Altra caratteristica che piace del Della Rosa giocatore è la grinta e la faccia tosta: come mai?
Metto sempre energia quando gioco a basket, sia che sia in campo sia in panchina, perché è una cosa soggettiva ed il mio modo di fare: essendo fisicamente più piccolo devo trovare qualcos’altro da mettere in campo per risultare importante per il gioco della squadra.
Che allenatore è Vincenzo Esposito?
Enzo gioca con te, sempre. Segue e incoraggia durante le partite in maniera continua, non si mette quasi mai a sedere ed ha un’energia allucinante perché ci sprona sempre, anche quando abbiamo avuto i momenti più bui di questa stagione. E poi spende buone parole per ognuno di noi proprio perché è stato un grande giocatore e sa come ci si comporta: io lo ringrazierò a vita perché ha avuto il coraggio di farmi esordire in Serie A.
Adesso c’è la trasferta di Torino: le insidie e come vive lo spogliatoio le emozioni post-Venezia?
Tutti abbiamo ancora tanta voglia di fare e non ci fermiamo certo qua: la squadra è molto unita ed una vittoria del genere ti dà ancora più serenità e fiducia. Personalmente non mi aspettavo di giocare tutti questi minuti in Serie A ed in ogni istante cerco di capire se ci posso stare. Sabato troveremo una squadra imprevedibile, come noi del resto, che è Torino: si gioca al PalaRuffini ed io ho un brutto ricordo in quel palazzetto con la sconfitta più brutta nella mia carriera nella finale-scudetto Under19 giocata col Pistoia Basket (in squadra Davide Moretti, Luca Severini, Martino Mastellari, ndr). Loro sono in un momento con tanti alti e bassi mentre noi sappiamo che è una finale da provare a vincere.



