L’azionariato popolare potrebbe trasformare il calcio. La presenza di società di tifosi nella compagine societaria come argine a progetti speculativi e ancora di salvezza in caso di fallimento. Arriverà qualcosa di simile anche a Pistoia?
Di Fabio Fondatori
Il 23 aprile scorso la Camera dei Deputati ha dato il via libera, quasi all’unanimità, a una proposta di legge che mira a promuovere, sostenere e facilitare la partecipazione dei tifosi al capitale sociale delle società sportive professionistiche e dilettantistiche. Con 214 voti favorevoli, solo 8 astenuti e nessun contrario è stata approvata una legge sull’azionariato popolare che mira ad agevolare la partecipazione dei tifosi nella gestione delle società, seguendo modelli già presenti in Europa.
L’azionariato popolare, realtà consolidata in altri paesi europei come Germania e Spagna, non ha uno storico di particolare rilievo in Italia. L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello dell’Aquila Calcio che, dal 24 luglio 2019, è di proprietà dei propri tifosi i quali, attraverso un azionariato popolare, hanno rilevato una società indebitata per circa 60mila euro e risanato finanziariamente il club portando la compagine abruzzese dall’Eccellenza alla Serie D. La proposta di legge introduce una modalità specifica di gestione delle società sportive che prevede l’ingresso dei tifosi nella governance e nell’organigramma, consentendo loro di diventare soci-investitori delle società stesse. Questa partecipazione avviene attraverso gli enti di partecipazione popolare sportiva, con l’obiettivo, cita l’art. 1 della legge, di promuovere la coesione e l’aggregazione sociale nello sport, considerate fondamentali per la crescita individuale e collettiva e per la diffusione di una cultura sportiva autentica e rispettosa dei principi di legalità.
“Il calcio in Italia – recita in premessa il disegno di legge – è lo sport più rappresentativo, un asset di fondamentale importanza all’interno del Sistema Paese, in grado di coinvolgere 4,6 milioni di praticanti, con circa 1,4 milioni di tesserati per la FIGC, di cui 833.000 calciatori tesserati nell’ambito dell’attività giovanile (circa il 20 per cento della popolazione italiana maschile tra i 5 e i 16 anni risulta tesserato per la Federcalcio). Ogni anno, in Italia, si disputano circa 570.000 partite ufficiali, vale a dire 1.600 partite al giorno (una ogni 55 secondi): dati e trend che testimoniano quanto il calcio rappresenti il principale sistema sportivo italiano, se si considera anche il fatto che la FIGC, da sola, incide per circa il 24 per cento degli atleti tesserati per le 44 Federazioni sportive nazionali affiliate al CONI. Questi dati, a cui si aggiungono, ovviamente, quelli prodotti dai diritti televisivi, si traducono in milioni di posti di lavoro e punti di prodotto interno lordo; infatti, il fatturato diretto generato dal settore calcio è stimabile in 4,7 miliardi di euro. In pratica, circa il 12 per cento del PIL del calcio mondiale viene prodotto nel nostro Paese”.
Tuttavia, questo sport sta attraversando, ormai da dieci anni, momenti di grande criticità. Il calcio professionistico evidenzia, infatti, un profilo estremamente preoccupante dal punto di vista della sostenibilità economico-finanziaria, a fronte di uno squilibrio strutturale che già prima della pandemia risultava particolarmente accentuato: nei dodici anni analizzati prima dell’impatto del COVID-19 (dal 2007/2008 al 2018-2019), infatti, il calcio professionistico italiano ha prodotto uno squilibrio finanziario pari a circa 4,1 miliardi di euro (quasi un milione di euro al giorno). In
particolare, il fatturato aggregato dei club di serie A, B e C ha raggiunto nel periodo pre-COVID-19 i quasi 3,9 miliardi di euro, con un aumento di 1,5 miliardi rispetto a dodici anni prima, ma quasi il 90 per cento della crescita dei ricavi tra il 2007/2008 e il 2018/2019 è stata utilizzata per coprire l’aumento degli stipendi e degli ammortamenti/svalutazioni. Che il calcio sia in crisi lo confermano i numeri, soprattutto se si paragona la Serie A rispetto ad altri campionati europei.
Se prendiamo ad esempio la Premier League e analizziamo gli introiti dai diritti tv, si nota come la lega inglese incassa 1,95 miliardi di euro a stagione, più del doppio dei 900 milioni incassati dalla Serie A. Il nuovo disegno di legge , a prima firma Ernesto Rapani di Fratelli d’Italia, ha come obiettivo quello di “favorire l’azionariato diffuso nelle società sportive professionistiche e dilettantistiche, anche attraverso le piattaforme autorizzate di crowdfunding, al fine di promuovere il ruolo dei sostenitori sportivi nella gestione delle stesse e di limitare la concentrazione di quote o di azioni societarie in capo a una sola persona”. In particolare, l’articolo 4 introduce l’unica vera agevolazione per i tifosi/investitori, che riguarda il diritto di prelazione per l’assegnazione del titolo sportivo. Viene previsto che le società sportive partecipate da enti di partecipazione popolare sportiva beneficiano del diritto di prelazione, secondo il rispetto di determinati requisiti. Per fare un esempio, si prevede che nel caso di perdita del diritto del titolo sportivo da parte di una società per fallimento o per altre cause, la realtà partecipata avrà diritto di prelazione.
Il disegno di legge in discussione contiene anche una delega al Governo per la promozione della formazione calcistica. L’esecutivo dovrebbe favorire l’attività e la creazione di scuole di formazione per giovani atleti all’interno delle società sportive professionistiche di calcio, prevedendo anche agevolazioni fiscali che ne facilitino il lavoro. Infine, al punto d dell’articolo 5 viene delegata al Governo la promozione, sentita la Federazione italiana giuoco calcio, di una riforma del sistema che consenta un maggiore accesso dei giovani atleti del vivaio alla serie A. La domanda è: l’azionariato popolare e il coinvolgimento dei tifosi nella proprietà delle società può essere un valore aggiunto? E venendo a Pistoia. Come potrebbero diventare protagonisti i tifosi di Pistoiese e Pistoia Basket in un momento in cui, per motivi assolutamente diversi, le proprietà sono cambiate o stanno cambiando? La risposta nel prossimo articolo…



