Torino, Taflaj: «Pistoia la mia seconda casa. Sarà una finale speciale»

Çelis Taflaj, ala di Torino con un passato a Pistoia, ci ha raccontato le sue sensazioni in vista della finale play-off: «Due squadre simili per mentalità»

Proprio nel mese di giugno di dieci anni fa, Çelis Taflaj si affacciava per la prima volta al mondo Pistoia Basket. Classe 1998, il nativo di Scutari, Albania, toccò il suolo pistoiese ad appena 15 anni nel momento più memorabile e glorioso della storia recente biancorossa.

Era il 22 giugno 2013 quando Pistoia festeggiò la promozione in Serie A superando Brescia in Gara 5. Una decade dopo, Taflaj con la sua Torino si ritrova dall’altra parte della balaustra. L’ala scenderà in campo con la sua squadra per soffiare alla GTG la nuova promozione nella massima serie, al termine di una stagione esaltante e sorprendente.

DUE SQUADRE SIMILI

Quarta nel Girone Verde, anche causa penalizzazione, prima al termine della fase a orologio e in finale dopo due 3-1 ai danni di Urania Milano e Treviglio. Quest’ultima in particolare una vera e propria impresa, considerando la portata della squadra avversaria. Il percorso della Reale Mutua Torino è stato una scalata continua, fino all’Olimpo della finale.

«Arriviamo a questa finale un po’ da underdog – ha ammesso Taflaj -. In pochi avrebbero pensato di vederci in finale ma noi siamo una squadra che non molla mai, in questo somigliamo a Pistoia. Questa è la mia settima stagione in A2, per la prima volta gioco per la promozione ed è qualcosa di incredibile. Sono davvero fiero della squadra e di me stesso per aver raggiunto questo obiettivo. Siamo molto grati di avere l’opportunità di giocare contro i migliori per ottenere la promozione in Serie A».

La serie, tra due delle squadre probabilmente meno accreditate sulla carta a giocarsi la promozione, si preannuncia così molto equilibrata. Le due avversarie, secondo il cestista albanese, condividono tra l’altro una stessa peculiarità.

«Le due squadre hanno in comune la caratteristica di non mollare mai. Pistoia sta proseguendo un progetto avviato lo scorso anno. La società ha confermato l’allenatore e tanti giocatori del gruppo italiano, le possibilità di fare così bene c’erano anche per questo. Noi per vincere dovremo impostare il nostro ritmo, sia in difesa che in attacco – ha proseguito spostando il focus su Torino -. Credo sarà una lunga serie quindi il nostro obiettivo è di stare concentrati il più a lungo possibile. Innanzitutto testa ai primi 40′, poi penseremo alle successive. Fondamentale sarà non mollare mai».

IL FATTORE PALACARRARA

A spostare la bilancia leggermente in favore di Pistoia è il fattore campo. I biancorossi avranno la ghiottissima chance di giocare 3 gare sulle eventuali 5 al PalaCarrara, potendo così sfruttare la spinta del popolo di casa a partire dalle prime due sfide. Quello contro Torino inoltre sarà un match inedito nella stagione 2022/23.

«Sicuramente il fattore campo per Pistoia è una cosa non da poco – ha ammesso -. Avere un palazzetto pieno come il PalaCarrara a spingerti influisce tanto. È vero che non ci siamo mai incontrati quest’anno ma conosciamo tanti giocatori del roster. Negli anni passati spesso mi è capitato di affrontarli in stagione. Vedremo da questo punto di vista come influirà sulla finale solo giocando».

L’ESPERIENZA A PISTOIA

Per Taflaj una finale speciale, dalla quale scaturisce un turbinio di emozioni. Non solo sarà la prima serie promozione in carriera ma anche la sfida alla squadra dove ha vissuto uno dei periodi più belli della propria vita.

«Sono arrivato a Pistoia esattamente 10 anni fa – ha raccontato -. Nel 2013, proprio in questi giorni, Pistoia si giocava la finale play-off per la promozione con Brescia. Fu il mio approccio all’ambiente prima di iniziare il mio primo anno. Nella seconda stagione è arrivata la gioia della vittoria del campionato con l’U17 e con l’U19 ci siamo fermati solo in finale. Sono anni in cui mi è stato permesso di crescere tanto individualmente. Ho avuto coach Angella, oggi vice in prima squadra, e poi Cristiano Biagini. Avere la possibilità di allenarmi così forte, al fianco e con una squadra di Serie A, è stato importantissimo per la mia crescita».

IL RAPPORTO CON DELLA ROSA

Spostandoci dal lato professionale al personale, Taflaj ha proseguito raccontando gli indimenticabili momenti vissuti con quella che è stata a tutti gli effetti una seconda famiglia. «Difficilmente mi sono trovato bene come a Pistoia. Mi hanno accolto come fossi parte della loro famiglia, per me è davvero una seconda casa».

Ad aprire letteralmente le porte della propria casa durante la sua triennale permanenza a Pistoia, chiusa al termine della stagione 15/16 con una parentesi anche a Bottegone, fu la famiglia Della Rosa. A partire dal padre Stefano, responsabile del settore giovanile, fino a Gianluca, ai tempi compagno nelle giovanili biancorosse ed oggi capitano trascinatore di Pistoia.

«Con Della Rosa ho giocato in Under 19. Stefano (Della Rosa nda) era il responsabile delle giovanili e noi eravamo davvero spesso a mangiare a casa loro. La presidentessa, sua moglie, cucinava in maniera incredibile. La numero uno – ha giurato ridendo -. Gianluca se lo merita più di tutti di essere in questa finale. Un pistoiese doc, con lavoro e dedizione è arrivato fino a dove è adesso. Ha un attaccamento alla maglia come nessuno. Per me è come un fratello ma da sabato diventa un avversario. In partita sarà una battaglia».

Non solo Della Rosa però tra i giocatori conosciuti durante l’avventura a Pistoia ancora oggi presenti nella formazione che affronterà a partire da sabato. «Con Angelo Del Chiaro invece ho vissuto assieme in foresteria – ha detto -. Saccaggi invece l’ho soltanto visto giocare al tempo della finale».

UN RITORNO DOPO 7 ANNI

Le emozioni per Taflaj non finiscono qua. Circa 7 anni dopo l’ultima volta infatti, l’ala di Torino farà ritorno al PalaCarrara. Nelle sue esperienze con la Viola Reggio Calabria, Treviglio, Cento e Trapani tra le altre, mai gli era capitato di fari ritorno a Pistoia. Con i siciliani fu il Covid a fermare il suo ritorno, stavolta invece l’abbraccio con il suo ex pubblico non glielo negherà nessuno. Con la speranza di vivere una rovente battaglia che da tempo ormai stava sognando.

«Tornerò a Pistoia per la prima volta dopo averla lasciata nel 2016, sarà emozionante. Pistoia è come una seconda casa, lì ho ancora tantissimi amici e fratelli, ogni anno ci torno. Sarà una bella battaglia – ha detto -. Non ho avuto mai la possibilità in questi anni di tornare a giocare lì. La voglia era tanta e finalmente è arrivato il momento. Per me sarà davvero una partita speciale. Giocare in un palazzetto pieno è sempre bello, ancor di più al PalaCarrara dove il tifo è veramente caldo. Sarebbe bello trovare tanto pubblico».

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