Seconda: il Borgo scappa ma il Chiesina lo riacciuffa e fa suo il classico

Il Chiesina va sotto, ma rimonta ed affonda il Borgo nel sentito derby valdinievolino. Pecchioli protagonista con una doppietta

Il classico Chiesina – Borgo è una di quelle stracittadine che vanno al di là della classifica. Le due compagini si approcciavano a questa sentita sfida con una situazione molto delicata. Il Chiesina Uzzanese era nono con solo 5 punti di vantaggio sulla zona playout, aperta proprio dal Borgo a Buggiano in coabitazione col Vernio. Per questo gli azzurri cercavano i tre punti per riaprire le speranze sulla salvezza diretta e staccarsi dalle sabbie mobili, oltreché fare uno sgambetto ad una delle rivali più storiche ovviamente.

IL PRIMO TEMPO: GLI AZZURRI VANNO IN VANTAGGIO

Pronti via e Mencarini, 10 del Borgo, scivola sul campo insidioso del “Bramalegno” (reso zuppo, fangoso e in alcuni tratti sconnesso dalla pioggia degli ultimi giorni) regalando la prima girandola di occasioni al Chiesina. Sorgono in pochi minuti una punizione fermata con un sospetto fallo di mano e due corner disinnescati a fatica dagli ospiti. Tuttavia, tolto questo forcing iniziale degli amaranto, la partita torna subito sui binari di un tipico derby delicato per la salvezza.

L’episodio del presunto rigore

Il terreno di gioco offre poche occasioni per fraseggiare, perciò le squadre provano a sfidarsi sulle palle lunghe. Marzico, centravanti numero 9 del Borgo che ricorda Arnautovic del Bologna (seppur mancino a differenza dell’austriaco), si trova a suo agio e cerca di imbeccare i compagni. Proprio in una di queste circostanze, al 17’, la sfera capita al compagno Monti, il quale entra in area avversaria sulla fascia destra e subisce un brutto scontro. L’arbitro, il signor Puvia di Carrara, cincischia un secondo ma poi indica il dischetto. Un movimento che ripeterà spesso quest’oggi. Dagli undici metri si presenta lo stesso Marzico, il quale sceglie l’angolino alla destra del portiere avversario Cecchini e lo spiazza. 1-0 Borgo, col centravanti che mostra il suo numero ai supporters amici in trasferta.

LA REAZIONE DEL CHIESINA ARRIVA NELLA RIPRESA

La prima frazione si conclude essenzialmente qui, almeno per doveri di tabellino. I padroni di casa cercano la reazione ma, tolta un’incursione di Tondi che finisce alle stelle, non producono granché. Il Borgo si limita a gestire e a sfruttare qualche spazio o errore, con Marzico che poco prima del riposo vince un rimpallo in area ma imita il collega rivale. La sensazione è che il Chiesina abbia bisogno di un episodio fortuito per poterla recuperare, mentre al Borgo basterebbe gestire il vantaggio con l’esperienza che spesso, ad una squadra con un’età media bassissima, è mancata in questa stagione.

La ripresa sembra presentare lo stesso copione. Il Chiesina prova a farsi vedere su alcune palle ferme ma nulla più. Il Borgo gestisce e cerca spazi in ripartenza, limitandosi il più delle volte ad amministrare. Dopo nove minuti arriva l’episodio che cambia del tutto l’inerzia. Su un rimpallo nato da una punizione nella propria trequarti, il numero 8 Pieri tocca la palla col braccio poco dopo il limite dell’area di rigore e il direttore di gara torna ad indicare la massima punizione. Se ne incarica Pecchioli, mancino come Marzico, che decide d’imitare la conclusione dell’avversario ed ottiene lo stesso epilogo. 1-1.

IL BORGO RESTA IN DIECI

La partita a quel punto s’incunea in una serie di falli e fischi dell’arbitro che producono poco d’interessante. L’impressione è che il Chiesina ne abbia di più, col Borgo spaventato di gettare anche il punto del pari e complicare ancor di più la classifica. Forse è proprio per questo timore che Monti commette un brutto fallo a centrocampo intorno al 70’. Il numero 2 resta a terra dopo il violento scontro, ma ciò non basta a fare cambiare idea al signor Puvia, che tiene in mano il cartellino più temuto: il rosso.

Gli azzurri restano così in dieci e il Chiesina cerca subito d’approfittarne. Il portiere buggianese Tiberi è costretto a fare gli straordinari in almeno tre occasioni, con gli amaranto sempre più insidiosi soprattutto su corner e calci piazzati. In attacco Marzico tenta di tenere palla più che può, con i compagni che l’assistano come possono.

DAL COLPO IN INFERIORITÀ ALL’INEVITABILE

Ad un certo punto, all’82’, il Borgo avrebbe pure una clamorosa occasione per ribaltare qualsiasi inerzia. La retroguardia amaranto si distrae e lascia spazio a Giuliani, costringendo Cecchini ad uscire ben al di là della propria area. Il 13 azzurro, entrato per Mencarini, lo vede e prova a sorprenderlo con un pallonetto. Tuttavia la conclusione esce e non di poco. Con pizzico di freddezza e anche fortuna le cose sarebbero potute andare molto diversamente, poiché all’85’ il Borgo va incontro al suo maledetto destino.

Il Chiesina si guadagna una punizione a circa venti metri dalla porta di Tiberi, con Pecchioli di nuovo sulla palla. Il numero 10 amaranto decide di battere a rete, ma gli esce una conclusione leggermente bassa che si dirige sulla schiena di un elemento della barriera. Sarà la sua fortuna: la palla schizza in aria e prende una traiettoria arcuata tremendamente velenosa per qualsiasi portiere. Tiberi prova ribellarsi al suo triste epilogo, ma il pallone lo passa inesorabilmente: 2-1 Chiesina.

GLI AMARANTO LA CHIUDONO NEL RECUPERO

Con un uomo in meno e tutta la pesantezza di una vittoria sfumata, il Borgo prova a reagire con mister Natali che inserisce un’altra punta, Ricciarelli, per tentare il forcing della disperazione. Tuttavia gli ospiti non fanno in tempo a cercare di racimolare le poche forze rimanenti che gli avversari tornano a farsi pericolosi. Appena scoccato il 90’ Pocci entra in area e va giù, con l’arbitro che per la terza volta in giornata indica il dischetto. Per il Borgo è la mazzata finale. Falcone, sempre di sinistro ma stavolta incrociando, non si fa pregare e fa calare il sipario: 3-1.

IL COMMENTO FINALE

Nonostante avesse molto più da perdere e qualche assenza in più (tra cui capitan Matteelli squalificato sino alla penultima giornata) il Chiesina ha ribaltato un derby che s’era messo in grande salita. I tre punti dovrebbero aver messo la squadra al sicuro dai playout e riaperto pure qualche timida speranza per i playoff, visto che là davanti non ha vinto proprio nessuno.

Il Borgo invece perde il derby nella domenica meno indicata, in cui il Cecina batte il Via Nova e il Jolly, a gran sorpresa, ne rifila sei al Coiano. In poco più di mezz’ora Natali e i suoi ragazzi sono passati dal portarsi a tiro di una salvezza diretta a finire sull’orlo del precipizio. L’ultimo posto che vuol dire retrocessione diretta, per ora coabitato da Cecina e Montepiano, infatti è a solo un punto.

A Chiesina il tramonto cala con molta serenità, in attesa che un altro classico, quello col Via Nova, indichi a quale traguardo si dovrà puntare per il finale di stagione. A Borgo il crepuscolo invece porta più malinconia e paure. Infatti, tolto il Vernio all’ultima, sulla strada ci saranno solo squadre in lotta per i playoff (o per la promozione diretta come lo Spedalino alla ventiduesima). Per salvarsi, nonostante una rosa composta quasi interamente da millenials, ci sarà bisogno di tanto sanguefreddo.

IL TABELLINO DI CHIESINA UZZANESE – BORGO A BUGGIANO 3-1

Chiesina Uzzanese (3-4-2-1): Cecchini; Meliani (dal 28’ pt Romoli), Flammia, D’Aguanno; Rosellini (dal 31’ st Paccosi), Perondi, Ribechini (dal 41’ st Arbace), Parlato (dal 15’ st Domini); Falcone, Pecchioli (dal 44’ st Pocci); Tondi. All.: Pacini.

Borgo a Buggiano (3-5-2): Tiberi; Anzuini, Castagna, Arabelli (dal 41’ st Ricciarelli); Vallini, Pieri (dal 23’ st Parente), Carrara, Mencarini (dal 13’ st Giuliani), Monti; Dem (dal 23’ st Panini), Marzico. All.: Natali.

Marcatori: Marzico (rigore) al 18’ pt; Pecchioli (rigore) al 10’ st e al 40’ st, Falcone al 45+1’ st.

Note: ammoniti Rosellini e Mencarini al 40’ pt; Flammia e Pieri al 5’ st; Vallini al 12’ st; D’Aguanno al 16’ st. Espulso Monti al 70’ st per gioco pericoloso.  

Arbitro: Sig. Puvia di Carrara

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Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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