Lo spunto di Pistoiese-Giana: in mediana superiori di numero ma non di fatto

Uno, il principale, di atteggiamento tattico, con la gara preparata e impostata per impedire alla Giana Erminio di fraseggiare e dialogare facilmente negli ultimi trenta metri della Pistoiese.  Con questa missione il baricentro della Pistoiese è rimasto necessariamente basso, così da non concedere profondità alle spalle della difesa e troppa zona di manovra fra retroguardia e mediana. Di contro però la squadra si è ritrovata spesso a poter giocare la transizione offensiva partendo da molto lontano, faticando dunque a portare uomini a supporto di Vrioni che, seppur disputando una prestazione positiva, spesso è rimasto quasi solo a battagliare con la certo non irresistibile linea difensiva dei lombardi.

Ed eccoci poi al secondo motivo, con qualche responsabilità imputabile al centrocampo arancione. Con una mediana così folta infatti, serviva una miglior azione di interdizione e di rallentamento della manovra degli ospiti. Di fatto è mancata spesso una efficace azione di recupero di palloni o almeno di grande interdizione del pacchetto centrale della mediana della Pistoiese, che non è riuscita a disturbare e mettere in difficoltà i due centrocampisti centrali della Giana. Questo ha avuto ripercussioni soprattutto in fase offensiva, perché la Pistoiese è riuscita a recuperare troppi pochi palloni sulla linea di centrocampo o nella metà campo degli avversari, dovendo poi fare molta più strada e impiegando più tempo per la transizione offensiva che partiva da troppo lontano, diventando così spesso inefficaci o comunque facilmente difendibili per gli avversari che riuscivano a richiudere e recuperare senza eccessivo affanno.

La densità voluta da Indiani serviva per non far giocare la Giana Erminio con le sue spaziature, ma l’abilità e l’abitudine a certi movimenti dei lombardi contrapposta alla poca familiarità degli arancioni con lo schieramento proposto dal mister ha decretato l’andamento della partita, con un secondo temo in cui la squadra allenata da mister Albè ha decisamente fatto il buono e il cattivo tempo, almeno fino a quando ha avuto la benzina nelle gambe per farlo.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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