L’auspicio del ministro dello sport Vincenzo Spadafora è che le squadre possano tornare ad allenarsi, rispettando determinate misure di sicurezza, a partire dal 4 maggio
Il lockdown in Italia è stato prolungato fino al 3 maggio. Ciò significa, di conseguenza, anche niente sport fino a quella data, dopo la quale però dovrebbe iniziare, nelle speranze del governo e degli esperti, la cosiddetta “fase 2”, che prevederà una lenta riapertura delle varie attività del paese.
Fra queste ovviamente anche l’industria calcio, con le squadre che, pur nel rispetto di determinate misure di sicurezza e dopo aver effettuato i test sui propri giocatori (per quelli risultati positivi al Coronavirus in queste settimane si parla anche di una nuova visita per l’idoneità sportiva), potranno tornare ad allenarsi in gruppo per tentare di concludere la stagione. Un protocollo però che sarebbe di difficile applicazione per le realtà di serie C e delle categorie inferiori, che restano più in bilico che mai.
“Nella profonda convinzione che i nostri atleti e le nostre atlete, normodotati e disabili, torneranno a vincere e onorare presto il Tricolore, dentro e fuori i campi di gara – ha scritto il ministro dello sport Vincenzo Spadafora in una lettera ai presidenti del Coni Giovani Malagò e del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli – Vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio, nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici”.


