Tempio Chiazzano, il saluto di Michele Montuori «Solo un arrivederci»

Dopo 3 stagioni si separano le strade tra mister Montuori e la società del presidente Gori. Il saluto dell’allenatore e i ricordi del ds Petrini

Le dimissioni di mister Montuori sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, ma non poteva lasciare così il suo Tempio Chiazzano, senza un’ultima parola. «A volte si costruiscono dei rapporti che vanno oltre il lato calcistico» esordisce così il mister confermando lo straordinario rapporto formato in questi tre anni a Chiazzano. «Tra me e il direttore sportivo Alessandro Petrini i ruoli sono sempre stati fissi: uno l’allenatore e uno il ds. Nonostante questo è nata un’amicizia invidiabile e il rapporto sportivo è stato anche superato».

«Alessandro ha delle competenze che piano piano si vedranno negli anni. Ciò che lui e la società stanno costruendo al Tempio è un progetto ambizioso al quale mi dispiace sottrarmi. Purtroppo però i motivi lavorativi sono pressanti e ho dovuto fare un passo indietro. In questi anni avevamo gettato le basi per una bella programmazione, nonostante la salvezza sfuggitaci di mano a Quarrata. Tutto questo non svanirà però perché rimarrà Alessandro insieme alla riconferma in blocco di tutta la squadra.»

«Tutti sono voluti rimanere» continua Montuori «e questo è stato un segnale importante. In un campionato che si prospetta senza quote e con il Covid sempre imperante, ripartire da una base solida è un punto di vantaggio. Voglio ringraziare tutta l’integrità dell’entourage che non mi ha mai fatto mancare niente. Per me il Tempio è stata come una famiglia e spero di tornarci il prima possibile. Vedermi riconfermato in passato dopo la retrocessione è stato il più bell’attestato di stima. Non è un addio, ma solo un arrivederci».

Anche il direttore sportivo Alessandro Petrini ci teneva a ringraziare Montuori personalmente. «Sarà una grossa perdità per il Tempio. Avevo già vissuto con lui l’esperienza di Montale, Candeglia, C.F. 2001 prima del Chiazzano quindi posso dire di conoscerlo bene. Invece che perdermi in parole di elogio, fin troppo scontate, volevo ricordare tre momenti principali. Il primo si riferisce al 2016, l’anno in cui ci siamo conosciuti a Montale. Stagione sfortunata, gravi problemi societari, ma salvezza in Prima raggiunta al 120esimo minuto dell’ultimo play-out. Un’emozione unica per una stagione nata sbagliata».

«Il secondo episodio riguarda un fatto storico ovvero la vittoria della Coppa Toscana con il Candeglia nel 2017. Un fatto storico per la società pistoiese che rimarrà indimenticabile…e forse anche difficilmente ripetibile! L’ultimo ricordo invece è relativo al primo anno di Chiazzano dove siamo partiti con l’intenzione di fare la Terza Categoria, ma a luglio eravamo in Promozione. Tra mille difficoltà, siamo arrivati vicinissimi a fare il miracolo, ma venimmo sconfitti dal Quarrata. Oltre a questo è nata un’amicizia che va al di là del rettangolo verde e son sicuro che prima o poi lo riabbracceremo qui a Chiazzano».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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