U.C.C. Piacenza, Salieri ammette: «Non avrei voluto affrontare Pistoia»

Stefano Salieri, tecnico di Piacenza, ha presentato la serie play-off: «Pistoia favorita. Varnado-Copeland la miglior coppia di stranieri»

Alle redini della U.C.C. Assigeco Piacenza per la seconda annata consecutiva, coach Stefano Salieri vanta una esperienza ultra trentennale da capo allenatore. Classe 1961 di Castel San Pietro Terme, ha intrapreso la sua carriera di tecnico partendo proprio dalla provincia bolognese nel 1991, prima di girare l’Emilia-Romagna e l’Italia, passando anche da Veroli, Pavia e Siena.

Nel 2018 ottiene la promozione in Serie A2 alla guida di Orzinuovi, nel 2020 la chiamata di Piacenza e la grande occasione di tornare nel secondo campionato nazionale. Una chance colta appieno con la prima storica qualificazione ai play-off dello scorso anno replicata anche in questa stagione. «Un anno fin qui davvero positivo. Lo scorso per la prima volta nella storia Piacenza ha raggiunto i play-off e quest’anno siamo riusciti a dare continuità qualificandoci già prima della fase a orologio – ha detto -. Un risultato che assume ancor più valenza pensando al fatto che mai una volta siamo stati al completo dal precampionato in poi causa pesanti infortuni. Devo fare i complimenti ai ragazzi e alla società per esser riusciti comunque a fare gruppo e chiudere un bel campionato».

UNA STAGIONE MALEDETTA

Impossibile, purtroppo, non citare la lunga serie di infortuni subiti durante l’attuale stagione dai cestisti piacentini. Una sfortunata tassa pesantissima da pagare che priverà l’Assigeco del centro Brady Skeens per tutta la post-season.

«L’infortunio di Skeens, inutile girarci attorno, è stato molto pesante per noi – ha ammesso Salieri -. Il suo stop ci ha privati del miglior lungo e rimbalzista dell’intero campionato fin dalla prima giornata della seconda fase in quel di Udine. Questo ci ha obbligato a cambiare sensibilmente l’assetto tattico imponendoci di giocare con un solo lungo nella rotazione. I ragazzi però sono stati bravi ad adattarsi velocemente ai cambiamenti».

Un’assenza da 11.2 punti e 12.2 rimbalzi di media alla quale si sono aggiunti gravi infortuni in diversi periodi della stagione ad altri giocatori chiave tra cui spicca il play Gherardo Sabatini, assist-man da quasi 8 passaggi vincenti oltre a ben 12.4 punti a partita.

«Galmarini è rientrato alla quinta del girone di ritorno dopo un intervento al tendine d’Achille e Sabatini ha avuto un problema all’arco plantare che lo ha tenuto fuori per tutta la seconda parte di regular season – ha proseguito il tecnico -. A questi si sono uniti alcuni stop di McGusty e Gajic, anche loro costretti a saltare alcune gare».

LE QUALITÀ DI PIACENZA

A permettere ai ragazzi di Salieri un rendimento costante nonostante i problemi fisici anche la grande forza del gruppo. Una caratteristica che accomuna Piacenza a Pistoia, entrambe certe la scorsa estate di puntare su alcuni cardini già presenti. Una scelta vincente come dimostra la conquista dei play-off con largo anticipo che metterà di fronte le due formazioni ai quarti del Tabellone Argento.

«La continuità di lavoro con lo stesso gruppo è una delle cose più importanti – ha spiegato. Abbiamo una società seria che ha programmazione ed un nucleo di ragazzi giovani in grande crescita che stanno mostrando tutte le loro qualità».

Qualità eccellenti soprattutto in attacco come dimostrano gli 81.7 punti realizzati per gara nel Girone Blu. Numeri confermati dalle parole dello stesso allenatore emiliano, le cui preoccupazioni maggiori arrivano dalla difesa ed in particolare nella lotta vicino al ferro. «Siamo una squadra a trazione anteriore. Sotto canestro potremmo soffrire la stazza e i chili di Pistoia così dovremo indirizzare la gara sotto altri punti di vista», ha spiegato.

LA SFIDA CON PISTOIA

Una sofferenza ovviamente causata dalla sopracitata assenza di Brady Skeens e che cozza con le qualità e le caratteristiche del roster biancorosso. La GTG ha dimostrato per tutta la stagione di essere una squadra dai ritmi a tratti allucinanti, sintomo di un atletismo e una fisicità difficilmente eguagliabile.

Per questo e non solo coach Salieri, senza giri di parole, ha ammesso candidamente come ha appreso la notizia dell’accoppiamento con Pistoia ai quarti play-off. «Francamente Pistoia è l’ultima squadra che avrei voluto affrontare per il grande impatto fisico soprattutto sotto canestro, la squadra meno adatta per noi. Varnado è un giocatore di grande livello e noi purtroppo siamo sofferenti in quella zona di campo. In generale il roster è molto fisico e solido, con una consistenza di gioco derivante già dall’anno passato. Con le nostre difficoltà nel reparto lunghi sarà complicato ma sappiamo come ai play-off possa succedere di tutto».

Varnado ma non solo. Proseguendo nell’analisi sui prossimi avversari il tecnico piacentino ha elogiato prima Wheatle e poi Copeland, soffermandosi inoltre sulla tradizione della società e il calore del tifo biancorosso.

«Pistoia dà subito un’impressione di grande solidità. Ha una fisicità debordante, cestisti molto atletici e tosti come per esempio Wheatle. I due USA credo siano la miglior coppia di stranieri del campionato come assortimento e qualità. Pistoia ha una tradizione importante e anche quest’anno ha un roster di alto livello. Per noi è affascinante giocare partite di questo tipo, affrontando squadre del genere in palazzetti con un pubblico così caldo».

La serie si aprirà sabato 13 maggio al PalaCarrara e proseguirà a Pistoia lunedì prima di spostarsi a Piacenza il giovedì per gara-3. Un primo scontro al quale l’Assigeco non arriva al meglio e non soltanto per il KO casalingo rimediato all’ultima giornata della fase a orologio per mano di Cividiale. «A Pistoia arriveremo con qualche acciacco – ha ammesso Salieri -. Abbiamo avuto qualche problema fisico anche nell’ultima partita, dobbiamo rimetterci a posto per affrontare al meglio quest’impegno».

L’EX DELLA SERIE

La sfida avrà un sapore speciale in particolare per Lorenzo Querci. Ex della sfida, il classe 2001 è cresciuto nelle giovanili del Pistoia Basket esordendo in Serie A ad appena 17 anni. Come il suo allenatore alla seconda stagione a Piacenza, il nativo di Prato è cresciuto in maniera esponenziale tanto da meritarsi simili elogi dal proprio tecnico.

«Querci è un ragazzo che stimo moltissimo. Questo è il suo secondo anno con noi e devo dire che è cresciuto tantissimo. Una persona solare con un’etica del lavoro e una disponibilità totale. I miglioramenti più evidenti sono nella conoscenza del gioco, nelle scelte, nel saper stare in campo. Parliamo di un 2001, ha ancora margini di miglioramento. Siamo una squadra giovane nel complesso, puntiamo su lui come sugli altri ragazzi per il nostro progetto».

LA SODDISFAZIONE PLAY-OFF

La serie con Pistoia si preannuncia complicata per Piacenza e Salieri non nasconde di vedere i suoi avversari come favoriti. Un modo forse anche per allentare la pressione dalla propria giovane squadra ma un pensiero senza dubbio lecito e condiviso dai più.

Giunti a questo punto della stagione però i valori si azzerano ed ogni gara assume nuovi contorni. Per l’Assigeco ripetere la storica qualificazione della passata stagione è già un traguardo eccellente e tutto ciò che da lì arriverà non farà che illuminare ancor di più una brillantissima annata.

«Onestamente diventa difficile ragionare sulla serie – ha affermato Salieri. Ogni partita fa storia a sé. L’anno scorso a Scafati uscì un nostro tiro da 3 punti che avrebbe potuto cambiare la storia del campionato. Non partiamo da favoriti ma andremo a Pistoia per fare una grande partita, con l’orgoglio di mettere in campo le nostre qualità. Il nostro obiettivo attuale è quello di non far durare la serie soltanto tre gare. Si parte 0-0 e tutto può succedere».

«Detto questo quando arrivi ai play-off devi essere contento per quanto ottenuto – ha aggiunto. La stagione ti fa sorridere già per questo tipo di traguardo. È una gran soddisfazione. Da queste partite passa gran parte della crescita dei ragazzi più giovani. Giocando queste gare traggono esperienze uniche per il futuro. Dobbiamo affrontare la post-season col sorriso sulle labbra e la mente libera, con determinazione e consapevolezza delle nostre qualità. È già una gran soddisfazione esserci qualificati».

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