Tante emozioni a Cireglio per l’intitolazione a Kobe Bryant del campo di basket, dove il Black Mamba ha segnato i primi canestri da bambino
C’è chi frigge i bomboloni e chi mette la musica. Chi, confinato in cucina da sempre fulcro delle feste di paese, sbircia tutta quella gente salita a Cireglio. Sorride da lontano ai giocatori del Pistoia Basket, sgomita perché “c’è anche coach Brienza”, “è arrivato il sindaco”, ci sono anche i vips per quella una serata speciale in cui i protagonisti però non sono loro. Tanto che quando capitan Della Rosa e il sindaco Tomasi vengono chiamati per il taglio del nastro al nuovo “campetto” Kobe Bryant, insistono perché con loro ci sia qualcuno della Pro Loco di Cireglio. Che ovviamente resta dietro le quinte, senza turbare il clima semplice, popolare, autentico che ha accompagnato il primo “Memorial Kobe Bryant”. Quell’umanità verace, quel senso di comunità che non solo aveva risucchiato tanti anni fa il piccolo e talentuoso figlio del fenomenale Joe- l’eroe della prima Maltinti in serie A della storia dei canestri pistoiesi- e quella famiglia che pareva uscita dalle copertine dei rotocalchi. Quella gente con la gioia semplice di stare insieme che il Black Mamba, anche nel clou della sua carriera stellare, con una vita scandita dai ritmi dello show business ad un oceano di distanza dal campino di Cireglio, non aveva mai dimenticato.
Anzi. Gli amici di una volta, quelli che erano ragazzini con Kobe alla fine degli anni ’80, quelli delle partite – come direbbe un altro montanaro nostrano come Guccini- “trallumescuro”, infischiandosene se il buio si è impossessato del tramonto ma la partitella non è finita, ripetono orgogliosi la promessa fatta da Kobe nel 2013. In quella visita lampo, ma ugualmente incredibile. Ennesimo segno di un campione sui generis, che in un circo milionario come l’Nba non ha mai cambiato squadra (fedele ai Lakers di cui il nuovo campino di Cireglio riprende il giallo viola), che ha sempre tenuto i contatti in qualche modo con gli amici italiani. Che tra i castagni di Cireglio voleva portare le figlie, per fargli conoscere quella vita a misura d’uomo impensabile in quella città di città che è Los Angeles. Anche se sei tra quelli che arrivano nello sconfinato Staples Center dalle spiagge di Beverly Hills e dalle colline di Hollywood e non dai quartieri dove il mare nemmeno si vede. “Voleva portarle qui per fargli vedere come si vive in un posto dove si conoscono tutti- dice l’amica Alessia Pierattini, instancabile motore dell’iniziativa insieme a tutta la Pro Loco presieduta da Filippo Zuccherini- in un posto dove si può girare da soli in strada, dove i ragazzi dopo la scuola stano insieme tutto il giorno. Dopo esser rimasto male del degrado del campino, ci aveva detto che ci avrebbe aiutato a rimetterlo. Ecco ora quella promessa l’abbiamo portava avanti noi”.
Gli occhi soddisfatti di una serata riuscita, diventano lucidi e non può essere altrimenti. Prima di raccontarle ai giornalisti di mezzo mondo e ai tifosi del pluricampione Nba, che da quel maledetto gennaio 2020 salgono a Cireglio sulle tracce dell’Italia di Kobe, le hanno raccontate ai ragazzi del paese. In quelle serate d’estate dove, anche se il bar chiude e ci vuole la felpa perché è un bel freschino, chi va a letto se ci si mette a parlare di Kobe. Il gruppo giovani è nella lunga lista dei ringraziamenti della Pro Loco non solo per l’impegno messo nel Memorial, un grande successo visto che in pieno agosto sono state una ventina le formazioni di tre contro tre che si sono sfidate e tantissimi i panini serviti. Prima delle giornate per Kobe, ci sono state tante iniziative con cui il paese si è rianimato, tante cene di autofinanziamento che hanno reso possibili i lavori di messa a nuovo di un campino invidiabile dai baskettari di una città in perenne sofferenza di impianti. I ringraziamenti vanno letti con attenzione, tante sono le persone che in qualche modo hanno dato una mano. Gli sponsor (Color Lab, Bat, Giusti Edilizia, Caparol, Porrettana Gomme, AgriVivai, Cambi Edilizia, Pasta alla Bolognese, Roberto Marconato, Agenzia Immboliare Neri e Nannini, Vi Opera, Cinema Imperiale Montecatini).
Poi chi (Marcello Casseri, Daniele Gaggini, Claudio Begliomini e Tiziano Nerini) ha passato le ferie a rimettere la rete, lustrare fondo e tabelloni e rimuovere pure alberi e rami caduti nel rettangolo di gioco dopo il maltempo dei giorni scorsi. Fino al sindaco e all’amministrazione per aver accelerato i tempi burocratici e la Curia che ha concesso in comodato d’uso alla Pro Loco per vent’anni l’area sportiva di proprietà della parrocchia. “Io sono qui per benedire il campino ma la vera benedizione siete voi” ha detto giustamente Padre Paul, rivolto alla sua gente che tanto ha fatto per riappropriarsi di uno spazio aggregativo che fa battere forte il cuore e riapre il libro dei ricordi. “Questo è solo l’inizio- dice Filippo Zuccherini, presidente della Pro Loco– vogliamo rimettere tutta l’area che ha già due campi da tennis funzionanti. Vogliamo ampliare con le misure regolamentari il campo da basket, rimettere il campo da calcetto, sistemare gli spogliatoi”. Un patrimonio unico tra l’altro in un’area immersa nella natura. Chissà se in questo paesino “a sei km di curve dalla vita”, come cantava Samuele Bersani, dove i suoi genitori scelsero di abitare negli anni pistoiesi, arriverà anche Sharia Bryant. E’ tramite lei, una delle due sorelle di Kobe, in questi giorni in Italia con Vanessa Bryant, che Alessia e gli amici di Cireglio hanno fatto sapere a babbo Joe e mamma Pamela di quest’iniziativa. In questo pezzettino di Italia con un campino che si affaccia sulle milleluci della città laggiù in fondo, che sarà sempre casa loro.



