La Pistoiese è tornata in possesso degli uffici, ma deve fare i conti coi problemi legati all’irrigazione del manto erboso del Melani
Il ritiro precampionato della Pistoiese è iniziato, e fin qui tutto a posto. Se il fronte sportivo, tra calciomercato e appunto il via alla preparazione, procede spedito e apparentemente senza intoppi, lo stesso non può dirsi per la questione impianti. Sembra quasi inutile affermare che il problema “Melani” non sia sorto nelle ultime settimane, ma sia una grana che si protrae ormai da diversi mesi. Già lo scorso maggio infatti avevano fatto preoccupare e non poco le condizioni del manto erboso dello stadio, apparso in pessime condizioni per la disputa delle finali del campionato Uisp. Va infatti ricordato come il terreno di gioco del “Melani” sia stato calpestato per l’ultima volta dalla Pistoiese a fine marzo e che da allora ci abbiano giocato solamente un paio di squadre di Uisp e le finali dei tornei rionali ad inizio luglio.
Logico quindi che il campo non sia stato mantenuto in buone condizioni, ma con l’arrivo dell’estate si è sovrapposto anche il problema della mancanza d’acqua per la regolare irrigazione. Ad approfondire il tema è stata La Nazione, che ha sottolineato come l’acqua che sgorga dall’impianto di irrigazione proviene da una cisterna esterna allo stadio, situata ad una cinquantina di metri di distanza in direzione sud. Tale cisterna, come detto, non riesce però a fornire il necessario quantitativo d’acqua, creando quindi un annoso problema al prato del “Melani”. Quale possibile soluzione dunque? La domanda è stata posta anche all’evento di lunedì direttamente a Sergio Iorio, che ha tentato di divincolarsi un terreno indubbiamente molto scivoloso. Una delle vie d’uscita potrebbe essere utilizzare delle autobotti, che rappresenterebbero però solamente una soluzione temporanea e non definitiva.
Come ricordato ancora sulla Nazione, anche lo scorso anno furono fatte arrivare decine di autobotti da Prato. Per l’estate in corso, grazie all’affidamento diretto alla Boretti&C., di Prato, è stato possibile attingere al pozzo comunale che si trova nei pressi del sussidiario “Turchi. Da lì, grazie alle autobotti, l’acqua verrà trasportata alla cisterna, con ogni singolo spostamento che avrà un costo di 170 euro. Considerando che sono necessari quasi 40 spostamenti, la cifra totale a carico del Comune supera i 6mila euro. Anche alla luce delle complicazioni, logistiche ed economiche, l’obiettivo della Pistoiese sarebbe quello di costruire un nuovo pozzo all’interno dell’impianto, in particolare nell’area sottostante alla tribuna sud del Melani. L’iter tecnico e burocratico è però reso complesso da una querelle legata alla proprietà del terreno e alla non possibilità, per il momento, di procedere con gli interventi.
Intanto una buona notizia è arrivata da parte del curatore fallimentare, che la scorsa settimana ha assegnato alla Fc Pistoiese, dopo regolare procedura d’asta, tutti i beni, sia materiali che immateriali, della “vecchia” Us Pistoiese 1921. Tra questi anche gli uffici della “storica” sede in Via delle Olimpiadi, dalla quale nella giornata di lunedì sono stati rimossi i sigilli posti lo scorso 4 aprile dalla Guardia di Finanza. Contestualmente, il Comune ha emesso un provvedimento temporaneo di uso della struttura, nell’attesa che venga formalizzata la concessione annuale dell’impianto alla società arancione, il che dovrebbe avvenire entro un paio di settimane.



