Tempo di bilanci: mister Zinanni ci racconta la stagione della Montagna

Prima per gran parte del campionato, poi il calo e infine la caduta nell’ultimo atto dei playoff: questa la stagione della Montagna Pistoiese

Salva all’ultima giornata e ancora scossa dalla tragedia Gavazzi: si chiudeva così il 2022/23 della Montagna Pistoiese. Arrivare in una situazione del genere sarebbe difficile per chiunque, ma mister Zinanni ha messo al servizio della squadra tutta la sua esperienza, permettendo così ai biancoblu di togliersi grandi soddisfazioni. Verticalità, giro palla veloce, rapidità sugli esterni e soprattutto tanto talento. Queste le chiavi di una squadra che, a conti fatti, era quella da battere fino a metà campionato. Poi qualcosa si è rotto: le partite casalinghe non erano più sinonimo di vittoria, i gol venivano meno e le troppe squalifiche hanno iniziato a farsi sentire. Resta comunque il grande percorso, interrotto solo dal Prato Nord nella finale playoff. Cos’altro dire su questa squadra? Lo abbiamo chiesto proprio a Silvio Zinanni.

PER GRAN PARTE DEL CAMPIONATO SIETE STATI VOI LA SQUADRA DA BATTERE, A COSA È DOVUTO IL VOSTRO CALO?

«Senza dubbio alla condizione fisica. Guarda caso nella seconda parte di stagione abbiamo avuto spesso a che fare con campi pesanti. In estate non abbiamo avuto il tempo di lavorare sulla forza e siamo inevitabilmente calati. L’inizio è stato molto forte, eravamo in forma e siamo riusciti a fare grandi partite contro squadre come Cintolese e Pistoia Nord. Per lottarsela fino alla fine serviva un centravanti di spessore alla Miele. Abbiamo sopperito a questa mancanza grazie ai tanti gol dei centrocampisti, ma qualcosa là davanti ci è mancato. Siamo una squadra molto giovane e con poca esperienza, abbiamo cavalcato l’entusiasmo finché è stato possibile, poi siamo inevitabilmente calati. L’alto tasso tecnico di questi ragazzi è stato un fattore fondamentale durante tutto il campionato. Il mio merito è stato quello di dar fiducia ai tanti giovani presenti, facendo capire loro che il talento andava messo al servizio del collettivo.

Non dimentichiamoci che eravamo reduci da un’annata veramente difficile sotto ogni punto di vista. I risultati di questa stagione sono stati una vera e propria impresa. Rimpianti? Senza dubbio. Io e Gregorio (Turini, collaboratore, ndr) eravamo convinti di potercela fare, ma come ti dicevo prima ci è mancata esperienza e un pizzico di furbizia. Se avessimo mantenuto invariato il rendimento casalingo anche nel girone di ritorno avremmo avuto sei o sette punti in più, ne sono sicuro. Dispiace, ma col senno di poi è facile fare i conti. Rimane comunque la soddisfazione di aver disputato una stagione meravigliosa».

COSA PUOI DIRCI SU QUESTO FINALE DI STAGIONE E SULL’INIZIO DELLA PROSSIMA?

«Posso dirti che in settimana ho preparato la partita col Prato Nord come faccio sempre, cercando di impostare la gara su un 4-3-3 perché nelle due di campionato loro avevano sofferto molto questo schieramento. Purtroppo però nell’allenamento di giovedì abbiamo perso per infortunio Jacopo Ferrari, che per noi è fondamentale grazie alla sua grande duttilità. Come se non bastasse sia Mattia Petrolini che Somahla avevano qualche acciacco al ginocchio e questo non ha permesso loro di rendere al meglio. Il calo che abbiamo avuto tra primo e secondo tempo parte sicuramente da qui. Detto ciò non posso che ringraziare i ragazzi: hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo e ci hanno provato fino all’ultimo secondo.

Ce la siamo giocata al massimo contro una squadra forte ed in salute. Questa finale non dev’essere un punto di arrivo, ma bensì di partenza. Ricominceremo con la voglia fare un campionato di vertice, anche se l’obiettivo principale sarà sicuramente la salvezza. Una volta raggiunta quella vedremo strada facendo. La rosa è molto forte ma cercheremo di rinforzarla: un centrocampista d’esperienza e un centravanti che fa reparto da solo saranno le priorità. Monitoreremo inoltre la situazione di Pieri: non siamo sicuri che continui e, in caso decida di ritirarsi, prenderemo anche un portiere».

QUALCHE CONSIDERAZIONE PERSONALE…

«Ad essere onesto il Prato Nord mi ha sorpreso molto. Ad inizio anno non li avrei immaginati in questa situazione, ma c’è da dire che se la sono meritata. Hanno il miglior reparto offensivo del campionato e hanno dimostrato grande solidità a livello di organico. I discorsi li porta via il vento, ma i risultati restano: se vinci anche nelle fasi finali del campionato vuol dire che sei forte. Chi mi ha sorpreso in negativo invece è stata la Virtus Montale: a livello di organico li reputo molto forti e pensavo se la giocassero fino alla fine. Probabilmente, come nel nostro caso, le tante squalifiche nel finale hanno influito. Ho grande stima per mister Nencini e sono sicuro che il prossimo anno si rifarà. Faccio inoltre i complimenti all’Atletico Casini Spedalino: sono una squadra solida e di esperienza; non hanno mai perso di vista l’obbiettivo e hanno vinto tante partite difficili. Giocatori come Ciaccio, senza dubbio tra i migliori insieme a Miele e Marzico, sono fondamentali in queste categorie. Chi segna ha sempre ragione, e anche quest’anno è stato così. Saremmo stati campioni con Ciaccio là davanti? Senza alcun dubbio, avremmo vinto il titolo un mese e mezzo fa».

Gabriele Cecchi
Gabriele Cecchi
Nato nel 2001, laureato in Scienze della Comunicazione. Da sempre grande appassionato di sport e scrittura. Una domenica senza calcio non merita di essere vissuta.

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