Presentato sabato al Tettuccio “Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara“, un viaggio tra storie vere, personaggi reali e parole che raccontano l’anima del territorio
Un ritratto autentico della Valdinievole, dei suoi riti quotidiani, del linguaggio e delle persone che l’hanno animata: è questo il cuore di Tra il lusco e il brusco, quando la mosca cede alla zanzara, il nuovo libro del giornalista termale Roberto Grazzini. Un volume in prosa, pubblicato da Nuove Esperienza, presentato nel suggestivo salone Portoghese dello Stabilimento Tettuccio, vero cuore della città termale, nel corso di un evento svoltosi sabato 28 febbraio.
L’opera prende forma come un viaggio ironico e nostalgico tra parole ormai rare, episodi vissuti in prima persona dall’autore e figure realmente esistite, tutte profondamente legate al territorio. L’idea nasce da un parallelismo con il Mondiali di calcio Italia 1990, quando eventi di portata mondiale, come il celebre concerto dei tre tenori alle Terme di Caracalla e la trasmissione televisiva de La Tosca, entrarono nelle case degli italiani. Da lì la riflessione: perché non affidare il racconto dei momenti salienti della propria vita a voci autentiche, appartenenti alla stessa terra?
Tra i capitoli più intensi spicca quello dedicato alla madre dell’autore, macellaia dal carattere deciso e dall’ironia schietta, figura simbolica di una generazione cresciuta “di là dal Serravalle”. Grazzini rievoca un episodio legato all’arrivo degli americani a Montecatini durante la guerra e, con la stessa attenzione, ricostruisce il lessico dei macellai di un tempo, tra tagli di carne e denominazioni oggi quasi dimenticate.
Il libro diventa così anche un piccolo atlante linguistico della Valdinievole, ricco di detti e modi di dire che qui assumono significati diversi rispetto ad altre zone della Toscana. Espressioni comuni vengono reinterpretate, trasformandosi in chiavi di lettura del carattere e delle abitudini locali. Alla presentazione hanno preso parte numerosi ospiti, tra cui il giornalista sportivo Sandro Sabatini, a conferma di un’opera che, pur fortemente radicata nel territorio, riesce a dialogare con un pubblico più ampio grazie alla forza del racconto e della memoria condivisa.



