Lorenzo Maspero, play di Treviglio, ha ripercorso l’esperienza tra Pistoia e Bottegone: «Se oggi sono questa persona tanto lo devo a quegli anni lì»
A Seregno, Lorenzo Maspero deve i suoi natali di uomo e cestista. Nato nel comune lombardo il 15 aprile del 1998, ha iniziato ad accarezzare la palla a spicchi nella squadra della sua città, vestendone la canotta fino a 14 anni. Un percorso giovanile proseguito a Desio e Casalpusterlengo, prima di terminarlo in quel di Pistoia. Due anni di spola tra U19 e la contemporanea militanza a Bottegone con esordio senior in Serie B, valevoli la chiamata di Montegranaro in A2. Un salto confermato col passaggio a Mantova, squadra con la quale ha sfondato il muro delle 100 presenze. Quattro stagioni da protagonista in A2 ricche di soddisfazioni, pur avendo dovuto affrontare un lungo e buio periodo.
GLI ANNI DI MANTOVA E LA CHIAMATA DI TREVIGLIO
«I quattro anni a Mantova mi hanno permesso di crescere parecchio nonostante abbia avuto tanti alti e bassi. Ho subito un infortunio piuttosto pesante – ha detto con sensibile rammarico – Stava andando tutto davvero bene, forse stavo vivendo l’anno migliore della mia vita. Ringrazio ovviamente Mantova per queste stagioni insieme. Ho potuto giocare un’A2 di ottimo livello, chiudendo spesso ai play-off».
Il riferimento è all’alba della stagione 2021/2022, la sua quarta ed ultima con gli Stings. I primi di giugno la dolorosa conferma dagli esami strumentali che evidenziarono la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un calvario di oltre 6 mesi concluso con il ritorno sul parquet nel 2022. Nonostante lo stop, Maspero ebbe modo in parte di consolarsi a fine anno con la chiamata di una società ambiziosa e decisa nel guadagnarsi l’accesso al massimo campionato nazionale. «La chiamata di Treviglio è stata gratificante – ha raccontato – Ha ripagato i tanti sacrifici fatti negli anni. Giocare con cestisti di questo calibro ti fa stare bene. Giocatori con infinita esperienza pronti a darti una mano. Vedono il gioco più rapidamente di qualsiasi altro compagno che io abbia avuto in carriera. Tanti arrivano da categorie superiori così anche il nostro livello di squadra si avvicina molto a quel campionato lì. Non avevo mai avuto la fortuna di vivere un basket di questo tipo».
LA PRIMA STAGIONE A TREVIGLIO
La prima stagione con Treviglio si è conclusa con un eccezionale secondo posto nel Girone Verde ed è proseguita con un altrettanto, momentaneamente, strepitoso secondo piazzamento nel Giallo. A livello personale, una stagione a due facce per Maspero, protagonista nella prima metà e meno coinvolto nella seconda. «Dividerei la mia stagione personale in due parti. Una prima dove ho avuto la fortuna, per così dire, di poter giocare tanto anche a causa di alcuni infortuni. Una seconda dove con l’arrivo di Luca (Vitali nda) i miei minuti sono ovviamente calati. Da quel momento ho cercato di imparare e osservare il suo gioco e quello degli altri compagni. Come si muovono, le decisioni che prendono in campo. Provo ad assimilare qualcosa dal loro immenso bagaglio tecnico. È così grande che farei fatica a spiegartelo…».
Una fase a orologio nella quale la Gruppo Mascio è caduta soltanto nelle due sfide contro Forlì, regolando Cento, per due volte, e Pistoia. Risultati di squadra eccellenti, contrapposti ad uno spazio ridottosi sensibilmente per Maspero. Dagli oltre 18 minuti di media della regular season, il suo impiego è passato ai 10 della seconda fase. “Colpa” di una squadra il cui già alto valore è persino aumentato. «Questa seconda fase è fin qui molto positiva come risultati di squadra, meno a livello personale – ha ammesso – Non sto tirando granché bene ma l’importante è che la squadra stia vincendo. A me non vengono chiesti punti ma ordine in cabina di regia nei minuti a mia disposizione. Non ho niente da recriminare in fondo, rispetto le consegne conscio di avere davanti un giocatore della qualità di Vitali. So di essere scivolato al decimo posto nelle gerarchie ma è anche normale con innesti così».
LA DOPPIA SFIDA CON PISTOIA
Al PalaCarrara Treviglio inscenò una prestazione ai limiti della perfezione, tirando con ottime percentuali ma soprattutto tenendo Pistoia a soli 61 punti segnati in casa propria. Una prova difensiva di altissima attenzione, come sottolineato dallo stesso Maspero. «All’andata ho visto una Pistoia sottotono contro di noi – ha affermato – Credo non abbia espresso la sua migliore pallacanestro e noi siamo stati bravi a cavalcare l’onda di questa situazione. Abbiamo preparato la gara davvero molto bene, tenendo a mente le caratteristiche principali di Pistoia. Abbiamo messo un bel tassello in difesa, così che in attacco tutto è stato più semplice. Siamo stati bravi a chiudere Copeland e Varnado, in più anche gli italiani non sono entrati in ritmo. Un grande lavoro difensivo da parte nostra».
Si prospetta una gara del tutto diversa quella del PalaFacchetti di domenica 7 maggio. Pistoia arriva da due vittorie consecutive, contro Cantù e Cremona, ottenute in sequenza proprio dopo la sconfitta subita dalla Blu Basket. All’inerzia si aggiungerà la voglia di rivalsa dell’andata e la possibilità, per entrambe, di blindare le rispettive posizioni. «A Treviglio sono convinto arriverà un’altra Pistoia. Per noi il match è fondamentale per mantenere il secondo posto e partire con questo piazzamento in vista dei play-off. Sono sicuro sarà una partita bella e molto tattica. Solitamente quando ti incontri due volte in così poche settimane si dà vita quasi a una serie play-off. Sai cosa è andato bene tatticamente la volta precedente e provi a ripeterlo, cercando di limitare invece ciò che è andato storto».
DUE ANNI TRA PISTOIA E BOTTEGONE
Lorenzo Maspero si è legato a Pistoia in giovane età, aveva appena 17 anni, vestendo per due stagioni la maglia delle giovanili biancorosse in doppio tesseramento con la Valentina’s Bottegone, al tempo in Serie B. Due annate dal 2015 al 2017 agli estremi e inaspettate, tra rischio retrocessione e sogno promozione. Al termine del secondo anno, il play lombardo mise a referto 9.9 punti, 3.0 rimbalzi e 2.8 assist in 26.1 minuti nella stagione regolare che gli valsero la nomina di terzo miglior under di tutta la Serie B.
«Ho dei bellissimi ricordi di quegli anni, già solo per aver avuto compagni come Marconato e Toppo, rimasti a lavorare nella città alla quale sono legatissimi – ha raccontato – Furono due annate all’opposto. Nella prima, in cui in panchina ho avuto Valeri prima e Russo poi, puntavamo i play-off e invece ci siamo salvati all’ultimo. Era gara 5 di play-out contro Livorno, una partita epica giocata in un PalaCarrara con oltre 1000 persone. Per la Serie B davvero tanta roba. Nella seconda invece avevamo una squadra molto giovane e di livello per me inferiore. La nostra forza fu un gruppo straordinario e coeso che ci permise di centrare addirittura i play-off. Perdemmo con Piacenza dove militava anche Matteo Soragna. Davvero un bell’anno e un bel campionato».
Con ancora la Valentina’s Bottegone nel cuore, Maspero non nasconde la propria soddisfazione nel sapere del trionfo nel campionato di Serie D dei gialloneri, valevole la promozione in C. «I ragazzi risorgono sempre, non mollano mai – ha commentato -. C’è una bella energia, tutte persone genuine, dai valori sani e con tanta voglia di fare. Bellissimi ricordi, sempre presenti nella mente e ogni tanto capita di ripensarci. Anni davvero belli». Al contempo resta nella memoria anche l’aver indossato il biancorosso in U19, chiudendo due ottime stagioni solo all’atto conclusivo. Una avventura base fondamentale per la carriera avuta successivamente. Un’esperienza di cui Maspero fa ancora tesoro tutt’oggi, decisiva per il cestista che è diventato.
«Custodisco bei ricordi anche dell’esperienza con Pistoia. Guidati da coach Biagini abbiamo fatto bei percorsi fino alle finali nazionali. Un insieme di bellissimi momenti vissuti tra le due squadre diventati un trampolino di lancio per la mia carriera. Sono davvero grato per questo. In particolare lo sono con Stefano Della Rosa, è lui che ha visto delle qualità in me e mi ha voluto lì. Ringrazio lui e la società che mi ha offerto questa formazione. Se oggi sono questa persona e questo giocatore tanto lo devo a quegli anni lì».
UN FINALE DI STAGIONE TUTTO DA SCRIVERE
Tornando al presente, lo sguardo è volto alla gara con Pistoia, sul cui vivido sfondo si legge a caratteri cubitali “play-off”. L’obiettivo di una stagione, la fase più ambita da ogni cestista. Per Treviglio nessun dubbio su quale sia l’ambizione. Una squadra formata da campioni affermati e vincenti, abituati a traguardi ancor più prestigiosi. Diventa impossibile non pensare alla promozione, sebbene l’arrivo sia ancora distante e la strada impervia.
«Sicuramente abbiamo le carte in regola per salire. Il nostro unico punto debole credo sia la carta d’identità, siamo una squadra ricca di esperienza. Io sono il più giovane e ho compiuto 25 anni. Giocando ogni tre giorni potrebbe non essere facile alla lunga. Dalla nostra però abbiamo un’esperienza infinita. Alle volte faccio fatica a capire cosa stia succedendo in campo mentre i miei compagni già hanno ben chiaro lo sviluppo del gioco. Lì capisci perché si parla di esperienza in certi frangenti. Se questo supererà la forza fisica credo andremo davvero tanto lontano. Nei play-off poi ovviamente può succedere di tutto, spesso ci sono molte più sorprese nella post-season di A2 che in A1». Proprio per questa imprevedibilità della post-season, niente è da dare per scontato anche quando si parla di una outsider come Pistoia. «Pistoia può dare filo da torcere a tutti. Non è una squadra corta, conta 9 giocatori, e non ha niente da perdere. Può dire benissimo la sua».



