Unione Sportiva Pracchiese, un secolo di calcio e amicizia

Ricordi, emozioni e curiosità in una giornata tutta dedicata al club montano fondato nel 1919. Premiati i giocatori e i dirigenti più rappresentativi

Si è consumata in una piacevole girandola di ricordi, cimeli e brindisi la festa per il centenario dell’Us Pracchiese organizzata sabato 24 agosto all’albergo Melini di Pracchia, dove si sono dati appuntamento vecchie glorie, tifosi e simpatizzanti insieme a dirigenti e giocatori attuali per celebrare un secolo (1919-2019) di calcio giallorosso.

Ne è venuta fuori una giornata emozionante e ricca di curiosità, con il passato che, mentre dirigenti e giocatori più rappresentativi sfilavano tra sorrisi e qualche lacrima più che comprensibile, riaffiorava nella mostra allestita per l’occasione: tra foto d’antan, video amatoriali e trofei di ogni foggia e provenienza, si sono dipanate le storie raccontate dagli oggetti, dai loro possessori o dai protagonisti stessi. Un bagno di memoria collettiva denso di emozioni e testimonianze di quanto lo sport sia importante per la sua capacità di aggregare e fare cultura. Soprattutto in un borgo come Pracchia, che purtroppo della comunità in cui tutto questo è nato e si è sviluppato conserva solo un lontano ricordo.

Centenario US Pracchiese

A provare a tenere in vita un’idea di sport fatto di passione e amicizia, da sempre vanto del gruppo sportivo, curando come un figlio il piccolo impianto sportivo del paese e portando avanti le attività della gloriosa US, ci sono il presidente Gabriele Micheletti e pochi altri valorosi pracchiesi, giovani e meno giovani, che tra le altre cose ogni anno organizzano il Memorial Amedeo Gianluca Mirco, torneo di calcio a 7 che onora la memoria di tre ragazzi legati ai colori giallorossi prematuramente scomparsi. La dirigenza ha incassato anche la promessa di un aiuto concreto da parte della consigliera comunale Emanuela Checcucci, intervenuta per portare il saluto del sindaco e della sua giunta.

È dall’impegno di questi ragazzi che è nata l’idea di radunare molti dei protagonisti della storia della squadra, ad ognuno dei quali è stato riservato un doveroso riconoscimento: sul palco, dove a presentare la serata c’era il giornalista sportivo Gianluca Barni, si sono alternati tutti i personaggi più significativi della storia della società. Dagli osannati bomber degli anni ’70 e ’80 Sandro Bartoletti e Gabriele Morelli, idoli dei paesani e protagonisti di memorabili (e irripetibili) sfide, a difensori rocciosi come Franco Picchi e fantasisti del calibro di Fausto Nincheri, passando per Nicola Biondi e Alessandro Lombardi, per arrivare infine ai più giovani Michele Melani, Lorenzo Lombardi, Alessio Pavoni e Gianluca Megna. Un pensiero affettuoso è stato riservato anche (e soprattutto) agli scomparsi Luigi Puccianti, Giampaolo Bertocci, Flavio Venturi, Luigi Bertini e Roberto Landroni, tutti dirigenti e presidenti del passato rimasti nel cuore dei pracchiesi per il loro attaccamento alla causa. Alle rispettive famiglie è stata consegnata una targa a ricordo della giornata.

Numerose e divertenti le curiosità riaffiorate dal passato: allo spazio cinema i presenti hanno potuto ammirare una serie di registrazioni in super 8 risalenti a periodi diversi, dall’amichevole di inaugurazione del campo sportivo del paese alla bizzarra sfida con una squadra di religiosi arrivati appositamente dal bolognese. Gli uomini di fede si presentarono in campo con un abbigliamento “castigato” che copriva minuziosamente ogni parte del corpo, ma la sorpresa più grande fu la loro prestazione: i padroni di casa, convinti di vincere con facilità, finirono per capitolare clamorosamente. «I preti», così li ricordano i vecchi del paese, giocarono decisamente meglio aggiudicandosi con merito la partita. Qualcuno ha raccontato di quando a Pracchia un’estate, per giocare in un torneo, arrivò Sentimenti IV, storico portierone di Juve e Lazio a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, altri – più giovani – si ricordano di aver giocato contro un futuro calciatore professionista del calibro di Davide Lucarelli.

Ma c’è un episodio a cui la comunità sportiva del paese è particolarmente legata: negli anni ’70 la società strinse un gemellaggio con l’ASI Superga, una squadra di emigranti italiani in Svizzera, tra cui molti pracchiesi ex operai della SMI assunti dalla Von Roll di Gerlafingen, compagine che negli anni ha contribuito in maniera determinante al processo di integrazione dei tanti italiani espatriati oltralpe in cerca di una vita migliore. Una sfida calcistica di andata e ritorno fu il pretesto per uno scambio di ospitalità all’insegna di una sana amicizia, momenti che sono rimasti nel cuore a molti e che tutti gli sportivi giallorossi, all’unisono, vorrebbero rivivere.

La serata si è chiusa con l’auspicio di riproporre il gemellaggio con gli amici di Gerlafingen, per far sì che il ricordo di quella bella esperienza possa servire da stimolo per trasmettere nuova linfa non solo allo sport, ma anche a tutta la comunità della Montagna Pistoiese.

Giacomo Carobbi
Giacomo Carobbi
Fuori moda, fieramente (ma un po' troppo) sovrappeso, ex cantante beat e speaker radiofonico discutibile, vive tra mille scartoffie, collabora a infiniti progetti editoriali e si interessa alla storia dello sport pistoiese delle origini. Giornalista pubblicista e grafico freelance, è tra i fondatori di Pistoia Sport.

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