.

I playoff erano l’ultima spiaggia per salvare una stagione che, visto l’organico, non poteva concludersi con un insipido piazzamento. Il rientro in forma di diversi elementi, Spanò in primis, ha finalmente portato il lieto fine. Non resta che attendere il Comitato Regionale per avere la classica didascalia prima dei titoli di coda che recita “La squadra, al termine della stagione, ottenne la promozione”.

CECINA 2000

Alzi la mano chi avrebbe scommesso sulla salvezza solo lo scorso marzo. Gli arancioni erano andati in vacanza a Natale con un piede e mezzo in Terza, visto l’ultimo posto. La squadra faticava terribilmente in trasferta, mentre fra le mura amiche raccoglieva poco più che qualche pareggio. La lunga sosta tuttavia ha riscritto il destino che pareva scontato. Il Cecina, grazie soprattutto ad un cammino da playoff in casa, ha iniziato una rimonta clamorosa e, ad un mese dalla fine, ha lasciato il Montepiano nell’ultima carrozza.

Decisiva è stata l’ultima giornata, quando i ragazzi di Bonfanti si sono sbloccati fuori casa e hanno condannato lo stesso Montepiano. Quel successo inoltre è stato decisivo per superare il Vernio, ottenendo il ritorno dei playout in casa. I due atti dello spareggio il Cecina li ha giocati con la consapevolezza di essere totalmente in grado di restare in Seconda, e per questo il Vernio non ha avuto scampo.

Dopo una salvezza conquistata dopo due terzi di campionato all’ultimo posto, sembra difficile che gli arancioni ricrollino in un’ansia simile. Confermare gli artefici dell’impresa e puntellare la rosa sarà indispensabile.

MONTALE POLISPORTIVA ’90 ANTARES

In autunno, col terremoto nell’organico societario che ha subito, pareva destinato alla classica stagione di transizione. Ci s’aspettava una salvezza tranquilla e nulla più, come i risultati tra l’altro suggerivano sino a marzo. Il finale però ha riservato più di una sorpresa. La squadra, trascinata dal capocannoniere del Girone B Giovanchelli, ha ingranato una marcia superiore ed è arrivata a giocarsi i playoff. La vittoria nell’ultima giornata col San Niccolò ha realizzato ciò che era solo un sogno a fine inverno.

La caduta a Pieve a Nievole nella post season ha lasciato rammarico ma non amarezza. Il Montale, che si è pressoché ricostruito da novembre, può vedere con ottimismo alla Seconda 2022-23. Come sempre bisognerà valutare in quale gruppo verrà inserito, ma se non varierà la tendenza degli ultimi tre anni, girone pistoiese con alcune compagini pratesi, tornare ai playoff sarà solo l’obiettivo minimo.

RIMANDATE

CHIESINA UZZANESE

Promuovere una squadra che ha finito a tre punti dai playout sarebbe stato esagerato. Tuttavia il Chiesina non archivia quest’annata con un sentimento di fallimento evitato in extremis, anzi. L’amara trasferta di Vernio alla diciassettesima giornata ha senza dubbio indirizzato le sorti degli amaranto, che dopo la vittoria col San Niccolò sussurravano la parola playoff. La caduta all’”Amerini” e le squalifiche che ne sono seguite, il solo Matteelli ha subito otto turni di stop (poi scesi a sette in appello), hanno inevitabilmente cambiato i piani.

Tutto sommato, essersi salvati con anticipo con tutti questi imprevisti, non è un risultato da buttare. La squadra infatti ha saputo sopperire all’assenza, per ben due terzi di stagione, del suo esperto capitano. Inoltre si è regalata, come nel derby in casa col Borgo, giornate da ricordare.

Fare di meglio non era per niente facile. Con qualche innesto dalla Juniores e un paio di rinforzi mirati ci può essere un ulteriore salto di qualità, ma almeno per scaramanzia sarà vietato fin dall’inizio anche solo sussurrare la parola playoff.

ATLETICO SPEDALINO

La scorsa estate il Presidente Gelli aveva promesso una salvezza tranquilla ed un campionato nella prima parte della classifica. L’Atletico nel pantano dei playout non ci ha mai messo piede ed è giunto un settimo posto: la posizione auspicata alla presentazione. Tuttavia il girone d’andata chiuso dietro solo al Via Nova grida vendetta.

Senza la crisi tra febbraio ed aprile, costata la panchina a Celadon oltreché ogni sogno di gloria, dove poteva arrivare l’Atletico? La prima scoppiettante parte di stagione era stata un caso? La nuova annata chiarirà questi dubbi, ma dire che i playoff siano stati buttati via non è un’eresia. Rimarrà comunque la soddisfazione di aver battuto due volte su tre, tra Coppa e campionato, i cugini del Le Querci nell’anno della loro promozione.

BOCCIATE

SAN NICCOLÒ

Le sensazioni sono simili all’Atletico, anche se le attese erano ben diverse. Il San Niccolò aveva tutto per stare quantomeno in top 3, ma gli infortuni e qualche pareggio di troppo hanno complicato il cammino. Dopo il colpo a Montemurlo con lo Spedalino tutto faceva presagire un girone di ritorno col vento in poppa, come nel 2020 prima che il Covid s’abbattesse sul mondo.

Invece i due kappaò quasi inspiegabili con Vernio e Chiesina e gli X, ben undici al termine, non hanno fatto trovare a Giusti e soci la giusta continuità. Eppure al San Niccolò basterà poco per presentarsi nelle prime file della prossima stagione. Con un paio di rinforzi da centrocampo in su sarà quasi di sicuro tra le pretendenti per la promozione. Tutto ciò ovviamente con la metà degli infortuni e dei pareggi di quest’annata.

MONTAGNA PISTOIESE

Quando l’inverno è arrivato a Gavinana si è spenta la fiamma. Prima di dicembre Iori ed i suoi ragazzi erano in testa e con merito, con 21 punti in 9 partite. La sconfitta 3-2 in casa con lo Spedalino, in una delle partite più belle dell’intero girone, è stata l’inizio della fine. Pare assurdo, ma da lì in poi la Montagna, funestata da malanni e infortuni, ha vinto solo tre partite.

Come per l’Atletico rimarrà il dubbio su cosa fosse più reale tra il perentorio avvio di stagione e la mesta chiusura quasi da retrocessione. Va detto che in primavera la Montagna è stata senza dubbio la squadra che ha gettato via più punti negli ultimi minuti, tra errori propri e dell’arbitro. Un paio d’innesti potrebbero servire per tornare sui livelli dello scorso autunno, ma di certo Iori e soci non hanno dubbi su quale sia il primo ingrediente per non ripetere la mattanza finale: la buona sorte.

BORGO A BUGGIANO

Le brutte sensazioni c’erano sin dall’inizio. In un campionato senza quote, il Borgo ha deciso, giocoforza, di puntare su una squadra molto giovane quasi senza over 30. In autunno, grazie ad un paio di colpi casalinghi tra cui il 3-1 nel derby col Chiesina, sembrava che la squadra avesse ingranato. Tuttavia già a Natale gli azzurri erano in affanno, a causa soprattutto della grande fatica a racimolare punti in trasferta.

L’orribile ripartenza, con solo due vittorie raccolte e l’ombra dell’ultimo posto scacciata all’ultimo respiro, ha peggiorato ulteriormente il quadro. Servivano due domeniche da grande Borgo col Jolly per rimediare, ma alla fine, con la complicità di un paio d’errori arbitrali, non sono arrivate. Servirà pazienza in Terza, ma una società come il Borgo, se non si perderà ulteriormente, non farà fatica a ritornare sui livelli che merita.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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