Spedalino, Ceccarelli si presenta: «Ci aspettano undici finali»

Il nuovo tecnico dello Spedalino Le Querci, Claudio Ceccarelli, si dice pronto per la nuova esperienza: «Bisogna lavorare sulla testa»

Claudio Ceccarelli sostituisce Andrea Mangoni e si presenta come nuovo allenatore dello Spedalino Le Querci. Il tecnico ex Giovani Via Nova torna in panchina proprio nella settimana che precede la sfida tra rossoverdi e biancocelesti. Il mister si dichiara pronto per questa nuova avventura e per prendere il timone affidatogli dalla dirigenza, puntando forte all’obiettivo salvezza.

LO SPEDALINO PUNTA SU CECCARELLI

Una volta saputo dell’interesse nei tuoi confronti, cosa ti ha spinto ha dire sì al progetto dello Spedalino Le Querci?

«Innanzitutto ci tengo a ringraziare lo Spedalino Le Querci per la fiducia riversata nei miei confronti. Sono orgoglioso ed onorato di essere stato chiamato da loro, in Prima Categoria. Ho accettato perché li ritengo una società in crescita, una realtà che vuole affermarsi imponendo il suo calcio ed ambiziosa. Non immaginavo infatti che potessero ritrovarsi in questa situazione, soprattutto per quanto bene hanno lavorato nel mercato invernale. Guardando la rosa a disposizione ho visto qualità, esperienza, tutto quello che serve per fare bene secondo il mio giudizio. Ecco perché ho detto sì».

L’IDEA DI CALCIO DI CECCARELLI

Un solo gol segnato nelle ultime cinque partite dallo Spedalino Le Querci, a secco da tre gare. Cinque, invece, le reti subite nelle ultime due uscite. Adesso è più importante adesso la difesa imperforabile di qualche mese fa, oppure individuare nuove soluzioni offensive?

«Il calcio non è una scienza esatta. Sia attacco che difesa sono importanti, ma alla fine la verità la dicono solo i numeri. Gol fatti e subiti determinano i punti in classifica. Adesso quindi serve dare tranquillità all’ambiente tutto, dalla società alla squadra a tutti gli altri componenti. Bisogna lavorare sulla tecnica e sulla tattica, ma soprattutto sull’aspetto mentale e psicologico. Questi ragazzi devono riprendere fiducia in loro stessi e questo arriva solo con i risultati, che arrivano solo con un lavoro alle spalle affrontato come si deve, ogni settimana. Dal primo allenamento tutti si sono messi a completa disposizione e percepisco la voglia di venirne fuori. Questi per me sono tutti segnali positivi.

«Il gruppo è composto da ragazzi intelligenti, c’è un bel mix di esperti e giovani, un team spavaldo. Nel calcio non tutte le ciambelle col buco, ma per noi l’importante è arrivare alla fine di ogni partita e non avere niente da recriminare. Questo vale per tutti, per ogni persona che fa parte dello Spedalino Le Querci. Tutti dobbiamo essere consapevoli che la domenica è stata affrontata come si deve, così come tutta la settimana. Mi aspetto che tutti, dalla prestazione in allenamento a quella in partita, si siano spremuti e abbiano dato il massimo. Quando poi ci guarderemo negli occhi e sapremo che più di così non si poteva fare, prenderemo i risultati per come verranno. L’importante è arrivare alla fine e non avere rimpianti».

OBIETTIVO SALVEZZA

Quali sono le basi sulle quali vorresti fondare queste undici giornate per raggiungere l’obiettivo salvezza?

«Undici giornate non sono tante, ma nemmeno poche. In questo momento dobbiamo tra virgolette scalare l’Everest per uscire dalla situazione in cui siamo. Chiaramente se ho accettato è perché sono motivatissimo ad essere qui e ritengo di avere tutto per lavorare bene e raggiungere gli obiettivi. La squadra, come è normale che sia quando non arrivano i risultati, la vedo demoralizzata. Io sono convinto che i ragazzi hanno le qualità per affrontare questa categoria senza problemi, bisogna lavorare sulla testa. Adesso abbiamo undici finali e dobbiamo affrontarle col massimo della determinazione. Prima di tutto dobbiamo essere squadra, poi se dovesse arrivare anche una scintilla, un episodio che ci permette di acquisire, ben venga. Ci sono tanti scalini da salire, non dobbiamo scoraggiarsi ma non abbiamo nemmeno tempo di farli uno alla volta».

Caso vuole che si giochi subito, alla prossima giornata, il derby tra Spedalino Le Querci e la tua ex squadra, il Giovani Via Nova. Quali sono le tue sensazioni affrontando subito il tuo recente passato?

«In questo momento per me il Giovani Via Nova è come qualsiasi altra squadra del girone. Dopo di loro abbiamo altre partite tutte importanti allo stesso modo. Con loro non c’è comunque rivalità, ma rispetto. Ritengo siano in grado, come noi, di uscire dalla zona play-out. Domenica ero a vederli a Porcari e li ho osservati bene, hanno fatto una grande rimonta. Gli auguro ogni bene e non ho il minimo rancore nei loro confronti, essendomi dimesso io per motivi personali a suo tempo. Il match è molto importante per noi, perché è uno scontro salvezza e quindi vale doppio. Si prospetta una battaglia, quindi dobbiamo essere pronti a tirare fuori gli artigli».

Thomas Alvieri

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