La Pistoiese ha ottenuto tre punti lontano dal Melani solamente a metà settembre contro il Progresso. Per crescere serve cambiare marcia
Il ko della Pistoiese a Sasso Marconi ha certificato ulteriormente come la Pistoiese stia facendo fatica a raccogliere risultati in trasferta. Da un lato è vero che quella sul campo dei gialloblu è stata la prima sconfitta, ma dall’altro c’è da dire che in cinque partite è arrivato un solo successo. Era il 22 settembre quando l’Olandesina si impose 0-2 a Castel Maggiore contro il Progresso nella prima e finora unica vittoria lontana dal “Melani”. Nelle altre quattro gare, oltre al recente ko, sono arrivati tre pareggi: 1-1 a Fiorenzuola, 0-0 a Lentigione e Prato. Un ruolino di marcia che colloca gli arancioni al nono posto per punti ottenuti fuori casa, sei in cinque gare, in una graduatoria comandata dalla Cittadella Vis Modena con nove gettoni guadagnati.
Cambiare marcia in trasferta dovrà essere un imperativo per la Pistoiese, soprattutto se il divario dalla capolista Tau vuole essere colmato il prima possibile. Già a partire dal prossimo impegno, quello sul campo dell’Imolese in programma domenica 3 novembre, gli arancioni tenteranno di invertire il trend e di portare a casa punti pesanti. Ma si può davvero parlare di mal di trasferta? Andando ad analizzare le prestazioni, l’unica gara esterna in cui la Pistoiese ha veramente sofferto è stata quella di Prato. A Lentigione e soprattutto a Sasso Marconi, i ragazzi di Giacomarro hanno approcciato il match nel modo giusto, mancando poi in fase realizzativa, la costante negativa che si protrae da inizio stagione. Più che la questione casa-trasferta, la Pistoiese dovrà lavorare sugli aspetti tecnici che da inizio stagione non hanno mai convinto e dovrà farlo il prima possibile.




