La decisione della FIP di sospendere i campionati minors riguarda anche, chiaramente, le realtà della nostra provincia. Ecco la reazione delle società pistoiesi di serie D, Promozione e Prima Divisione
di Virginia Bagni
Cala il sipario. The show mustn’t go on: stavolta lo spettacolo non può e non deve andare avanti. E’ giusto così, quando in gioco c’è la salute tutto passa in secondo piano. E dopo avervi raccontato come hanno preso la notizia le squadre del nostro territorio militanti in serie C (Agliana e Montale in C Gold, Quarrata in C Silver), abbiamo raccolto anche diverse dichiarazioni di numeri uno e allenatori delle società di Serie D, Promozione e Prima Divisione. Tanti di loro, d’altronde, vedono vanificare un ottimo percorso fatto fino ad adesso che li aveva portati nelle zone alte della classifica, ma nonostante l’amarezza e il rammarico nessuno si trova in disaccordo con quanto stabilito dalla Federazione.
Bottegone, Chiesina, Lella, Monsummano: dalla lotta play-off allo stop
Tra alti e bassi, le pistoiesi impegnate nel campionato di Serie D si trovavano a metà stagione tutte, eccezion fatta per Pescia, in lotta per un posto tra le prime otto della classe che avrebbe consentito loro di partecipare ai play-off per accedere in C Silver.
Tra queste, ad esempio, il Lella basket che dopo un avvio non troppo facile si era visto catapultato in ottava posizione e quindi con l’accesso assicurato alla post-season. «Sono dispiaciuto soprattutto per il lavoro svolto dai ragazzi e dallo staff – commenta il presidente Alessio Calistri – io personalmente ho già fatto i complimenti a tutti perché secondo me stavamo svolgendo un’ottima annata, visto anche il gruppo rinnovato a settembre. Ci trovavamo in ottava posizione, avevamo conquistato vittorie importanti sia in casa che in trasferta e la classifica ci metteva alla pari di squadre ben più attrezzate di noi come Bottegone o Monsummano. Aggiungo solo che noi siamo sempre sul pezzo perché con il nostro preparatore continuiamo a fare allenare i nostri atleti due volte a settimane in via telematica così da non abbandonarli in questi mesi e non appena possibile, se lo sarà, rientreremo in palestra per il semplice gusto di giocare».
Stessa situazione, poi, per la Valentina’s basket Bottegone, settima in classifica davanti alla società biancoblù solo per differenza canestri. Proprio il coach dei gialloneri Maurizio Milani “ha salutato” giocatori e tifosi attraverso un messaggio su Facebook: «Stagione strana, incredibile, surreale. E in un amen… stagione finita! Il nostro percorso insieme per quest’anno era solo a metà, ce lo siamo detti, potevamo e dovevamo fare ancora molto e toglierci tante soddisfazioni. Di questo sono sicuro, perché il gruppo (giocatori, staff, dirigenti, appassionati e tifosi) qui è qualcosa di unico! Abbiamo lasciato qualcosa a metà, la sensazione è questa, ma della metà che abbiamo vissuto, sono enormemente orgoglioso di tutti. Un pensiero particolare però, permettetemelo, lo voglio dedicare ai miei giocatori. Una squadra professionale e non professionista, ragazzi che in campo danno tutto ciò che hanno, rispettosi dei ruoli, sempre pronti a migliorarsi, instancabili! Ve l’ho già detto, ma voglio ripeterlo anche qui: è stato un piacere allenare un gruppo così! Per chi ama questo sport, la delusione di fermarsi qui è tanta, ma è solo questione di tempo e ci ritroveremo ancora insieme, con più voglia di prima! Il prossimo anno sarà fantastico! Un abbraccio a tutta la famiglia Bottegone».
A quota 22 punti e noni in classifica anche gli Shoemakers Monsummano, che potevano approffittare di questa ultima parte di stagione proprio per rientrare tra quelle squadre che avrebbero avuto accesso ai play-off. Il presidente dei ciabattini Stefano Gabrielli ha voluto inviare una lettera a tutti i membri della società, dove ha sottolineato tutto la sua amarezza per la conclusione anticipata di tutti i campionati: «Cala il sipario su questa stagione agonistica, un finale di stagione che ci poteva regalare grandi soddisfazioni. Il settore minibasket, fiore all’occhiello del nostro movimento, ci stava regalando grandi emozioni. L’Under 13 femminile era avviata verso un’insperata (a inizio stagione) final four di Coppa Toscana e con ottime chance di vittoria. L’Under 13 maschile, cresciuta molto nell’ultimo periodo, si sarebbe finalmente tolta le sue soddisfazioni in Coppa Primavera, mentre l’Under 14 era in piena lotta per conquistarsi il titolo. Under 15 e Under 16 avevano ottime possibilità di far bene in Coppa Toscana (vincerla, chissà!). L’Under 18 aveva serie, serissime possibilità di conquistare il titolo regionale e infine i nostri senior che si avviavano al finale di stagione per l’accesso ai play-off. Tutto svanito… Ma quello che fa più male ragazzi, è non vedervi, vivere quella quotidianità che ora tanto apprezziamo […] e voglio anche farvi una promessa: una volta finito tutto questo casino, perché finirà, è certo che finirà, organizzeremo una grande festa per ritrovarci tutti insieme».
Il rammarico più grande è quello di Rossoblù e Banathinaikos
di Giacomo Mazzanti
Anche in Promozione c’è una squadra della provincia di Pistoia che stava comandando la classifica prima dello stop: il Rossoblù Junior. Questa brusca, ma doverosa, fermata di tutti i campionati minors però ha costretto la squadra di coach Bruno Ialuna a rimandare a data da destinarsi un’eventuale primo posto in regular season. Proprio coach Ialuna ha presentato la situazione della squadra termale.
«La decisione della Federazione è stata frettolosa ma giusta. Frettolosa non perché si debba tornare a giocare, sia chiaro, ma perché prima si poteva capire bene come si sviluppava la situazione. Perché la soluzione a questa stagione è stata trovata, ma quello che mi preoccupa è chi ripartirà e come si ripartirà l’anno prossimo» commenta senza troppi giri di parole. Però anche il coach è pienamente d’accordo sullo stop: «Fermarsi era il minimo! A nessun livello si deve pensare agli interessi viste le condizioni – dice prima di regalarci un sorriso spiegandoci che tipo di allenamento ha realizzato per i suoi ragazzi – alla squadra ho consigliato tanti libri. Visto che il corpo non si può allenare, alleniamo la mente».
Per quel che riguarda la prossima stagione il capo allenatore dei Rossoblù non ha dubbi: «Ho già detto alla società che io posso restare senza problemi. Sono legato a questa squadra da qualcosa che va al di là di tutto, è una questione di affetto». Conclude infine con una riflessione riguardo il tanto agognato ritorno alla normalità: «Non sono d’accordo con chi dice che non vede l’ora di tornare alla normalità di prima. Penso che quello che ci siamo lasciati alle spalle era un mondo drogato e comandato dal Dio denaro. Dobbiamo sfruttare questa occasione per capire quelle che sono davvero le cose importanti della vita e per poter ripartire da zero una volta che ne siamo fuori». Il pensiero di Bruno, poi, non poteva non andare a un suo storico amico ed ex compagno di squadra: «Ci tengo a sottolineare che il mio pensiero in questo momento va a un mio caro amico, Raffaele Romano, attualmente ricoverato a Pistoia con il coronavirus. Sono cresciuto insieme a lui e ci ho giocato insieme, la mia priorità è lui adesso».
Situazione pressoché identica, seppur nel campionato di Prima Divisione, quella in casa Banathinaikos. La neonata società pistoiese ha condotto una stagione al di sopra di ogni aspettativa mantenendo costantemente la prima posizione sia nella prima che nella seconda fase di stagione. Questo stop quindi fa sfumare nuovamente il sogno promozione per questi ragazzi – che già due volte lo avevano sfiorato con la maglia dell’Endas nelle passate stagioni.
A presentare la situzione è Matteo Bongi, giocatore e presidente del Banathinaikos. «Stiamo attraversando una situazione surreale, chiaramente c’è rammarico visto quello che stavamo ottenendo ma adesso le priorità sono altre – spiega Bongi – avevamo sfiorato per due anni la Promozione con una casacca diversa, speravamo che questo fosse l’anno buono. Come società abbiamo le basi economiche per ripartire il prossimo anno però, secondo me, finché non si trova una soluzione definitiva a questo virus sarà dura scendere di nuovo sul parquet». Esatto, perché il rischio effetto domino è alto: «Arrivare a pochi casi non è sufficiente. Basta che lo abbia un giocatore che lo passa ad un altro e dovremmo ripartire da capo. L’intenzione è comunque quella di ripartire con lo stesso roster e lo stesso staff la prossima stagione» conclude Bongi.



