Udine, l’ex Antonutti: «A Pistoia due anni irripetibili»

L’ex capitano biancorosso Michele Antonutti torna con Udine nella sua amata Pistoia: «La Gtg fra le candidate ad arrivare fino in fondo»

Il ritorno alla madrepatria a dieci anni precisi dall’ultima apparizione in maglia Udine è stata la chiusura di un cerchio. Una manifestazione di come a volte la vita possa essere ciclica e riportare così un uomo adulto a vivere una seconda volta le emozioni della sua adolescenza. Michele Antonutti aveva appena 16 anni quando per la prima volta indossò i colori bianconeri per i quali ha tifato fin da bambino, coronando il sogno suo e di tanti altri appassionati, fino a vestirne anche gli onori e oneri di capitano.

«Ho festeggiato da poco i 10 anni militanza con la canotta di Udine. Sette nell’era Snaidero e adesso siamo al quarto nell’era APU. Un traguardo bello, davvero molto emozionante. Credo sia il sogno di tanti ragazzi giocare con la squadra della propria città». Ad un decennio dall’addio, l’ala friulana ha ritrovato una Udine completamente nuova, erede della fallita Pallalcesto Amatori Udine, ma difatti militante nella stessa categoria. Lasciata dopo la retrocessione nell’allora LegaDue, Antonutti l’ha riabbracciata in A2 a partire dalla stagione 2019/20 con l’obiettivo di tornare al più presto in massima serie. Un traguardo soltanto sfiorato, per ben due volte consecutive, ma non ancora tramontato. Tre anni inoltre illuminati dal trionfo in Coppa Italia della scorsa stagione, trofeo sollevato proprio dal classe ’86 nel cuore del PalaMaggetti di Roseto. Doti di leadership assaporate dalla stessa Pistoia, che lo accolse tra le proprie fila nel 2015, eleggendolo presto a idolo della tifoseria e condottiero dello spogliatoio.

IN CERCA DI IDENTITÀ

A sei giornate dalla conclusione della regular season, l’APU staziona al quarto posto del Girone Rosso, dietro il terzetto capolista formato da Forlì, Cento e Pistoia. Una stagione particolare, fatta fin qui di alti e bassi. «Udine arriva da quattro finali di fila, due di play-off per l’A1 e due di Coppa Italia. L’obiettivo è sempre migliorarsi ma è normale che non sia così facile – ha ammesso – In un percorso di grande crescita possono esserci momenti di difficoltà ma la società alle spalle è molto solida. È strutturata per fare ogni anno meglio del precedente e quindi dopo un momento più complicato stiamo reagendo bene e vogliamo recuperare il terreno perso nei confronti delle prime tre. Non sarà facile perché davanti giocano molto bene ma stiamo lavorando per creare una nostra nuova identità».

Un’identità da ritrovare in special modo a causa delle molte modifiche, tra staff tecnico e roster, effettuate a stagione in corso. Quasi come se a un certo punto fosse stato premuto il tasto di rewind di un vecchio registratore e la società avesse deciso di ripartire qualche mese più indietro del presente. L’avvicendamento in panchina tra Boniciolli e Finetti, gli addi di Mian e Mussini sostituiti da Gentile e Monaldi. Una serie di cambiamenti non ancora assorbiti del tutto dalla compagine bianconera, seppur sintomo della volontà di non mollare la vetta della graduatoria.

«Tutti questi cambiamenti, allenatore e roster, sono dimostrazione di una società che crede fortemente in questo progetto e vuole continuare a mettersi in gioco – ha affermato l’ex Caserta – Bisogna prendere atto del grande sforzo eseguito per tenerci sempre ai massimi livelli. Gli acquisti importanti che sono stati fatti vanno proprio in questa direzione. Adesso dobbiamo essere bravi noi a far inserire i nuovi e creare nel più breve tempo possibile una nuova chimica di gruppo. Stiamo lavorando duramente per amalgamare tutti questi grandi giocatori. Avendo fatto tanti cambiamenti dobbiamo recuperare questo tempo nei confronti delle altre squadre, in questo momento più avanti di noi da questo punto di vista».

La scelta di aver affidato la guida tecnica a Carlo Finetti, appena un classe ’95, è stata tra le più inaspettate degli ultimi anni di pallacanestro italiana. Una di quelle notizie che colgono di sorpresa anche i più anziani masticatori della palla a spicchi. Poche volte, nello sport in genere, si incontrano tecnici così precoci. Segno della grande preparazione e competenza del coach senese oltre che di grande coraggio e consapevolezza delle sue capacità da parte della dirigenza friulana. «Abbiamo subito percepito il grande entusiasmo del nuovo coach e il suo volersi mettere in gioco – ha raccontato Antonutti – Crede molto nel lavoro e in noi come squadra. In questa particolare situazione il grande passo deve farlo proprio la squadra. Dobbiamo essere tutti molto maturi nel capire che è un allenatore nel quale credere e che bisogna sostenere e aiutare. Solo con questa sinergia tra staff e giocatori riusciremo a creare una identità che ci permetta di arrivare più lontano possibile in campionato».

UN APPORTO FONDAMENTALE

Nonostante la lunga panchina e le tante rotazioni a disposizione di Finetti, Antonutti si sta ritagliando il proprio spazio sul parquet contribuendo in 14 minuti di media con quasi 5 punti e 3 rimbalzi. Impiego contato ma di qualità elevatissima, confermata dall’ottimo 42% da oltre l’arco dei 6,75. Da grande leader e uomo d’esperienza però, il nativo di Udine è conscio di come davanti a tutte le statistiche personali il bene maggiore sia rappresentato dai risultati di squadra.

«Siamo una squadra molto lunga quindi dobbiamo avere tutti la mente settata nel capire che ci sono partite in cui giocano di più alcuni giocatori e altre in cui giocano di più altri. Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione facendoci sempre trovare pronti. Per me personalmente giocare qui a Udine è sempre speciale. Gioco per la mia città, per quei colori bianconeri per i quali tifavo fin da bambino. Gioco sempre sentendo dentro qualcosa di speciale. Il mio desiderio è che la squadra arrivi il più lontano possibile in campionato. Alla mia età, non essendo più giovanissimo, pongo davanti l’obiettivo di squadra rispetto a quello personale. Ciò che mi rende più orgoglioso è proprio vedere la squadra vincere e fare bene».

GLI ANNI VISSUTI A PISTOIA

A Pistoia Michele Antonutti ha vissuto due delle migliori annate della storia della società, concluse entrambe ai quarti di finale dei play-off di A1. La stagione 2015/16, in particolare, verrà ricordata per sempre grazie al parziale iniziale di quattro vittorie in quattro giornate, ottenute rispettivamente con Brindisi, Pesaro, Trento e Avellino, che proiettarono la Giorgio Tesi Group per la prima volta nella sua storia al vertice solitario della classifica del massimo campionato italiano. A febbraio arrivò inoltre la qualificazione per la Final Eight di Coppa Italia e il campionato fu concluso con un incredibile 6° posto.

«Le due stagioni a Pistoia sono state tra le più irripetibili della storia biancorossa. Siamo stati la capolista in solitaria della Serie A. Sono anni che porterò sempre nel cuore. Avevo un rapporto speciale con Vincenzo Esposito e tra noi giocatori si creò una chimica unica, che permise di raggiungere traguardi straordinari. Difatti tanti giocatori di quelle stagioni hanno avuto carriere di livello. Extra campo furono forti anche i legami con tutti coloro che credevano in noi, a partire dai tifosi fino agli sponsor. Il palazzetto era strapieno ogni domenica, era impossibile trovare un biglietto. Mi dispiace infatti quando vedo quanto sia più facile procurarselo adesso. Fa male vedere tanti posti vuoti. Pistoia ama la pallacanestro e fortunatamente questa squadra sta facendo innamorare di nuovo come nei tempi passati».

IL RITORNO AL PALACARRARA

Ad una settimana esatta dal suo 37esimo compleanno, Antonutti tornerà ancora una volta al PalaCarrara da avversario. Un palazzetto ed una città chiamate “casa” per due interi anni, ancora oggi custodita in un angolo speciale di cuore. «Ho ricevuto tantissimi messaggi da parte di amici e tifosi che mi vogliono salutare. Ho legato con tante persone, mi farà piacere rivederle e tornare in un ambiente a me familiare. A Pistoia ho vissuto due anni bellissimi. La magia di Pistoia è di farti sentire a casa immediatamente. Sarà una emozione tornare al PalaCarrara. L’attaccamento nei confronti della città e della squadra è qualcosa che porterò sempre dentro di me. Sentire la vicinanza dei tifosi ancora oggi significa aver lasciato qualcosa non solo a livello sportivo ma anche a livello umano».

UNO SPOT PER IL BASKET ITALIANO

Messi da parte per 40 minuti i sentimenti, il cestista azzurro guiderà Udine in una trasferta all’apparenza dalle pochissime chance di vittoria. Il PalaCarrara è infatti l’unico palazzetto ancora inviolato di tutta l’A2 e la GTG arriva da due agili vittorie consecutive in altrettante trasferte. Un roster collaudato e formato da un gruppo coeso, ricco anche di tante vecchie conoscenze.

«Il grande segreto di Pistoia è stato quello di creare un’ossatura solidissima in questi anni, sapendo inserire giocatori nuovi pur mantenendo un equilibrio perfetto. La società merita grandi complimenti, è stata costruita una squadra equilibrata e tosta. In più vincere al PalaCarrara è difficilissimo. In questo momento credo sia la squadra da battere. Per noi sarà un esame molto importante: dovremo giocare contro una squadra così forte e in un ambiente così caldo. Conosco bene i giocatori di Pistoia perché ho giocato con diversi di loro, Saccaggi, Wheatle e Magro, quest’ultimo proprio nell’esperienza in Toscana – ha proseguito -. Sono cestisti di grande solidità. Pistoia merita grandi complimenti, essere sempre in alto non è affatto facile ma loro lo stanno facendo. Per me è sempre un piacere vederla così in alto, anche se spererei di vederla in alto nell’altro girone…(ride ndr)». Per contrastare una squadra così lanciata per i bianconeri sarà fondamentale non ripetere gli stessi errori dell’andata, quando al PalaCarnera Pistoia ebbe vita più facile del previsto nello sconfiggere Udine. Un 54-73 senza storia, manifesto programmatico della difesa che tutt’ora non ha rivali in entrambi i gironi.

«All’andata Pistoia fece una partita incredibile, di enorme solidità. Riuscì a dominarci in casa nostra. Noi in questo momento dobbiamo trovare continuità di rendimento nei 40′ e ritrovare una buona solidità difensiva. Queste secondo me sono le basi per poter competere contro Pistoia. Li conosciamo, li abbiamo studiati molto e sappiamo che sarà una gara davvero complicata da portare a casa. Giocheremo in un ambiente caldissimo, anche all’andata qua ad Udine la Baraonda arrivò numerosa a far sentire il proprio supporto alla squadra. Non scopro niente, sappiamo l’amore della città per la pallacanestro. Merita di stare in alto e mi auguro sia una bellissima partita. Una gara in cui si affrontano due grandi squadre quali Udine e Pistoia è uno spot per tutto il basket italiano».

Con la stagione regolare che si avvicina alla sua conclusione, non si può non pensare a cosa potrà riservare la post season. Pistoia è a un passo dalla certezza play-off con buone possibilità di rientrare nelle prime tre e tante di esse saranno in gioco proprio contro Udine ora quarta. L’APU ha il dovere di sognare ancora l’aggancio al terzetto, senza al contempo perdere colpi con l’altra friulana Cividale e la Fortitudo Bologna all’inseguimento. «Pistoia in questo momento è prima in classifica dunque senza dubbio tra le candidate ad arrivare fino in fondo ai play-off. Noi abbiamo cambiato molto quindi in questo momento dobbiamo pensare più a recuperare terreno nei confronti delle squadre avanti a noi, tra cui appunto Pistoia, per arrivare pronti alla post season».

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