“Sport da sfogliare”: terzo appuntamento con la rubrica con Bruno Ialuna

Altro giro, altra puntata della rubrica “Sport da sfogliare”: ecco i tre nuovi libri consigliati da Bruno Ialuna

“Leggendo – diceva Cesare Pavese – non cerchiamo nuove idee ma pensieri già da noi pensati che acquistano sulla pagina, un suggello di conferma”. E già leggendo solo i consigli di lettura per le feste di Natale di Bruno Ialuna, la fame sportiva aumenta. Figuriamoci poi a tuffarsi nelle storie che il prof- allenatore di Montecatini, ci propone.

Fame di quello sport, passione di popolo che divide ma sa anche unire come nient’altro le gente. Di uno sport vissuto a 360°: con le fermate ai campetti dopo la scuola, gli allenamenti in palestra tra una ripetizione di matematica e una di inglese e soprattutto i tifosi sugli spalti di piccole e grandi sfide. Per allenarci a quando tutto questo tornerà, ecco gli esercizi per la mente proposti nel terzo appuntamento di “Sport da sfogliare”.

  1. “Abbiamo toccato le stelle. Storie di campioni che hanno cambiato il mondo” – (Riccardo Gazzaniga, Rizzoli, 240 pagine)

«E’ un libro particolare, parla di venti personaggi sportivi che hanno fatto cose importanti anche fuori dallo sport. Impegnandosi in prima persona, lanciando messaggi, prendendo posizione senza paura contro discriminazioni razziali e di genere. C’è il mito di Gino Bartali che salvò decine di ebrei, nascondendo documenti falsi nella sua bicicletta durante la seconda guerra mondiale e unendo con la pedalata svelta la rete di salvataggio organizzata clandestinamente da una città all’altra. Ma anche Emile Griffith, pugile rivale sul ring di Nino Benvenuti ma difeso dallo stesso campione italiano, quando anni dopo dichiarò di essere gay, scontrandosi con il mondo machista per eccellenza come quello del pugilato. C’è la storia di Peter Norman, il secondo classificato nei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico, il bianco accanto agli afroamericani Smith e Carlos, sul podio col pugno alzato, in uno degli scatti più iconici della storia dello sport. E’ lui che ha fatto la fine peggiore proprio per aver dato la sua solidarietà alla loro denuncia antirazzista: al rientro in Australia verrà osteggiato per sempre dal mondo dell’atletica del suo paese. Nonostante fosse il migliore in assoluto per anni, ma l’Australia preferì non mandare nessuno a Monaco ’72 a correre gli sprint, per non mandare lui. E’ scritto in maniera scorrevole, adatto a tutti anche ai giovani. Si parla di cultura, razzismo, diritti rivendicati da campioni assoluti che qui vedi in un altro modo. Un libro davvero ganzo».

  1. “Black Jesus.The Anthology N.E.” – (Federico Buffa, Libreria dello Sport, 296 pagine)

«Se “Lost Souls” è un libro mito, qui per i baskettari si va davvero sul sicuro con uno spaccato dell’America sotto canestro, tramite 23 stazioni. Tra le storie più belle quella, ormai famosissima, di un college di terza categoria (Greener College) che tutti conoscevano soprattutto perchè aveva un alto numero di studenti gay. La squadra di basket non se la fila nessuno, finchè non arriva un nuovo coach che inventa un nuovo metodo di gioco che fa il giro del mondo. Le loro partite finiscono sempre intorno ai 150 punti perchè si tira dalle 70 alle 80 volte da tre. Nel primo minuto di gioco, entrano tutti e 12 i giocatori disponibili e lo schema più usato è quello di quattro giocatori in difesa ed uno in attacco. Viaggiando con Federico Buffa tra le pagine di Black Jesus, tra Nba e campionati universitari, entrando dentro alla concezione quasi sacra della pallacanestro oltreoceano, si ha un ritratto allegro e triste dell’America del basket».

  1. “Se l’ammazzi, fai pari” – (Marco Pastonesi, Giorgio Teruzzi, Zelig, 216 pagine) 

«Pastonesi e Teruzzi, firme e voci prestigiose dello sport raccontato, hanno raccolto 966 aforismi sul mondo dello sport. Tutti imperdibili. Il titolo è uno di questi: si narra che sia stata la risposta dell’allenatore ad un pugile che tornava all’angolo e chiedeva un parere sulla sua prestazione. “Come sono andato?”, “Se lo ammazzi fai pari” gli rispondono, con un fraseggio tanto schietto quanto elegante per dire che è stato un “disastro”. Ogni sport è rappresentato dalle pillole del libro. Ne leggi una e spesso scoppi a ridere, ritornando col pensiero a tutta la storia. Commenti al vetriolo, dichiarazioni poco diplomatiche, battute e filosofie sportive. In poche parole anche ante Twitter, si racchiudono sfide epiche, rivalità storiche, ritratti di campioni indimenticabili».

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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