Alessio Biagioni, cresciuto con la maglia della Pistoiese, si racconta: «Anno pieno di emozioni, spero ne arrivi un’altra ancora più bella»
Il senso di appartenenza è, secondo la più classica delle definizioni, un sentimento di inclusione che dà la percezione del nostro valore all’interno di un determinato contesto. In un certo senso lo si può intendere come l’attaccamento che ognuno di noi ha verso quel particolare contesto. Alessio Biagioni sa benissimo cosa vuol dire indossare la maglia della Pistoiese e conosce altrettanto bene il significato della parola “pistoiesità”, che non si può trovare sulla Treccani né su Google. La pistoiesità è intesa come l’orgoglio di essere un cittadino di Pistoia oppure, come nel caso di Alessio, di difendere i colori arancioni della principale squadra cittadina. Lui a Pistoia ci è nato e cresciuto con la propria famiglia e dopo tanti anni nelle giovanili quest’anno ha avuto anche l’occasione di vestire la casacca della prima squadra nel campionato di Serie D.
PISTOIESE DOC
«Ho sempre giocato in società della provincia – conferma Biagioni – e in arancione sono arrivato per disputare il campionato Under 15. Da lì in poi ho fatto la trafila nel settore giovanile: Under 15, due volte l’Under 17, sia coi 2002 che coi 2003 e poi la Berretti. Nell’estate 2021 ho fatto la preparazione con la prima squadra, andando in panchina un paio di partite prima di trasferirmi al Cascina in prestito. Vestire la maglia della Pistoiese è un onore ma anche un onere. Tutti abbiamo una grande responsabilità, quella di difendere i colori di una piazza storica e prestigiosa, ma io mi sento comunque in “dovere” nei confronti della città in cui sono nato. Fin da bambino sono sempre andato in Curva Nord e oggi vedere di nuovo il settore pieno di tifosi è un’enorme emozione. Lottare per questa squadra è un sogno, ma anche un grande impegno».
SI TORNA SEMPRE DOVE SI È STATI BENE
Come detto dallo stesso Biagioni, dopo tanti anni passati con la maglia dell’Olandesina, la prima esperienza tra i grandi è arrivata col Cascina, in Serie D: «L’esperienza in rossoblu mi ha aiutato tanto – racconta il difensore. Dopo aver pagato un po’ lo scotto dell’esordio, ho giocato quasi tutte le partite, spesso da titolare, contribuendo alla salvezza della squadra. Sia a livello collettivo che personale posso dire di aver raggiunto il mio obiettivo». Portata a termine la missione in terra pisana, Alessio è tornato alla Pistoiese, reduce nel frattempo da una bruciante retrocessione: «Una volta fatto ritorno qua mi sono calato nella nuova-vecchia realtà con tanta dedizione, sapendo che in città c’era molta amarezza dopo quanto successo ai playout contro l’Imolese. I primi mesi non sono stati facili sul piano dei risultati, poi col cambio di allenatore abbiamo cominciato a recuperare terreno fino alla rimonta sulla Giana che si è concretizzata tra febbraio e marzo».
UNO STOP CHE NON CI VOLEVA
Il percorso di questo campionato non è stato però tutto rose e fiori. Il 6 novembre, durante la partita contro l’Aglianese, il numero trentanove è costretto a chiedere il cambio per un problema fisico. Gli esami evidenziano un’infiammazione nella zona del pube e per più di due mesi Biagioni deve stare lontano dal campo: «Penso che l’infortunio sia arrivato nel peggior momento possibile – spiega lui. Era la seconda partita sotto la guida di Consonni e il mister aveva scelto di darmi fiducia in entrambe le sfide. Poi, durante la mia assenza, la squadra ha cambiato pelle, sia per i movimenti di mercato nel mese di dicembre sia per l’impronta e per le vittorie portate dal nuovo allenatore. Di fatto quando sono rientrato ho trovato una situazione molto differente rispetto a due mesi prima, di classifica e non solo. Le prime settimane ho accusato un po’ di fatica a livello fisico, ma non ho mai mollato e oggi sono contentissimo dello spazio che mi sto ritagliando».
UN ANNO DI EMOZIONI, SPERANDO ANCORA NELLA GIOIA PIÙ GRANDE
Dovendo fare un quadro complessivo dell’annata fino ad oggi, quale sarebbe il giudizio del giovane difensore? «La definirei una stagione ricca di emozioni. Pur con alti e bassi, che nel calcio sono all’ordine del giorno, in questo campionato ho vissuto dei momenti che difficilmente dimenticherò. Due di queste sono sicuramente le vittorie nei derby contro il Prato. All’andata al Lungobisenzio sembrava di essere in Serie A, con lo stadio pieno e i nostri tifosi a cantare a squarciagola. Al ritorno purtroppo il pubblico è mancato, ma i festeggiamenti finali alla rete di recinzione sono stati qualcosa di unico. Per me le sfide contro i lanieri sono sempre speciali, sin da piccolo conosco la grande rivalità che c’è e i due successi di quest’anno hanno avuto un sapore dolcissimo. La nostra speranza però è un’altra: che la gioia più grande debba ancora arrivare. In tre partite tutto può succedere, come siamo scivolati noi può scivolare anche la Giana. Il destino non è più nelle nostre mani, ma ci proveremo comunque fino alla fine».




