Spedalino Le Querci e Via Nova in coro: «In testa grazie ai giovani»

Spedalino e Via Nova sono insieme al comando del Girone B. Abbiamo chiesto ai loro dirigenti cosa li accomuna e cosa li differenzia

Spedalino Le Querci e Giovani Via Nova hanno iniziato questa stagione in maniera molto simile. Entrambe avevano subito la chiusura dello scorso campionato nel momento migliore di forma. Entrambe avevano ingaggiato un nuovo allenatore in corsa (Somigli e Ceccarelli) e hanno deciso di ripartire continuando col loro corso. Entrambe infine hanno cambiato molto l’organico, puntando anche su nomi giovani e poco esperti.

Un doppio percorso che dunque era semplice da far coincidere ai nastri di partenza, mentre in corso d’opera le previsioni si facevano più fosche. Eppure, almeno dopo le prime due gare, Spedalino e Via Nova sono ancora unite nel destino: sono rimaste le uniche a punteggio pieno (senza scordare che Montale, Cecina e Coiano hanno un match da recuperare). Ulteriori analogie sono poi il successo raccolto da tutte e due con la Montagna Pistoiese (1-0 il Via Nova, 2-0 lo Spedalino) e la qualificazione in Coppa Toscana. In quest’ultima competizione oltretutto entrambe sono passate al turno successivo senza patire sconfitte.

Qui però è arrivata la prima differenza: lo Spedalino ha sempre vinto (3-1 ai cugini dell’Atletico e 2-0 al Prato Nord). Il Via Nova invece ha concesso un 1-1 al Borgo e ha poi vinto, a fatica, 3-2 col Chiesina Uzzanese. Sul piano delle statistiche il piccolo gioco di analogie e differenze si ferma qui, ma per tenerlo vivo siamo passati a sentire direttamente le loro voci. Perciò ecco a voi analogie e differenze sorte dopo alcune domande che abbiamo rivolto a due loro dirigenti: Gianluca Stefanelli per i valdinievolini ed Ettore Biancucci per i biancoverdi.

I Giovani Via Nova (in bianco) in azione contro il Bottegone nel 2018.

DIFFERENZA: LE ASPETTATIVE DELLA VIGILIA

Se a Via Nova erano sicuri sui benefici del cambiamento intrapreso, a Spedalino i dubbi erano tanti: «Temevamo che ci fossero problemi nell’amalgamare i nuovi arrivi – rivela Biancucci -. Per fortuna Somigli li ha integrati fin da subito e le sensazioni sono migliorate di allenamento in allenamento. Vedo un gruppo unito e coeso e i risultati ci stanno dando ragione, però aspettiamo almeno dieci giornate per parlare di obiettivi».

Stefanelli invece era sicuro fin da subito: «Sapevamo che Ceccarelli con più tempo a disposizione avrebbe trovato le giuste soluzioni. Ho avuto qualche preoccupazione solo per le condizioni di alcuni giocatori, come Spanò e Marzico. Domenica però, su un campo ostico come il “Bramalegno” di Chiesina, quei dubbi sono svaniti del tutto. Abbiamo vinto 3-0, ma nel primo tempo, chiuso 1-0, abbiamo colpito due legni senza rischiare alcun pericolo in difesa. Certo: siamo solo all’inizio ed è presto per sbilanciarci. Però aver vinto con la Montagna, che ci ha molto impensierito, e col Chiesina, anche se era senza Matteelli, è un ottimo segnale».

ANALOGIA: LA BELLA SOPRESA DEI GIOVANI

Stefanelli e Biancucci sono felicemente sorpresi dalle prestazioni dei giovani. «Sia in Coppa che in campionato sono rimasto sorpreso dagli ex juniores», ci ha rivelato il dirigente valdinievolino. «Avere elementi giovani che sono a livello dei titolari è un bel lusso. La panchina lunga, soprattutto quando dovremo sopperire a squalifiche e infortuni, può fare la differenza in questa categoria. Non a caso domenica, quando Cipollini e Marzico hanno rilevato Spanò ed Arcoraci, il nostro ritmo non è cambiato affatto. Anzi: abbiamo dilagato nel punteggio. Non è da tutti permettersi quest’abbondanza di scelte».

«Noi siamo contenti soprattutto dagli arrivi in difesa – ribatte Biancucci -. Matteo Frosini, che io conoscevo già da parecchio, è diventato il nostro uomo in più: dietro può giocare in ogni posizione. A ventun anni saper già ricoprire più di un ruolo non è per nulla facile a questi livelli. Poi abbiamo avuto ottimi segnali anche dai fratelli Giovannelli e stiamo aspettando anche altri ragazzi come Meini. Beata questa gioventù!».

PARITÀ: LE AVVERSARIE DA TEMERE

Sul piano delle avversarie da temere il quadro è più variegato: «Io credo che, oltre a noi due, saremo in sette o otto a darci noia lassù – dice Biancucci -. Sarà un campionato strano perché sarà corto e pure con qualche trasferta lontana come Vernio e Montepiano. Tra le più attrezzate vedo il San Niccolò, il Borgo a Buggiano e pure la Montagna Pistoiese. Sono a zero ma proprio perché hanno incrociato solo noi e il Via Nova, ed entrambi abbiamo vinto a fatica. In un torneo così corto loro restano un fattore perché saranno importanti due elementi su cui sono forti: le partite interne e soprattutto il gruppo. Senza coesione fai fatica pure a salvarti a questi livelli».

Stefanelli aggiunge: «Io sto attento anche alle pratesi, con Coiano e Chiesanuova in testa. Anche loro hanno avuto una bella nidiata dalle juniores che li aiuterà molto. Inoltre, oltre alla Montagna, non darei per morto nemmeno il Chiesina. Come già detto con noi hanno faticato ma perché erano senza Matteelli. In casa soprattutto saranno un brutto ostacolo da superare e ciò, come ha detto Ettore, sarà un fattore determinante. Poi tra quelle più vicine in classifica dico anch’io San Niccolò e Borgo».

ANALOGIA: IL DUBBIO SUL CAMPIONATO

Tuttavia, l’analogia più grande fra le due leader del campionato è purtroppo l’ansia per il futuro della stagione. Per adesso la Seconda prosegue col suo corso, ma Stefanelli e Biancucci non nascondono le loro comprensibili perplessità. «La cosa che più mi preoccupa è che le ultime normative le hanno scritte un po’ a capocchia – confessa Stefanelli. Fin dai vademecum di tre mesi fa ho avuto l’impressione che nessuno sappia davvero come viene gestita una società sportiva. Perché vietare le partite ai bambini e poi farli allenare senza la possibilità di fare le docce negli spogliatoi in inverno? Perché proseguire le competizioni regionali e non quelle provinciali? Una nostra giovanile domenica ha giocato a Forte dei Marmi, se invece avesse giocato in una divisione provinciale sarebbe rimasta ferma. Perché laggiù si può andare e a Pescia o a Borgo a Buggiano no? Non riesco a capire questo criterio…».

Gli fa eco Biancucci: «Ormai viviamo alla giornata. Noi stiamo provando a seguire ogni virgola delle direttive che ci giungono, ma non riesco a stare sereno sul futuro più ravvicinato. Ciononostante sembra che per ora si possa proseguire e allora lo faremo, ma la tranquillità è relativa. Si va di decreto in decreto, non possiamo fare diversamente».

Sperando che il mondo dello sport dilettante non subisca altri rallentamenti, non ci resta che il campionato per proseguire col gioco delle analogie e differenze e scoprire poi se qualcun altro vi parteciperà. Tutto sommato però, dopo tre giornate di Coppa e due di campionato, l’unico che ha vinto in questa contesa, seppur con un po’ d’affanno, è il pallone. Finché lui sarà l’unica vera analogia per ciascuna società non ci sarà motivo di temere alcuno stop.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe '93, laureato in scienze politiche, studi in comunicazione. Appassionato di sport fin dalla tenera età. Tra le discipline più seguite i motori, il ciclismo e ovviamente il calcio.

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