Top scorer in Uisp, Riccardo Ferrari è ancora una macchina da punti

La sua passione viscerale per la palla a spicchi lo porta a vestire sia i panni di giocatore, in A1 Uisp con Le Rose, sia di direttore sportivo, nella fattispecie per il Lella basket. Ecco cosa ci ha raccontato Riccardo Ferrari

In un’intervista dello scorso anno, lo avevamo definito un supereroe: uno di quei personaggi dei fumetti che durante il giorno vestono i panni di persona comune e la sera si trasformano per combattere il crimine. Bè, Riccardo Ferrari non combatterà i criminali ma di scontri e battaglie ne ha vissute tante: ovviamente sportive, ovviamente inseguendo avversari sul campo e martellando il canestro a più non posso.

Dopo aver disputato la sua ultima stagione in serie D con la casacca del Lella, Ferrari ha proseguito la sua avventura con la società del presidente Calistri in veste di direttore sportivo e, poco dopo, ha deciso anche di riallacciare le scarpe e riprendere a giocare, seppur affrontando un campionato più leggero che potesse conciliarsi con i suoi impegni lavorativi. Così da due stagioni la guardia pistoiese milita ne Le Rose Pistoia, società che disputa il campionato A1 di basket UISP, con cui si appresta ad affrontare i playoff in partenza proprio questo giovedì.

Riccardo, partiamo dalla stagione attuale della vostra squadra UISP Le Rose. Che bilancio ti senti di fare?

«La stagione appena conclusa è stata super positiva, forse anche sopra quello che ci aspettava alla vigilia. Bisogna fare i complimenti a tutta la squadra, ai miei compagni che si impegnano sempre al massimo e riescono a migliorare di volta in volta. La passione che ci mettono è smisurata».

Giovedì iniziano i playoff, cosa ti aspetti da questa post-season?

«I playoff sono sempre una storia a parte, è davvero arduo fare un pronostico. Ti dico che il risultato non è assolutamente scontato perché incontreremo Prato, una squadra formata da tanti giocatori esperti che hanno militato anche in campionati di un certo livello. Sarà sicuramente un primo turno molto difficile ma, a prescindere da quello che sarà, nulla cancella il bel campionato che abbiamo fatto».

Nella regular season sei stato il miglior marcatore del campionato. Fare canestro è un vizio che non riesci a toglierti…

«Anche quest’anno sembra che sia stato io il miglior marcatore (ride, ndr). Il merito in questo caso va al singolo ma in realtà è la squadra che ti mette nelle condizioni di poter rendere al meglio, quindi per me la soddisfazione più grande è vedere gli ottimi risultati che abbiamo ottenuto insieme. Poi certo fa molto piacere a livello personale, ma questo riconoscimento lo condivido con i miei compagni perché da solo non avrei fatto niente».

Avverti mai la mancanza dei campionati FIP? Voglio dire, con i numeri che hai potresti ancora dire la tua in molti campionati minors.

«Potrei parlare di una mancanza di routine, nel senso che mi manca praticare lo sport quotidianamente come facevo fino a qualche anno fa. La passione mi porterebbe ancora oggi ad allenarmi tutti i giorni perché la pallacanestro è un po’ una malattia per me, ma non saprei se dopo quasi due anni dal mio addio riuscirei a mantenere certi ritmi. Diciamo che il mio cuore mi porterebbe in quella direzione, ma la mia testa sa che adesso ho altre priorità. Tuttavia con la squadra attuale ho stretto una grande amicizia e mi trovo davvero bene».

Per il Lella basket ricopri anche il ruolo di direttore sportivo. Come procede questa nuova avventura?

«A livello tecnico sono direttore sportivo è vero, ma in realtà io mi sento ancora parte della squadra! La passione che ho sempre messo in campo cerco ora di trasmetterla ai giocatori e con il presidente Calistri e gli allenatori ci confrontiamo spesso per migliorare ogni aspetto della società. In realtà il mio è più un ruolo di amico, perché quella del Lella è davvero una famiglia».

E cosa ne pensi della stagione finora disputata in serie D?

«Devo fare i complimenti a tutti i ragazzi perché dall’inizio dell’anno a ora sono migliorati veramente tanto e i risultati lo confermano. Sono certo però che il bello debba ancora venire perché in quest’ultima parte del girone di ritorno possono dimostrare di avere ancora tanto da dare. Mi auguro che riescano a raggiungere i playoff, soprattutto per loro stessi, perché se lo meritano davvero».

Virginia Bagni
Virginia Bagni
Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione all'Università di Firenze, è cresciuta con il biberon in una mano e il pallone nell'altra. Amante dello sport in tutte le sue sfaccettature, pratica da sempre la pallavolo ma nutre anche una passione viscerale per la palla a spicchi.

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