L’intervista esclusiva alla guardia killer della Valentina’s Bottegone Alessio Paci: «Sono portato per aggredire il canestro ma senza il lavoro della squadra non farei niente»
Classe 1985, Alessio Paci è approdato alla Valentina’s Bottegone qualche anno fa dopo diverse esperienze di livello in giro per l’Italia. La guardia giallonera si è dimostrata, e si dimostra tuttora, uno dei punti cardine del gruppo, uno di quei giocatori capaci di caricarsi la squadra sulle spalle e indicare la via da seguire ai compagni più giovani. Abbiamo parlato un po’ con lui del suo momento e di quello che sta attraversando la sua squadra in questo campionato di serie D.
Ciao Alessio! Partiamo dalla partita di sabato che avete vinto 79-83 contro Lucca. Cosa ha significato questa vittoria?
«Sicuramente è una vittoria importante che fa morale, specialmente dopo la sconfitta rimediata in casa contro Monsummano, dove a mio avviso si erano viste delle cose molto positive. Io del derby guardo il bicchiere mezzo pieno, per l’atteggiamento e la voglia che è stata messa in campo. Ci è dispiaciuto certamente per il risultato finale però questo fa parte del gioco. A Lucca abbiamo riscattato questa prova e ora guardiamo avanti con fiducia».
L’obiettivo principale della stagione qual è?
«Lavoriamo ogni giorno per conquistare i playoff e raggiungerli sarebbe già un grande traguardo. L’anno scorso eravamo in Promozione, questo è il nostro primo anno di serie D e stiamo disputando un buon campionato. Per molti miei compagni questa è una categoria nuova e in squadra ci sono ragazzi giovani che sono all’inizio della loro carriera, quindi per adesso possiamo ritenerci soddisfatti. La voglia di fare ancora meglio c’è: quello che accadrà dopo sarà tutto di guadagnato…».
Voglia che servirà già fin da sabato, quando vi attende una sfida impegnativa. Come vi preparate allo scontro con Donoratico?
«Sarà molto difficile: all’andata contro di loro abbiamo perso. Donoratico è una buonissima squadra ma noi giochiamo in casa e questo deve essere un fattore per spronarci a fare ancora meglio. Vogliamo tornare ad esultare davanti al nostro pubblico e faremo di tutto per conquistare i due punti e far vedere quello che di positivo era venuto fuori contro Monsummano».
Nel derby hai segnato 19 punti, mentre la settimana prima addirittura ne hai fatti 35. Sei un terminale offensivo importante per la squadra…
«Diciamo che è dovuto anche un po’ dall’esperienza. È normale che io, come Mugnai o Marconato, anche se per ruoli diversi, siamo quelli portati a trascinare un po’ di più il resto del gruppo. Sono convinto però che per ottenere dei risultati ci debba essere l’apporto di tutti e non lo dico per circostanza, credo molto nel valore della squadra. C’è chi è più portato per aggredire il canestro e chi invece l’avversario: io faccio parte della prima categoria».
Un’ultima curiosità: ormai sono diversi anni che giochi a Bottegone, cosa ti lega a questi colori?
«In realtà tutto è nato per caso: cinque anni fa sono arrivato per la prima volta a Bottegone, dopo un lungo girovagare per l’Italia, e ho conquistato la promozione in serie B. Quell’anno fu molto speciale per me e mi ha legato in maniera profonda a questa società. L’anno successivo ho cambiato squadra ma poi sono tornato perché a Bottegone mi sento a casa e non escludo di poter chiudere qui la mia carriera».



