Catania, Novara e Teramo potrebbero non iscriversi alla prossima Serie C. Torna in auge la possibilità di riammissione della Pistoiese
Lunedì 28 giugno scadrà il termine ultimo per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Per quella data tutte le compagini interessate dovranno aver depositato la tassa di iscrizione e la fideiussione da 350.000 euro. Ma più di un club non sembra sulla strada giusta.
Catania, Novara e Teramo stanno attraversando grosse difficoltà economiche (i siciliani hanno indetto addirittura una raccolta fondi; più sfumato il caso degli abruzzesi, nda) e potrebbero non iscriversi al campionato. Lo stesso rischio che sta correndo il Gozzano, promosso in C dopo la vittoria del Girone A di Serie D, fermato da problemi di impiantistica che potrebbero portare il club a una clamorosa rinuncia. Più mite la situazione della Sambenedettese, che dopo alcuni affanni ha presentato la documentazione in merito ai criteri infrastrutturali e a breve dovrebbe procedere all’iscrizione al prossimo campionato. Infine il caso del Cosenza, retrocesso in Serie C al termine della stagione 2020-21, in trepidante attesa di conoscere gli sviluppi in casa Chievo, dove potrebbe saltare l’iscrizione alla Serie B. In questo caso i calabresi sarebbero i primi a essere ripescati, salutando la Serie C senza passare dal via.
Situazioni incerte e in continuo divenire che potrebbero riaccendere le speranze della Pistoiese, terza nella graduatoria di riammissione dietro a Fano e Bisceglie. Il tempo stringe e a breve sapremo se gli arancioni potranno o meno ambire al ritorno tra i professionisti per forza di regolamento. Quel che è certo è che – né la Serie D né tantomeno la Serie C – possono essere affrontate senza una società solida alle spalle. Perciò si faccia presto, si assicuri all’olandesina un valido apparato organizzativo e si cerchi di sfruttare anche questa occasione che le contingenze mettono a disposizione. Tenendo presente che per concorrere alla riammissione è necessario aver adempiuto all’iscrizione in Serie D, cosa improbabile in assenza di una dirigenza che firmi le carte.



