A rilanciare il tema è stato il sindaco Del Rosso sui social. Ma c’è qualcuno che vuol provare a rendere possibile l’unità di intenti?
La tematica, in città e non solo, tiene banco da parecchio tempo e a metterla definitivamente sul tavolo ci ha pensato il Sindaco di Montecatini, Claudio Del Rosso. Una sola Montecatini dei canestri: un auspicio e un sogno di tanti ma anche un tabù che fino ad oggi era rimasto relegato nelle interviste e nelle dichiarazioni di tanti che il mondo Herons e Pallacanestro Montecatini lo vivevano dal di fuori. Invece, con un post su Facebook, in cui ricordava lo storico gruppo del tifo rossoblù della “Falange d’Assalto”, primi supporter dell’allora Montecatini Sporting Club, di cui anche il Sindaco da ragazzo ha fatto parte, il tema è diventato velocemente una questione attuale e, forse, anche urgente. A farla deflagrare, appunto, l’auspicio del Primo Cittadino con una frase inequivocabile: «il prossimo anno mi piacerebbe vedere una sola squadra che rappresenti tutti i montecatinesi».
A rincarare la dose e a ribadire il punto di vista del Municipio ci ha poi pensato l’assessore allo sport, Marco Silvestri, che dalle colonne del quotidiano La Nazione ha sottolineato come per l’amministrazione cittadina l’auspicio sia quello di «vedere La T Gema e Fabo Herons unire le forze per costruire una Montecatini unica e più forte». Silvestri ha anche specificato che questa sarebbe una necessità dettata dalla volontà di utilizzare il PalaTerme non solo per la pallacanestro ma anche per gli eventi. A riguardo è stato chiaro, spiegando che «l’intenzione è quella di sfruttare il PalaTerme anche per il turismo, ospitando dunque eventi di ogni genere: con due squadre ad utilizzarlo sarebbe molto complicato comporre le esigenze dell’amministrazione con quelle di entrambe», con un’eventuale gara per l’affidamento in gestione dell’impianto a uno solo dei due club, soluzione che rischierebbe di tagliare fuori in maniera significativa l’altro.
RAPPORTI DA TENERE STRETTI
Le due squadre sono reduci da un’altra stagione strepitosa in B Nazionale, dove nel girone B hanno chiuso al terzo e quarto posto, bissando a parti invertite il risultato dello scorso anno, quando il girone era composto da meno avversarie. Adesso i playoff, dove entrambe proveranno ad arrivare fino alle serie finali che mettono in palio tre promozioni per l’A2. E non è un caso, probabilmente, che le esternazioni della governance cittadina si siano fatte chiare ed esplicite, oltre che pubbliche, proprio nelle settimane successive a quelle in cui si è fatto un gran chiacchiericcio in merito ad un possibile passaggio della Pallacanestro Montecatini a Pistoia per usarla – magari, chissà – come trampolino per ripartire senza più il debito milionario che affligge il club biancorosso.
Eventualità, quest’ultima, poi smentita pubblicamente dal patron Alessandro Lulli con un categorico «non vi è nulla di vero e non è una questione che ci riguarda» dichiarato al quotidiano La Nazione. Il tutto, comunque, con la presenza costante, anche martedì scorso, dei rappresentanti di Estra e uomini del Pistoia Basket, presenti al PalaCarrara. Evidente, quindi, come fuori dalla Valdinievole abbiano capito che un imprenditore come Lulli e un’azienda come Gema siano una rarità di questi tempi per investimento ed energie profuse nella pallacanestro toscana.
Così come preziosi sono e altrettanto stretti vanno tenuti tutti quei partner, soci e sponsor che da diverse stagioni sono al fianco degli Herons che consentono di avere a disposizione budget importanti per la categoria. Con l’allarme, stavolta in direzione Gema, che non succeda di veder scappare questo marchio e questa azienda, restando con un nulla di fatto in mano: questo sì che sarebbe un disastro per la palla a spicchi termale.
RENDERE POSSIBILE L'”IMPOSSIBILE”
Per le due Montecatini dei canestri all’orizzonte poi c’è già la prossima stagione che inizierà, inderogabilmente, tra 45 giorni. Vivere il presente fatto di giorni decisivi per continuare il cammino nella post season e al tempo stesso pianificare il futuro, nel mentre in tanti si fanno una domanda: è possibile avere un’unica squadra rossoblù che faccia sintesi delle peculiarità e dei punti di forza che caratterizzano i due club dei canestri di Montecatini?
Difficile, qualcuno già sentenzia che addirittura sia impossibile, ma la vera questione è capire se ci possa essere qualcuno che vuol provare a rendere possibile l’unità di intenti. Di sicuro i tempi tecnici non aiuterebbero due società che su questo tipo di argomento non hanno mai avuto interazioni e quindi dovrebbero iniziare un dialogo da zero. Il tutto comunque senza dimenticare che, invece, il potenziale incastro fra le “Due Montecatini” potrebbe rappresentare un mosaico interessante dove andrebbero a combaciare tasselli che completerebbero gli aspetti in cui una delle due possa essere più indietro dell’altra.
E chissà che per unire la Montecatini dei canestri, anche se può sembrare un paradosso, la soluzione non possa essere quella di una terza squadra che sia l’espressione e la massima sintesi delle due precedenti che lì andrebbero a confluire. Un nome nuovo, i colori rossoblù e i pilastri di entrambe a sorreggere la struttura societaria della nascitura realtà di riassunto del cammino delle due attuali. Ad oggi è quasi utopia, ma con il derby oltre il Serravalle mai così vicino, chissà che i due mondi, oggi distanti, non trovino un senso, una necessità e un’urgenza di avvicinarsi.



