Domenica prossima, nell’insolita cornice del “Barni” di Montale, andrà in scena la sfida fra l’Olimpia Quarrata e l’Atletico Casini Spedalino
Nel vero e proprio derby day che domenica andremo a vivere nel quarto turno del Girone E di Seconda Categoria, in cui saranno ben cinque gli incroci fra le pistoiesi, Olimpia Quarrata – Atletico Casini Spedalino è la gara più attesa. Al “Barni” di Montale, inedito teatro della stracittadina in sostituzione del “Raciti” in via di restyling, s’affrontano due squadre in un momento altalenante in cui una vittoria con la rivale più vicina potrebbe scacciare la frustrazione e le insicurezze dei recenti risultati.
Un discorso valido soprattutto per l’Atletico che, partito fra i grandi favoriti dopo la finale playoff del maggio scorso, ha un po’ stentato in quest’avvio vincendo un solo un match fra campionato e Coppa Toscana. Proprio in quest’ultima è giunto l’1-0, timbrato Franceschini, con cui l’Olimpia ha battuto i cugini un mese fa nel debutto stagionale cancellando così qualsiasi dubbio che poteva accompagnare una compagine ripescata dopo la retrocessione nei playout col Montale lo scorso 30 aprile.
ENTRAMBE CERCANO RISCATTO ED UNA VENDETTA
L’Olimpia Quarrata, in seguito al successo nel derby di Coppa, ha proseguito l’ottimo inizio recuperando due reti al San Niccolò e regolando 3-0 il Chiesanuova nel debutto casalingo in campionato. La striscia positiva si è però interrotta con parecchio rammarico col Tavola in Coppa, in cui l’1-0 dei rossoverdi ha eliminato entrambe le formazioni a favore dello stesso Atletico (grazie al 2-1 sui pratesi a Casini lo scorso 10 settembre). Sul campo de La Querce è poi giunto un ulteriore passo falso che ha fatto restare i giallorossi a quota 4 in una comunque discreta zona di classifica.
Anche l’Atletico ha iniziato la stagione con un rendimento altalenante, senza però aver ancora vinto nel Girone E dove sono arrivati solo due punti, grazie ai pareggi interni con La Querce e Cintolese. Nel mezzo la sconfitta di misura in casa del Prato Nord, che giocava al conosciutissimo “Franchi” d’Agliana, dove gli arancioblù hanno sprecato di tutto. Solo il percorso in Coppa, al netto dell’amaro derby d’esordio e della qualificazione un po’ rocambolesca, ha sinora dato delle soddisfazioni.
Oltreché per interrompere una striscia negativa, si può dunque dire che le due squadre vadano in cerca di una vendetta. L’Atletico vuole ristabilire le gerarchie a Quarrata dello scorso anno, in cui vinse entrambi i confronti, e cancellare l’esordio negativo. I giallorossi invece vogliono archiviare l’eliminazione in Coppa, dando un dispiacere a chi li ha eliminati nonostante la vittoria nello scontro diretto, e fare un primo salto di qualità per iniziare a sognare i vertici del Girone E.
BONAVIRI: «SODDISFATTO DI QUEST’OLIMPIA QUARRATA»
Per fare il punto sull’Olimpia abbiamo fatto alcune domande al mister Cristiano Bonaviri. Cristiano, dopo l’esperienza a Vernio, è tornato in giallorosso dove aveva seguito le formazioni giovanili prima della parentesi pratese. Non è un caso che conosca molto bene tanti dei ragazzi con cui sta vivendo questa prima stagione sulla panchina della prima squadra e che si senta fiducioso non solo per domenica ma anche per lo sviluppo del campionato.
«Avendo una squadra molto giovane è normale avere alti e bassi. Perciò nel complesso posso ritenermi contento di quest’inizio, comprendendo pure i due kappaò. Col Tavola abbiamo giocato bene nonostante la loro altezza media, ben tre giocatori oltre i 190 cm, fosse superiore alla nostra. Tuttavia abbiamo ben arginato le loro sponde e siamo caduti solo per una piccola imprecisione del nostro portiere ad un quarto d’ora dalla fine. Forse, se avessimo subito quel colpo un pelo prima, avremmo pure avuto il tempo di rimediare».
Solamente il primo tempo con La Querce ha lasciato qualche perplessità a Bonaviri: «Era un match da 0-0. Al termine dei primi 45 minuti entrambi abbiamo creato poco, poi noi ci siamo un po’ vivacizzati col passaggio al 4-3-3 nella ripresa. Sono stati bravi loro ad imbucarci su una nostra disattenzione che ci è costata caro. Va detto comunque che pochi minuti prima Franceschini aveva sprecato la chance più nitida che abbiamo creato. Nel complesso tuttavia penso che abbiamo sofferto il caldo ed il doppio impegno ravvicinato. Per domenica saremo al massimo e, tolto Cariello che è stato espulso, dovrei avere tutti a disposizione».
MARCHISEPPE: «CON UNA VITTORIA CI SBLOCCHEREMO»
A guidare gli avversari, seppur dalla tribuna vista la squalifica di quattro giornate (la quale si è sommata alla punizione di due turni in Coppa) figlia delle proteste nella finale playoff col Pistoia Nord, ci sarà il confermatissimo Giacomo Marchiseppe. Per lui è il secondo anno intero da mister – giocatore, ruolo che ricopre dal marzo 2022 quando nel vecchio Atletico Spedalino prese il posto di Alessandro Celadon (curiosamente odierno skipper dello stesso Pistoia Nord). Un anno che, dopo le gioie del 2022-23, dovrebbe essere quello della consacrazione ma che, almeno per adesso, non è iniziato come sperato.
Forse è proprio il ruolo di grande favorita che ha un po’ pesato psicologicamente, come ci confessa Marchiseppe: «Andare in campo con l’obbligo di non sbagliare nulla perché sei la squadra da battere un po’ condiziona. Tutto ciò è ancor più pesante se poi inizi facendo fatica. Inoltre anche la mia squalifica, di cui mi prendo tutte le responsabilità, non ha aiutato, anche se i ragazzi hanno ogni mezzo per sopperire alla mia assenza. Non vedo l’ora di rientrare fra dieci giorni col San Felice dopo questo mese e mezzo in tribuna».
Una vittoria secondo il mister può essere la miglior medicina. «Sono sicuro che vincere ci sbloccherebbe e ci alleggerirebbe di testa. Farlo poi in un match così sentito sarebbe ancor più importante. Dobbiamo ripartire dalla rimonta col Cintolese, con cui eravamo sotto 2-1 a sette minuti dal novantesimo. Dovrebbe tornare Constantin che ha avuto un risentimento prima di domenica ma dal quale sembra in via di totale guarigione. Qualche dubbio in più per Kambaye che si trascina dei problemi al ginocchio dalla scorsa stagione, però negli ultimi giorni si è allenato in gruppo e se prosegue così fino a venerdì dovrebbe esserci almeno in panchina».
LE CHIAVI DEL DERBY DI QUARRATA SECONDO BONAVIRI
Soffermandosi sull’avversario, Bonaviri elogia la dinamicità dell’Atletico: «Usano un 3-5-2 che non è tanto frequente fra i dilettanti. Dovremo stare attenti soprattutto sui quinti a centrocampo che possono abbassarsi o alzarsi in qualsiasi momento prendendoci d’infilata all’improvviso. Sarà importante capire se sarà meglio pressare alto oppure aspettare più bassi. Venerdì, in base anche alla partita di un mese fa, lavoreremo intensamente su quest’aspetto particolare. Oltretutto il campo più largo del “Barni” potrebbe darci una mano».
Sugli uomini da temere e su quello invece su cui puntare Bonaviri non ha dubbi: «Lopes se è in giornata può cambiare le sorti del match. Il metronomo della squadra è lui e per me il cattivo o il bel tempo per l’Atletico dipenderà dalle sue giocate. Ovviamente guai a dimenticarci del loro attacco in cui chiunque può fare la differenza, ad iniziare da Ciaccio che in Coppa subentrò nella ripresa e ci mise in difficoltà. Per quanto ci riguarda punto su Caselli: può essere il nostro asso nella manica».
LE CHIAVI DEL DERBY DI QUARRATA SECONDO MARCHISEPPE
Marchiseppe loda soprattutto la compattezza dei giallorossi, di cui sottolinea due nomi: «Sono migliorati tantissimo dall’anno scorso. In Coppa abbiamo sofferto la loro fase difensiva e le loro azioni in velocità sugli esterni. Hanno una grande imprevedibilità da centrocampo in su e dietro sanno come chiudersi senza lasciare spifferi. Caselli e Franceschini, che ci ha segnato, saranno i principali pericoli, ma chiaramente non saranno gli unici».
Fra le sue fila a fare la differenza non sarà tanto il singolo quanto la prestazione collettiva: «Senza dubbio sarà bene non fossilizzarci troppo su una tattica. Domenica scorsa infatti avevo preparato la partita in un modo e abbiamo totalmente cambiato in corso d’opera, ottenendo benefici quasi subito. Perciò il primo obiettivo sarà non subire il loro gioco: dobbiamo essere noi quelli ad incutere paura a loro e non viceversa. Solo così usciremo da questo periodo: rispettare sì l’avversario, ma mai temerlo al punto da dimenticare chi e cosa siamo».


