Parla il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina: “Ad oggi non ho la minima idea di quali saranno i gironi. Le seconde squadre in Serie C? Le volevano, poi però solo la Juventus si è iscritta”
“La Serie C sarà composta da 56 squadre, ma ad oggi non ho la minima idea di quali siano essere, e di quali saranno i gironi da comporre”. Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, non usa mezze misure per attaccare il sistema calcio, a poche ore dalla decisione di posticipare l’inizio del campionato e di indire per il 22 agosto un’assemblea per capire se ci siano i presupposti per far partire la prossima Serie C.
“Catania, Novara e Siena fanno parte o no di questo campionato? E poi il Bari, a che titolo pretende di ripartire immediatamente dalla C dopo essere fallito? Così non va – racconta Gravina al Corriere dello Sport – Ci sono regole assurde, complicate, numerose. In un contesto del genere dovrebbero esserci solo due parti: il soggetto in causa da un lato, l’organo giudicante dall’altra. Una decisione, una volta presa, è quella. Invece no, oggi ci sono il TAR, la Corte d’appello, il Collegio di Garanzia e non se ne esce più. E’ arrivato il momento di dire basta”
Gravina lamenta soprattutto una mancanza di collaborazione. “Se ci mettessimo al lavoro tutti insieme, remando nella stessa direzione, la FIGC ne beneficerebbe. Invece ognuno guarda al proprio orto – continua – Volete le seconde squadre in C? Ok, benissimo. Poi in realtà si iscrive solo la Juventus, il Bari fallisce e tutti quanti lo vogliono acquistare. Dunque cosa si cerca per davvero: le squadre B o le multiproprietà? E’ saltata la prima giornata di campionato, molte squadre hanno già fatto richiesta per ottenere finestre di mercato extra poiché sono in mezzo a due categorie. E allora probabilmente slitterà pure la seconda e non so dove finiremo. Le sentenze vengano applicate, chi non ha diritto a chiedere qualcosa eviti di creare maggiore confusione. Le decisioni che prenderemo nell’assemblea del 22 agosto potrebbero essere molto severe”.


