VOTO 6 VINCENZO ESPOSITO
Soprattutto per la sincerità e l’averci messo sempre la faccia, nonostante una prima parte dell’anno in cui poco è andato come voleva. Diverse scelte non hanno pagato e il bilancio non può essere soddisfacente nemmeno per il Diablo, l’allenatore dell’anno a fine 2016/17. E’ stato l’unico a ripetere a chiare lettere che l’estate travagliata poteva lasciare dei segni. Ma forse nemmeno lui pensava che i segni diventassero cicatrici, che nemmeno scosse di defibrillatore come l’innesto di Ivanov e il rientro di McGee non bastassero ad un cambio di rotta. O che, nonostante tutto, la squadra non riuscisse quasi mai a portare in campo la sua grinta.
VOTO 5 PALACARRARA
Inteso come i vuoi visti qua e la. I dati ufficiali del girone d’andata non sono ancora arrivati ma il colpo d’occhio della prima parte di stagione è quello di un palazzetto con tanti vuoti, per un calo di pubblico, già rilevato fin dagli abbonamenti. L’aumento dei prezzi, uno spezzatino ancor più accentuato degli anni scorsi, risultati non quelli sperati dopo l’estate dell’asticella alzata non aiutano. Eppure la Serie A rimane un tesoro da difendere per una città di provincia come Pistoia. Anche con i decibel e il calore dei suoi tifosi.
VOTO 4 MIAN E GASPARDO
Ed i loro buoni numeri. Già, chi lo direbbe oggi ed invece è così. La loro telenovela estiva che li vede contesi tra Cremona e Pistoia alimenta l’attesa per due prospetti molto interessanti. L’emergenza formazione li sbatte contro a responsabilità mai avute prima e l’impegno non basta per reggere il colpo. Entrambi viaggiano a medie mai così alte in carriera (Gaspardo segna quasi il doppio di Cremona, idem per la valutazione di Mian), ma il loro girone d’andata grida vendetta.



