Spedalino Le Querci: il viaggio di Sambou Moustapha, col calcio nel cuore

Il mediano goleador, on fire in queste prime uscite, si racconta: «La squadra viene prima di tutto, obiettivo Promozione»

Sambou Moustapha, centrocampista dello Spedalino Le Querci, ci ha raccontato la sua storia fatta di sogni realizzati, umiltà e sacrificio. Il mediano classe 1995 è stato autore di uno strepitoso avvio di stagione, con ben quattro gol realizzati in altrettante uscite: dalla doppietta contro il Tempio Chiazzano in Coppa Toscana alle reti nelle prime due sfide del Girone B di Prima Categoria, nel 2-2 con la Sanromanese Valdarno della 1ª giornata e nella trasferta pratese vinta per 1-2 contro il Casale Fattoria, in cui ha segnato il gol vittoria. Marcatura speciale, poiché dedicata al figlio che ha festeggiato lunedì il compimento del primo anno di età. Dopo l’esperienza in Promozione, il calciatore originario del Gambia si sta dimostrando un fattore decisivo per mister Alessandro Somigli.

SAMBOU: «IL GOL CONTRO IL CASALE LO DEDICO A MIO FIGLIO»

Ci racconti quando e come sei arrivato in Italia? Che accoglienza hai trovato qua?
«Io sono entrato in Italia il 1° luglio 2015, essendo originario del Gambia e per arrivarci sono dovuto passare dalla Libia. Una volta giunto qua, ho passato i primi quattro anni in un centro di accoglienza, in attesa che mi venisse concesso l’asilo».

Il calcio è stato utile per il tuo inserimento sociale in Italia?
«Assolutamente sì, io mi trovo molto bene qua in Italia, anche grazie al calcio. Nel 2015 ho iniziato a giocare a calcio con la Galcianese, poi ho giocato un anno a Mezzana e dopo aver fatto ritorno alla compagine pratese sono andato in Promozione l’anno scorso, al Viaccia. Ho una moglie nata qua e un figlio italiano, che ha compiuto lunedì un anno: il gol contro il Casale lo dedico a lui».

Oltre a giocare a calcio e pensare alla tua famiglia, sei anche riuscito a trovare lavoro?
«Sì, lavoro come magazziniere a Montemurlo. In più sono legato alle tradizioni e perciò ho fatto anche il ramadan, andando a lavoro e poi all’allenamento senza mangiare e bere. In quel mese ho fatto tre gol in Promozione».

SAMBOU: «PRIMA DI ANDARE ALLO SPEDALINO MI VOLEVA IL CASALE»

Sei uno degli acquisti di punta dello Spedalino Le Querci e il mister sembra puntare molto su di te, come ti sembra questa nuova realtà?
«Con la squadra mi sto trovando molto bene. Abbiamo una bella squadra e stiamo facendo bene, dal mister ai ragazzi, fino alla società. Per ora sta andando tutto bene».

Dove può arrivare lo Spedalino Le Querci in questa stagione?
«Io vorrei aiutare la squadra ad arrivare in Promozione. Secondo me ce la possiamo fare, la squadra è forte e ci stiamo allenando tutti bene in queste prime settimane».

Che rapporto hai con mister Somigli?
«Anche se lo conosco poco, col mister parlo sempre di tutto. Alcune volte mi accompagna lui a casa dopo l’allenamento, io da parte mia lo ascolto e sono contento perché finora tutto sta andando nel verso giusto».

Quella col Casale per te è stata una partita speciale. Come giudichi la tua prestazione?
«Prima della partita ho detto all’allenatore che quella sarebbe stata la mia partita e che la volevo vincere a tutti i costi, infatti l’abbiamo portata a casa di squadra. È stata speciale per me, non solo per il compleanno di mio figlio. Il Casale ha provato a prendermi questa estate, prima che io firmassi per lo Spedalino Le Querci. Ho parlato con il loro direttore sportivo, ma nonostante loro volessero tesserarmi alla fine non sono andato perché non ho la patente e non abbiamo trovato una soluzione».

SAMBOU: «IN CAMPO PENSO SOLO AD AIUTARE LA SQUADRA»

Andando nello specifico, che obiettivo personale ti sei posto per questa stagione?
«Onestamente nessuno, perché io quando scendo in campo penso solamente a come posso aiutare la squadra a vincere. Questa per me è la cosa più importante. Non ho obbiettivi di gol, ma se dovessero arrivare per aiutare lo Spedalino a vincere, allora ben vengano».

Quindi cosa preferiresti: andare in Promozione senza mai segnare o fare gol tutte le partite, senza la certezza del salto di categoria? E Perché?
«La prima senza dubbi. Io penso a difendere e ad aiutare la squadra, questo per me è l’importante. Non sono un giocatore che punta a fare gol, penso soltanto a dare il massimo per il gruppo, per la società e per tutto lo staff. Il primo obbiettivo per me è far vincere la squadra, che viene prima di tutto».

Dalle tue parole si percepisce la grande passione che possiedi per il calcio e, quindi, vorrei sapere per concludere, da dove nasce?
«Quando ero piccolo, in Gambia, giocavo sempre a calcio, pensavo sempre al calcio. Il mio sogno è sempre stato poter giocare a calcio qua in Europa e sono contento di averlo realizzato».

Thomas Alvieri

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