Tra ambizioni future e traguardi nel presente: viaggio nel mondo Gema Giovani

Attraverso la voce del direttore dell’area giovani Paolo Albelli, scopriamo come anche il settore giovanile di La T Tecnica si stia facendo spazio tra le realtà più affermate della Toscana

A pochi giorni dalla partita decisiva per la qualificazione in Coppa Italia, un’inattesa ma piacevole notizia si è presa la scena in casa La T Tecnica Gema Montecatini. Il giovane lungo dell’under 19 Simone Frashni è stato infatti selezionato dalla Virtus Bologna per affrontare la seconda fase della Next Gen Cup, la competizione tra le squadre giovanili dei club di Serie A. Subito un bel mucchio di punti per lui nella prima partita, che peraltro era il derby contro Pistoia; qui però il fatto da sottolineare è un altro, cioè l’ennesimo segnale forte che lancia La T Tecnica. L’espansione di questa società non può e non deve limitarsi al mero risultato del campo, ci sono molti aspetti da limare se si vuol raggiungere la grandezza ed il giovanile è evidentemente uno di questi.

NUMERI IN CRESCITA

Gema Giovani, la creatura nata un anno e mezzo fa con il cambio del titolo da Montecatini Terme Basketball a Pallacanestro Montecatini, si sta affermando come realtà di rilievo del territorio. Le difficoltà non mancano, però la soddisfazione di atleti e genitori nonché la situazione in classifica delle varie squadre indica che il lavoro quotidiano sta dando frutti interessanti. «A metà del secondo anno il bilancio è buono – racconta il direttore dell’area giovani di La T Gema, Paolo Albelli – dal punto di vista dei numeri non solo abbiamo confermato le nostre squadre ma ne abbiamo aggiunta pure una nuova, grazie alla collaborazione con gli Augies Montecatini che ci hanno permesso di dare uno sbocco ai ragazzi che uscivano dal percorso del minibasket. Stiamo crescendo anche dal punto di vista dello staff: l’anno scorso avevamo come tecnici Massimo Angelucci e Marcello Billeri, che di ruolo è il responsabile del settore giovanile, quest’anno abbiamo inserito Samuele Rastelli. A dare una mano ci siamo io e Gabriele Savioli come direttori dell’area giovani, in più ci sono tutti i vari dirigenti accompagnatori delle varie squadre».

Come criteri di lavoro Gema Giovani, come ci spiega Albelli, ha piena fiducia nel proprio staff e si concentra sullo sviluppo non solo di buoni atleti ma soprattutto di buone persone: «Fondamentalmente un settore giovanile non può riuscire nella propria funzione se non è valido nell’aspetto tecnico e noi abbiamo puntato su allenatori con anni di esperienza. Si sa però che la crescita dei giovani deve essere soprattutto umana e sociale, per questo ci siamo dotati di collaboratori che sappiano insegnare ai ragazzi cosa significa praticare uno sport di squadra, appartenere a un gruppo, impegnarsi, etc. Come ci diciamo spesso tra di noi, il giovanile è il continuo intraprendere di un cammino, un progetto a lunga scadenza; dobbiamo essere bravi noi a far capire ai nostri atleti che non è importante il risultato ma quello che hanno imparato, loro invece devono essere liberi di pensare a giocare e a divertirsi».

I PROSPETTI PIU INTERESSANTI

L’under 19 Gold, come facilmente intuibile, è il fiore all’occhiello della flotta e sta andando molto bene nel suo campionato essendo seconda in graduatoria. Non bisogna però dimenticare le altre tre formazioni under 15, 14 e 13. Un giorno forse saranno loro il futuro di La T Gema, un futuro che la rinnovata società vuol trasformarlo il prima possibile in presente. Già, perché ai risultati sempre più importanti della prima squadra, le idee di espandersi e diventare sempre più potenti riguardano anche il giovanile. Ne è stata prova lampante la presentazione della campagna abbonamenti stagionale. Come suggerisce il titolo della stessa ‘Sogna ragazzo sogna’ sulla copertina non c’è andato nessuno dei campioni che quest’anno affollano il gruppo della Serie B Nazionale, niente Chiarini o Toscano ma al posto un classe 2006, Jacopo Cellerini, ed un 2005, Riccardo Albelli (che è proprio il figlio di Paolo Albelli). I due giovani arrivavano da anni nelle under prima di Montecatini Basketball Junior e poi di Gema Giovani, da quest’estate sono stati aggregati alla prima squadra fin dalla preseason e al momento hanno avuto vari assaggi di partita in campionato (come successo pure domenica scorsa contro Piombino).

Il messaggio è chiaro: non vogliamo fermarci qui, vogliamo sempre più ragazzi venir promossi tra i grandi come i due giocatori in questione: «Loro sono fratellini dai tempi del minibasket, si sono conosciuti a 10 anni. Li ho visti crescere nel loro percorso, che è andato di pari passo col mio visto che seguendoli ho iniziato il mio coinvolgimento nella società e nel mondo Gema. Riccardo e Jacopo sono due ragazzi d’oro dal punto di vista umano, sono sempre disponibili a lavorare e a stare in campo con rispetto e diligenza, inoltre stanno facendo tutto questo sostenendo sforzi enormi a livello personale con la scuola per Jacopo (sta finendo la quinta superiore) e con l’università con Riccardo. I tecnici li conoscono, sanno quanto valgono e li gestiscono bene, una mano importante dentro e fuori il campo la stanno dando anche i senior: loro sono professionisti esemplari che hanno creato un gruppo bellissimo, li stanno aiutando fin dalla preparazione sia sul lato sportivo che su quello caratteriale».

Già nuovi prospetti stanno venendo alla ribalta in Gema Giovani, uno di questi è proprio Simone Frashni. Questo classe 2007, che è arrivato a Montecatini dopo aver mosso i primi passi nella Pallacanestro Agliana, si è guadagnato la chiamata di Bologna, con cui giocherà oltre alla Next Gen Cup uno dei tornei giovanili più importanti d’Europa, l’Adidas Next Generation Tournament di Monaco di Baviera: «E’ una soddisfazione importante che conferma il fatto che abbiamo scelto bene i coach e i collaboratori. Siamo grati di avere l’opportunità di lavorare con Simone, è un ragazzo in gamba molto sensibile e intelligente. Ha doti tecniche ma soprattutto fisiche, con i suoi 2.13 metri per 107 kg che sono incredibili per la sua età: è il nostro gigante buono. Marcello Billeri lo ha seguito e lo ha visto crescere fin dall’under 13 ma è stato Simone con il suo lavoro intenso, specie negli ultimi due anni in cui ha giocato da sotto età, a guadagnarsi quest’occasione meravigliosa per lui e per noi».

«VOGLIAMO FORMARE GIOCATORI E TECNICI»

Le prospettive per Gema Giovani sono rosee; almeno sulla carta però, perché applicare le idee ed i valori non è così facile in questo periodo tra riforme sportive varie e la situazione degli impianti sportivi in Valdinievole aggravata dalla chiusura temporanea del PalaTerme. Detto ciò, se si hanno principi ben saldi non si può che andare avanti: «Questo club crede nella promozione dello sport, la crescita degli atleti e nella valorizzazione del territorio – spiega Paolo Albelli, che poi pone l’accento su un’altra questione rilevante – una carenza importante in questa zona è quella di tecnici qualificati, non è facile trovare persone che hanno tempo e spirito per occuparsi di questo settore o che si rendano disponibili a crescere ed intraprendere il cammino. La nostra politica è quella di formare sia i giocatori che lo staff tecnico, non vogliamo gente che si sente obbligata a fare questo mestiere per interessi o altro, non vogliamo nemmeno prendere giocatori da lontano o pure dall’estero per mandarli in B Nazionale. Noi interpretiamo così il settore giovanile, infatti spesso e volentieri i dirigenti delle varie squadre sono i genitori più appassionati perché si lavora bene con loro essendo persone con voglia di fare. Diventa più facile imparare a gestire un gruppo di ragazzi quando a fianco hai coach del calibro di Marcello Billeri e soprattutto Massimo Angelucci: lui è l’uomo cardine per lo sviluppo del progetto, visto il suo doppio ruolo, e anche per lo sviluppo dei ragazzi. Ama lavorare nel giovanile, ha doti umane e tanta esperienza sul campo; è un piacere lavorare sia con lui che con Marcello, mi ritengo fortunato a collaborare con persone dalle quali c’è solo da imparare».

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