In Campania la Fabo Montecatini cercherà conferme dopo il derby vinto. Ma la Power Basket può rivelarsi un cliente scomodissimo
Dopo aver reso umana per buona parte della gara una Roseto apparsa fino poco fa come ingiocabile e aver fatto suo il derby contro Chiusi, la Fabo Montecatini non vuole più fermarsi e intende rimanere nelle zone alte della classifica. Il tour de force che però sta per cominciare è di quelli più ostici e la prima tappa sarà la trasferta di Salerno. Seguiranno poi la sfida casalinga contro la Pielle Livorno e infine un’altra gara fuori porta a Fabriano. Un tris di gare che in ogni caso rappresenterà un crocevia importante per il prosieguo di stagione. Intanto però coach Barsotti e la sua truppa dovranno ritrovare subito la vittoria su un campo difficile al cospetto di un’avversaria che è stata tra le sorprese di questo primo scorcio di Serie B Nazionale.
TALENTO E ESPERIENZA
La Power Basket allenata da coach Daniel Farabello ha avuto un grandissimo inizio con tre successi consecutivi, cedendo poi solo a formazioni come Fabriano, Luiss Roma e Ruvo di Puglia. Merito di un roster estremamente competitivo, specie per quanto riguarda il reparto esterni dove primeggia l’argentino Lucas Chaves. Tra i migliori realizzatori del Girone B (17.6 punti di media), il classe 1994 sta trascinando i suoi insieme al connazionale Nicolas Manuel Stanic, eccellente habitué del terzo campionato nazionale. Così come lo è anche il lungo montenegrino Lazar Kekovic, l’anno scorso sempre a Salerno ma sponda Virtus Arechi dopo aver vestito anche maglie prestigiose come quelle di Ruvo di Puglia e della Viola Reggio Calabria.
Sono, questi, solo i pezzi più pregiati di un roster che non difetta assolutamente di talento ed esperienza. Lo può ben dire Nicola Mei, guardia ormai prossima ai quaranta che a Salerno sta comunque viaggiando a 8.4 punti di media e col 52% da dietro l’arco. Parliamo in effetti di uno che non sfigurava affatto neanche in A2. Dall’altra sponda di Salerno è arrivato anche il campano doc Ferdinando Matrone, pivot che due stagione orsono fu tra i protagonisti della promozione della Real Sebastiani Rieti. Il posto sotto canestro alla palla a due è però dell’ex San Severo Yande Fall, di cui si ricordano, sempre in Serie B, stagioni costantemente vicine alla doppia doppia di media.
Il quintetto ideale lo completa infine uno che a Montecatini ha vissuto belle stagioni in maglia Gema, ossia Bruno Duranti. Più giovani ma con già un buon bagaglio alle spalle gli altri due importanti elementi del roster. Da una parte il classe 2000 Giancarlo Favali, che ha contribuito alla promozione di Capo d’Orlando nella scorsa stagione, e dall’altra il 2001 Giulio Candotto, visto in Toscana con la canotta di Chiusi.
FABO, L’ORA DELLA VERITÀ
Trionfare al PalaSilvestri può rappresentare un ulteriore passo in avanti per Natali e compagni, specie dopo essere stata la prima a poter veramente far cedere la capolista e ancora imbattuta Roseto. Come già sottolineato da Emanuele Trapani in settimana, gli Herons stanno mostrando una crescita continua, pur concedendo ancora troppi recuperi alle avversarie. La vittoria contro Chiusi è stata una dimostrazione fedele di quella che è la forza di un roster costruito per puntare in alto.
E dopo sette giornate di campionato la Fabo ha innanzitutto mostrato di poter contare su un arsenale da promozione. Arrigoni si è confermato l’uomo a tutto campo e il leader tecnico ed emotivo di questa squadra, fornendo punti ma anche imponendosi come uno dei rimbalzisti top (9.1 carambole a gara, di cui 7.7 in difesa che lo rendono il primo specialista del girone) e tra i migliori del campionato per valutazione (19.3). E con un Giorgio Sgobba tornato a grandi livelli dopo una prima stagione agli Herons condizionata dagli infortuni e un Adrian Chiera in grado di spaccare la partita in qualsiasi momento, anche il neo arrivato Trapani ha contribuito a rendere ancora più pericoloso il gioco offensivo.
Il percorso non è semplice, visto un campionato che vive di partite ravvicinate, ma incredibilmente i margini di crescita ci sono. In primis per quanto riguarda la capacità di servire sotto canestro un totem come Dimitri Klyuchnyk. Per una squadra perimetrale come la Fabo, l’ucraino rappresenta una chiave tattica irrinunciabile nei momenti in cui le avversarie guardano verso l’esterno. Il suddetto tris di gare può però portare in dote una consapevolezza rinnovata per gli uomini di coach Barsotti. E a beneficiarne sarà anche un campionato già molto appassionante, dove gli Herons si potrebbero reimporre a pieno come la superpotenza che sono.



