A Pistoia arriva la Biella di Tommaso Bianchi. Tra under 19 ed esordio in serie A, nel 2014/15 il “golden boy” termale vestì biancorosso
Sette anni fa di questi tempi, per la precisione a fine gennaio, il quasi 19enne Tommaso Bianchi segnava i suoi primi due punti in serie A in Pistoia-Orlandina. Un’istantanea che il golden boy termale, in quella stagione 2014/15 in forza alla formazione U19 (DNG) biancorossa e nel giro anche della prima squadra di coach Moretti, conserva gelosamente nel proprio scrigno a spicchi arancio. Oggi quel biondino è più maturo, da quasi 19 di anni ne ha quasi 26, è fresco di laurea magistrale in Finance and risk management e gioca a Biella, prossima avversaria del Pistoia Basket mercoledì al PalaCarrara.
A portare Tommaso in A2, tanto merito e tanto lavoro. Dopo l’esperienza pistoiese, quattro anni di fila in serie B, coronati con la promozione raggiunta nel suo PalaTerme alle final four del 2019 con la maglia di Orzinuovi, e un assaggio di divisione cadetta con Caserta prima della pandemia. L’anno scorso un provino con Scafati e poi a gennaio la chiamata di Crema in B, come tre anni prima, dove però si rompe il crociato alla quarta partita. Un incidente di percorso che avrebbe potuto ipotecare le sue ambizioni di A2, ma che invece non ha fatto altro che rinforzarne la corazza e accenderne ancor di più il desiderio.
Ed eccolo quest’anno in rossoblù (dev’essere un vizio) al Piemonte tra i punti di riferimento della squadra di coach Zanchi e del vice Andrea Niccolai, suo conterraneo oltre che suo allenatore negli ultimi anni di giovanili a Montecatini. La Edilnol, squadra giovanissima, punta all’obiettivo salvezza e alla crescita dei propri talenti. Il play-guardia classe ’96 sta fornendo il proprio contributo, con 6,6 punti (49% da tre, secondo miglior dato nel girone verde) 2,5 rimbalzi e 2 assist di media in 18,5′ di impiego in uscita dalla panchina. Gli abbiamo chiesto cosa si aspetta dalla sfida del PalaCarrara, che per lui sarà anche un emozionante revival.
IL PRESENTE A BIELLA
Dopo un amaro inizio di campionato con dieci sconfitte consecutive, Biella ha vinto cinque delle ultime sette gare disputate. Un riscatto col botto, che per ora vale sempre il penultimo posto ma a ridosso delle altre, condito da scalpi notevoli come quello ai danni di Udine in casa e l’ultimo blitz in esterna a Treviglio. «Se ci siamo sbloccati è grazie al lavoro – commenta Tommaso Bianchi – che sta portando il nostro gruppo molto giovane a crescere nel tempo. Abbiamo iniziato a capire che cos’è necessario per continuare al meglio il nostro percorso».
La fiducia e l’ottimismo riacquisiti dai piemontesi, fanno ben sperare la caldissima piazza in ottica salvezza. «Ci crediamo tutti molto. Anche dopo dieci sconfitte consecutive non abbiamo mai mollato e smesso di credere nell’obiettivo di mantenere questa categoria. Adesso con qualche vittoria in più abbiamo anche più entusiasmo – aggiunge Bianchi – che è quel che ci serve per dare il massimo in chiave salvezza. Non importa se tramite playout o ancora meglio direttamente, quel che conta è fare bene pensando di partita in partita». Sull’identità del roster di cui fa parte, l’esterno di Montecatini non ha dubbi.
«Mettiamo in campo tanta aggressività, che a volte ci induce a strafare con qualche scelta avventata. Ma fa parte del nostro modo di essere. Cerchiamo di costringere gli avversari a giocare a ritmi a cui non sono abituati e ci proponiamo di non subire più di 70-75 punti». L’ottimo momento da cui viene il collettivo piemontese coincide con l’alto rendimento del suo numero 15. «Essendo un giocatore più di pensiero che di rottura, cerco di dare ordine. Poi se c’è da prendere un tiro non ci rinuncio». Un tipo pronto non solo per sé stesso ma anche per i compagni, essendo il secondo italiano più “vecchio” del gruppo dopo il veterano Luca Infante.
«Quello di fratello maggiore dei compagni più giovani è un ruolo che sento nelle mie corde. Spesso rivedo in loro alcuni aspetti che ho vissuto anche io qualche anno fa. Mi piace pensare che possa essere in qualche modo d’aiuto per la loro maturazione». Considerando tutte le componenti, al momento la soddisfazione personale non manca affatto. «Non sono ancora al cento per cento per alcuni fastidi al ginocchio. Ma sono molto contento di poter dimostrare che in questa categoria ci posso stare e anche da protagonista» va dritto al punto.
LA SFIDA CON PISTOIA
Apparentemente la classifica potrebbe suggerire una gara a senso unico a favore della GTG. Ma i biancorossi sanno bene di vedersela con una squadra decisamente più quadrata e in forma di quella incontrata all’andata. «Noi andremo lì con la testa leggera. Veniamo da un buon periodo e se possiamo parlare di pressione – analizza Bianchi – loro ne avranno di più. Pistoia è tra le migliori squadre del girone in ogni statistica. Vorrei sapere come si ferma ma al momento in realtà non lo so – ironizza l’ex -. In primis dobbiamo stare tranquilli e partire forte, reggendo il loro impatto. E poi, se siamo bravi, giocarcela fino alla fine possesso dopo possesso. Se le dai spazio, una squadra come Pistoia ti asfalta».
Le belle parole per il gruppo allenato da coach Brienza non sono finite. «Ogni giocatore sa benissimo quello che deve fare. Hanno una difesa solida con regole precise che tutti rispettano e il giusto talento per interpretare situazioni particolari. E poi si vede che sono un gruppo molto molto unito – sottolinea – e questo fa la differenza. Stanno andando alla grande pur non essendo costruiti per amazzare il campionato. Per noi sarà una partita contro un avversario molto forte. Ci servirà anche per preparare il prossimo ciclo di gare – prevede Bianchi – intensissimo e denso di scontri diretti».
RICORDI BIANCOROSSI
La permanenza di Tommaso a Pistoia è durata solo un anno, ma per lui il valore formativo e affettivo dell’esperienza rha rivestito e riveste tutt’ora grande importanza. Oltretutto, ebbe anche modo di conoscere tre attuali volti biancorossi. Capitan Della Rosa e Divac nella squadra giovanile, Magro in quella senior. «Di Pistoia non posso che parlar bene. La cavalcata in under 19 con Della e Milos fu fantastica, anche se si concluse in maniera sfortunata perdendo la finale scudetto di un soffio con Stella Azzurra. Ma anche negli allenamenti e in panchina con la serie A, dove c’era Daniele, ho imparato tantissimo. Ho solo ricordi al miele – afferma sincero – dei ragazzi e dell’annata in generale. Sarà bello tornarci anche se da avversario, sono ancora in contatto con qualcuno del pubblico e della tifoseria».



