Una vita da bomber: intervista doppia a Compagnone e Petrucci

Intervista doppia a Riccardo Compagnone del Monsummano e Leonardo Petrucci del Virtus Montale, migliori marcatori di Prima con 8 reti segnate

8 reti dopo 10 giornate. Questo l’impressionante score fino a questo momento registrato non da uno, ma da ben due calciatori delle compagini pistoiesi impegnate nel Girone B di Prima Categoria. Stiamo parlando di Leonardo Petrucci del Virtus Montale e di Riccardo Compagnone del Monsummano, migliori marcatori del campionato fino a questo momento.

Entrambi sono andati a segno nel derby che ha visto le due già citate squadre contrapporsi nell’ultima uscita, il primo realizzando un gol su rigore, l’altro rendendosi autore di una tripletta decisiva per il risultato finale di 2-3. Andiamo alla scoperta di questi due bomber, accomunati dalla quantità di reti messe a segno ma, allo stesso tempo, così diversi tra di loro.

PETRUCCI: «IL GOL AL SELVATELLE UNO SLANCIO INDIVIDUALE»

Otto gol segnati nelle prime dieci partite, un ruolino di marcia strepitoso pur considerando i quattro rigori che, ricordiamolo, vanno comunque realizzati. Qual è stato di questi il gol che consideri il più bello?

«Prima di tutto ci tengo a dedicare tutti i gol che sto facendo alla squadra, perché è merito loro se sto ottenendo questi risultati personali. Probabilmente la mia rete più bella fino a questo momento è quella contro il Selvatelle, perché l’ho realizzata col sinistro, il mio piede debole, insaccando la palla all’angolino basso. Anche perché, forse, quello è stato uno slancio individuale per me. Il merito però, ripeto, è della squadra, della società e dell’allenatore, di tutti noi.»

COMPAGNONE: «IL 2-3 AI VIRTUS MONTALE IL MIO GOL PIÙ PESANTE FINORA»

Come Petrucci, anche per Riccardo Compagnone sono arrivate ben otto reti nelle prime dieci giornate del Girone B di Prima Categoria, con la maglia dell’Intercomunale Monsummano. Quale consideri il tuo gol più pesante finora?

«Tra l’altro per ora sono otto reti senza rigori. Al momento la rete più pesante, per quanto non sia particolarmente bella essendo un colpo di testa ravvicinato da calcio d’angolo, è quella del 2-3 contro il Virtus Montale dell’ultima giornata. Avendo fatto più o meno un gol ogni giornata tutti sono risultati decisivi per il punteggio finale, ma questo ammetto che mi è proprio piaciuto in maniera particolare perché è arrivato al 90′, ma anche perché ha deciso un derby e ci ha regalato una vittoria che premia la grande partita che abbiamo fatto. Se invece dovessi dirti il più bello per ora di questa stagione, ti direi quello contro la Sanromanese, quando ho ricevuto palla direttamente da un rinvio del portiere, ho stoppato il pallone e ho dribblato difensore e portiere, appoggiando la palla in rete.»

PETRUCCI: «A MONTALE NON MANCA NIENTE»

Quali sono sia le ambizioni del Virtus Montale come squadra, all’esordio in Prima Categoria, sia, di Leonardo Petrucci a livello personale, visto il ruolo da trascinatore che ti sei ritagliato?

«La squadra è stata creata quest’anno, quindi è normale che gli obbiettivi non siano alti. A livello personale sto facendo molto bene e questo è merito del mister Dario Gentili, col quale mi trovo molto in sintonia e che mi permette di avere molto spazio, cosa non scontata in queste categorie ma tanto importante per un giovane come me. Ciò nonostante non mi sono prefissato particolari obbiettivi personali oltre a giocare, che già di per sé non è facile. Per quello che sto vivendo in questo periodo, posso dire con tranquillità che a livello di gruppo, di società e di spogliatoio, non manca niente a Montale

COMPAGNONE: «OBBIETTIVO 200 GOL IN CARRIERA ENTRO FINE ANNO»

Compagnone si conferma bomber e il Monsummano, nonostante qualche punto perso per strada, è tornato prepotentemente lassù. Quali sono gli obbiettivi tuoi personali e le ambizioni della squadra granata?

«A livello personale è facile risponderti. Devi sapere che io mi tengo un quadernino personale, in cui mi appunto tutto. Con i tre gol di domenica contro il Virtus Montale sono a 191 gol totali in carriera e mi piacerebbe chiudere l’anno a 200. Mi pongo anche l’obbiettivo di vincere il Girone B di Prima Categoria, ma questo lo estendo in generale alla squadra. Non ci nascondiamo, siamo consci della nostra forza e del fatto di aver lasciato qualche punto per strada, un po’ per sfortuna, un po’ per i molti infortuni che ci hanno colpiti. Mister Mirco Matteoni è molto tranquillo e sorridente in settimana, poi quando arriva la partita si trasforma in un sergente di ferro. Come squadra siamo uniti, ci vogliamo bene e si lavora sempre con piacere».

PETRUCCI: «MI ISPIRO A CRISTIANO RONALDO E LEAO»

Dal lavoro al tempo libero e quindi agli hobby cosa fa e chi è Leonardo Petrucci fuori dal rettangolo verde di gioco e a chi si ispira, invece, come giocatore?

«Mi considero una persona molto umile, a livello lavorativo faccio il vivaista, che non è facile. Non ho molti programmi nella mia giornata ad eccezione del lavoro e del calcio. Quando posso esco e mi svago. In ambito mondiale, il giocatore che per me è fonte di ispirazione è Cristiano Ronaldo, per la dedizione e la costanza che ha sempre messo in vita sua. Per questo motivo il fuoriclasse portoghese è il più forte di tutti e quindi mi ispiro a lui. In ambito Milan invece, essendo io tifoso rossonero, prendo molto spunto da Leao. Lo so, magari fa sempre la solita giocata, ma la esegue talmente bene e con una velocità tale che è imprendibile».

COMPAGNONE: «HO SCELTO DI FARE UN UPGRADE DELLA VITA E FARE QUELLO CHE MI PIACE»

«Al momento non sto lavorando perché mi sono laureato giovedì scorso, il 17 novembre, in ingegneria informatica. Al di fuori del campo ho un bambino di sei anni, che anche mentre stiamo parlando è qua accanto a me. Ho vissuto molte peripezie essendomi sposato molto giovane, nel 2016. Mi considero un ragazzo espansivo, solare, sociale quando si tratta di fare gruppo, uno che anche a livello calcistico mi sono sempre fatto voler bene. Mi considero molto tranquillo. Un tempo lavoravo in un’azienda, adesso ho preferito fare quello che mi piace, il calcio. Ho scelto di fare un upgrade della vita e di non limitarmi ad un impiego che non mi dava soddisfazione, mettendo magari in secondo piano l’aspetto economico. Ora sono felice e condivido la mia giornata con mio figlio, che è un “toro” come me e con la mia più grande passione».

Thomas Alvieri

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