Uno dei protagonisti della vittoria contro Venezia, Gianluca Della Rosa, si racconta a cuore aperto: dalla vita in Curva alla carriera in Serie A, da prim’attore, e con la maglia della sua città e nella quale è cresciuto ovvero il Pistoia Basket
14 partite già messe in archivio, a breve un girone intero. Quello che Gianluca Della Rosa ha collezionato con la maglia che ha, fin da piccolo, avuto cucita addosso: la quindicesima sarà al PalaRuffini di Torino (“che mi evoca uno dei ricordi più brutti della mia fin breve carriera”) e la sedicesima a Pesaro in quello che tutti prospettano come lo scontro che potrebbe anche dare la salvezza pressoché certa al Pistoia Basket.
Ed allora quel ragazzo, cresciuto a basket e Curva Pistoia, ora si gode il suo momento: le due bombe contro Venezia che hanno iniziato a scavare il solco, poi diventato decisivo, fra The Flexx e Umana nel primo quarto della sfida del 25 marzo e quel dito alzato verso la Curva, da dove tutto è partito.
Gianluca, riavvolgiamo il nastro perché finora non c’era stato nemmeno modo: è da dicembre che sei al Pistoia Basket in Serie A, nella squadra della tua città, eppure ti ci sei quasi ritrovato per caso non è così?
Già, il buio dell’estate scorsa. Ero vicino a firmare con Biella in LegaDue poi non se ne fece di nulla e così mi arrivo un whatsapp da Fabio Bongi: “tieniti pronto, da domani ti vieni ad allenare con la prima squadra”. Stentavo quasi a crederci, per di più la The Flexx era impegnata al torneo di Imola a settembre e così mi allenai per un paio di giorni a Montale con mio fratello Tommaso. Poi è iniziata l’avventura: prima da aggregato e, successivamente, quando ci fu l’infortunio di Laquintana venne coach Esposito da me chiedendomi se mi interessava essere tesserato e andare a referto. Ero al settimo cielo e così è arrivato il mio esordio contro Pesaro, nella sfida d’andata.


