“Sport da sfogliare”, i consigli di lettura di Lorenzo Saccaggi

Nuovo appuntamento con “Sport da sfogliare”, la rubrica di Pistoia Sport dedicata ai libri. Questa volta a guidarci è Lorenzo Saccaggi

Sportivi che vi accingete ad andare in vacanza, avete messo almeno un libro nella vostra valigia? Per gli indecisi, torna “Sport da sfogliare” rubrica di Pistoia Sport dedicata ai libri, iniziata con le letture sportive dedicate a sfide e campioni consigliate dal “professor” Bruno Ialuna, che continua con un nuovo protagonista. A farci entrare nella sua personale (e piuttosto variegata) biblioteca personale è Lorenzo Saccaggi.

Partito da Pistoia sette anni fa come promettente Gian Burrasca dei nostri canestri e tornato cresciuto, pronto alla nuova veste di Virgilio dei più giovani compagni in questa stagione della Tesi Group che è stata davvero un cammino in una selva oscura. Fortunatamente senza perdere l’indole del poeta maledetto della retina, con quell’estro un po’ anarchico e sempre combattivo da buon figlio di una terra di confine, come Carrara e i suoi dintorni, città di contrasti non solo cromatici. Sospesa tra il blu di un mare dolce e il bianco del gelido marmo delle Alpi Apuane, un po’ Toscana ma già Liguria, divisa tra spiagge affollate e lotte operaie.

Ben definito invece il colore prevalente della libreria di Lorenzo Saccaggi, un giallo a tinte fosche, sconfinando nel nero delle avventure di chi lotta contro il male, scontrandosi in pieno con il lato più oscuro delle vicende umane. Gialli e polizieschi, spesso ostaggio di spirali torbide e violente, sono i libri preferiti del play biancorosso che crescendo si è riscoperto affezionato lettore. «Quando mi sono diplomato, mi sono concentrato di più sul basket – racconta Sacca in versione Giovane Holden -. Lo faccio ancora ma in questi anni mi sono sempre più interessato alla lettura che mi ha aiutato anche nella mia scelta di tornare a studiare (si è iscritto a Scienze Motorie, nda). Gli sportivi hanno tanti momenti in cui si possono isolare, e leggere aiuta ad ampliare i propri orizzonti. Sì, io leggo spesso anche prima delle partite, mi rilassa e mi confonde».

E se un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e soprattutto dalla fantasia, come canta De Gregori, anche nella scelta di un libro per il play biancorosso conta moltissimo la cifra stilistica di chi scrive. Come coinvolge il lettore e lo trascina in una storia che, magari ci dice Sacca, non avrebbe mai pensato di leggere.

Da vero critico letterario, il play biancorosso dà in primis uno spunto adatto anche «a chi pensa che leggendo ci si possa addormentare». «La saga di Don Winslow è adatta anche a lettori non esperti – dice il play biancorosso indicando come uno dei suoi preferiti, il padre del poliziesco americano contemporaneo -. Inizierei con la “Trilogia del cartello” composta da “Il potere del cane”, “Il cartello”, “Il confine”. Wilson scrive così bene che non si può non appassionarsi». Le indagini di Art Keller, agente che combatte i cartelli della droga «con molte sconfitte e qualche sporadica vittoria» sono nell’Nba dei libri di Saccaggi, che guardano molto alla letteratura oltreoceano. Ecco che come “libri che non si possono non leggere”, il ventottenne play carrarese mette “Stoner” di John Williams e “Furore” di  John Steinbeck, due pietre miliari dell’editoria a stelle e strisce del Novecento, anche se entrambi non sono certi manifesti del “sogno americano”. «Due libri bellissimi – dice Saccaggi – da “Furore” è stato tratto pure un film».

Ha divorato tutte le saghe dei giallisti italiani, in cui Donato Carrisi per lui domina dal gradino più alto del podio, Gianrico Carofiglio e anche il “padre” di Rocco Schiavone, Antonio Manzini. Ma i suoi preferiti sono gli autori del mistero stranieri. Scordatevi libri leggeri, la biblioteca di Saccaggi è fatta di veri e propri tomoni tanto che se gli chiedete “la classica lettura da spiaggia”, il play biancorosso indica “La Trilogia della pianura” di Kent Haruf, più di 900 pagine spalmate in tre libri che secondo Saccaggi «non vi daranno tregua finchè non li avete finiti».  

E per finire, Saccaggi gioca il “carico” inserendo nei consigli di lettura “Limonov” di Emmanuel Carrere, la biografia romanzata di Eduard Limonov. Dissidente russo (scomparso nel 2020), che è assolutamente riduttivo definire così visto il carico divisivo che si porta dietro la sua eredità umana e politica tanto che lo scrittore francese ha messo quattro anni a scrivere quello che è in assoluto il suo libro più venduto. «Adoro tutto quello che ha scritto lui – continua – ad iniziare da “Limonov”. La sua scrittura è così entusiasmante che, anche se non conosci la figura di Limonov, se non sei d’accordo con le sue idee politiche, ti affezioni lo stesso al personaggio».

Impossibile non chiedere un titolo di lettura sportiva. Titolo letteralmente estorto al suo mondo a tinte gialle, con diverse sfumature noir in cui si immerge Saccaggi quando sceglie un libro. «Il libro dello sportivo per eccellenza è “Open” di Agassi – dice – ma non lo consiglio perché spero che l’abbiano già letto tutti. Le biografie che mi appassionano di più sono comunque quelle che vanno al di là dell’ambito sportivo, come quella di Mike Tyson. Lui parla dei suoi problemi e di come riesce ad analizzarli».

Ora tutti i tifosi aspettano di sapere soprattutto il proseguo della storia di Lorenzo Saccaggi in biancorosso. Sambugaro, che con Carrea è stato fondamentale per riportarlo a Pistoia, l’ha indicato tra i “moschettieri” intoccabili anche nell’era Brienza, ma sarà il prossimo capitolo a svelarci se davvero il D’Artagnan delle Apuane combatterà ancora con quella maglia a scacchi bianchi e rossi di cui spesso ha parlato come una seconda pelle.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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