Un primo tempo perfetto e nervi saldi nella ripresa: la Fabo si affida ai suoi leader per ipotecare la finale promozione
BENITES 6: Dopo aver inciso nel finale di domenica, il funambolico play degli Herons ha un nuovo inizio diesel, dove si occupa per lo più di dare ritmo alla manovra d’attacco e mostra la solita generosità in difesa. Stavolta non entra nello score, anche perché Barsotti lo tiene seduto più del solito. Ma i 6 rimbalzi e i 4 assist che colleziona rimangono un discreto bottino.
CARPANZANO 6,5: Un gregario che, quando c’è bisogno, sa anche caricarsi la squadra sulle spalle. Nel suo caso, il Carpa-segnale arriva nel terzo quarto, quando Avellino si fa sotto per cercare di rimarginare il gap, con delle giocate di gran classe e con una freddezza da bounty killer. Chiude al confine con la doppia cifra, certificando il fatto che questi play-off sono stati anche suoi.
CHIERA 8: Non c’era miglior modo di iniziare questo secondo atto di finale se non con due triple delle sue. Ma è solo l’antipasto di un tango travolgente che porta i termali al +20 a quasi metà secondo quarto. La mano, insomma, è quella delle serate magiche. E anche quando il gioco si fa duro, riemerge nel finale con la sua classe e la sua capacità di far brillare i compagni. MVP indiscusso di giornata, con percentuali che in una finale play-off sono doppiamente clamorose.
NATALI 5,5: In una serata estremamente esaltante per gli Aironi, a soffrire è proprio il loro capitano: subito caricato di falli e quindi mai in grado di accendersi. Poco male, per carità. Infatti quello che può fare è mettere energia e pressione fino alla quinta infrazione ad inizio quarto periodo.
ARRIGONI 7,5: Ripetere l’exploit di Gara-1 oltrepasserebbe il concetto di “sovrumano”, ma lui non lo sa e quindi parte subito con la quinta inserita propiziando il primo parziale che manda in time-out Avellino. Prosegue poi facendosi sempre trovare pronto: ormai non stupisce più la sua capacità di dare una spallata alla gara. Quando serve Sgobba per il ritorno a +15, dopo tanta sofferenza, il Palaterme capisce che è fatta e si illumina a festa. Chiude sfiorando la doppia doppia: semplicemente un fattore.
LORENZETTI 7: Muscoli alla dinamite in mezzo ai giganti per farsi spazio. Il copione di questa serie per il pivot bonsai degli Herons era risaputo, in primis da lui stesso. Ecco quindi arrivare un’altra prova di coraggio e di spallate, con un finale da arma segreta che lo fa chiudere in doppia cifra e lo rende ancora di più uno degli altri segreti vincenti di questa stagione. Perché il cuore arriva più in alto dei centimetri di gap: le sue urla ferine scuotono il PalaTerme quasi come quelle dei suoi tifosi.
GIANCARLI 6,5: Lavorare sottotraccia, mettere le mani sulle linee di passaggio, volendo anche qualche sana botta sulle braccia degli avversari. Ringhia, corre e lotta su ogni possesso: il solito Giancarli insomma. Un’abnegazione che, alla fine, viene premiata con la bomba che fa partire definitivamente i titoli di coda di una sfida da guerrieri impavidi. Una Gara-2, insomma, adatta a chi non molla un centimetro come lui.
DELL’UOMO 6,5: Solita incosciente e straripante energia quando attacca il canestro, oltre all’encomiabile lavoro che compie su avversari più fisicati di lui. Nel primo tempo gli manca solo di segnare in faccia a Bortolin, cosa che lo avrebbe fatto entrare negli Avengers. Ritorna più umano nel secondo tempo, dove gli fischiano qualche fallo di troppo e gli prendono le misure in difesa, ma il mantello e il costume sono comunque meritati.
SGOBBA 7: Ritrova il parquet dopo aver saltato sfide importanti che i suoi compagni hanno comunque portato in porto. Prima buona notizia, quindi. La seconda arriva subito dopo, con due appoggi a canestro d’autore e d’esperienza che esaltano il PalaTerme. Arriva a 21′ finali in campo e 9 punti, certificando il suo completo recupero nel momento più importante di una stagione cui ha contribuito in maniera innegabile.
RADUNIC 7,5: Serviva una partita da centrone cinico e spietato: nel primo quarto si fa trovare più che pronto mettendo in crisi il rivale Bortolin. Stavolta è anche la sua serata e lui si prende il palcoscenico piazzando colpi importanti e arringando i tifosi. Segnando, inoltre, con 5/7 dal campo e piazzando anche 3 stoppate. Il gigante croato guarda tutti dall’alto in basso: manca solo l’ultimo scalino per non essere più raggiungibile.




