Mister Carlo Caramelli poi ripercorre la sua breve storia in biancoceleste, un’avventura in cui la poesia di una possibile risalita del Valdinievole Montecatini ha lasciato ben presto spazio alla certezza di un malato incurabile e senza più forze per evitare il triste epilogo. “Ho visto un approccio positivo alla mia prima partita in panchina, squadra e società sembravano reagire. In quella circostanza la squadra ha offerto una prova più che confortante, nonostante il passivo arrivato nel finale.
Con il San Donato però siamo tornati sulla terra e la squadra ha ripreso a mostrare i limiti che l’attanagliavano. Infine c’è stato lo spareggio con lo Scandicci, in quella gara meritavamo di vincere ma hanno inciso determinate situazioni, come l’episodio del rigore e le nostre occasioni non sfruttate davanti alla porta”.
L’addio con la società termale, dopo le sue dimissioni irrevocabili, è stato comunque amichevole, come conferma lo stesso Carlo Caramelli a fine chiacchierata. “Tre sole settimane sono poche per capire, ma credo di aver preso la giusta decisione. Auguro comunque ai colori biancocelesti e ai suoi dirigenti le migliori fortune”.
La speranza, arrivati a questo punto e in queste condizioni, è che il Valdinievole Montecatini riesca almeno a finire dignitosamente la stagione, salvando in qualche modo almeno quel briciolo di passione e di entusiasmo che si era ricreato intorno alla squadra dopo l’euforica promozione in Serie D. La missione impossibile toccherà al quarto allenatore di questa annata sciagurata, un record davvero poco invidiabile, non l’unico di una stagione da incubo per il Montecatini e i suoi tifosi.




