Domenica al PalaCarrara arriverà una Openjobmetis Varese reduce da tre vittorie di fila, con la salvezza sempre più alla portata
Quella della Pallacanestro Varese è finora la stagione più anomala di tutta la Serie A. Anomala in quanto andata oltre le più ottimistiche previsioni, dopo premesse affatto positive. Perché, se c’era una cosa che poteva compromettere il cammino dei lombardi in campionato, ebbene questa cosa è poi accaduta. L’addio di Nico Mannion, passato a Milano, ha di fatto privato coach Herman Mandole del giocatore su cui era stata costruita l’intera annata, con tanto di gradi di capitano. Un Red Mamba che proprio a Varese era rinato e che aveva il compito di trascinare un team giovane e perlopiù inesperto.
Tolto lui e comunque incassato il cospicuo buyout, la società di Luis Scola ha avuto il compito di colmare il vuoto lasciato dal play della Nazionale e, in aggiunta, mettere a posto le diverse fragilità insite nel roster. Un periodo non semplice, dove i biancorossi lombardi sono stati spesso inseriti tra i principali candidati alla retrocessione. Fatto sta che, col passare delle settimane, la svolta è arrivata non solo dai nuovi acquisti, ma si può dire soprattutto dall’interno. Ed ecco che, in un finale estremamente positivo del girone di andata, Varese adesso ha 12 punti e si trova a +6 dalla zona retrocessione. Quindi con la più che concreta possibilità di raggiungere l’obiettivo.
VARESE, I NOMI DELLA SVOLTA
Come abbiamo visto al tempo del match di andata tra Estra Pistoia e Openjobmetis, il primo tassello per l’inversione di tendenza è stato il ritorno a Varese di Jaron Johnson. Giocatore amatissimo dal pubblico che non ci ha messo molto a dare il suo fattivo contributo alla causa, imponendosi come secondo miglior marcatore della squadra (13.5 punti a gara) e come l’elemento più decisivo considerando entrambe le fasi. Ma la partenza di Mannion ha prima di tutto liberato il talento di Jaylen Hands, che oggi è il secondo realizzatore dell’intera lega (18.5 punti di media) e il quinto per valutazione (18.9). Il prodotto di UCLA è anche il miglior assistman dei suoi (5.3).
A raccogliere invece i gradi di capitano è stato Matteo Librizzi, 180 cm e quasi 23 primavere di pura energia e grinta interamente made in Varese. E non solo visto che viaggia a 10.7 punti di media ed è il giocatore dell’Openjobmetis con le migliori percentuali da dietro l’arco (44,4%). E sempre parlando di italiani, a vestire i panni del trascinatore è stato anche Davide Alviti (autentico match winner all’andata contro Pistoia). Per l’ex Trento il contributo è di 13.1 punti e 5.1 rimbalzi a partita.
Tornando invece a chi è subentrato a stagione in corso, impossibile non citare Alex Tyus, che in Lombardia aveva già giocato più di un decennio fa presso la sponda rivale di Cantù. Adesso, a 37 anni, è tornato in Italia dando finalmente equilibrio al reparto lunghi di Varese e prendendosi subito il titolo di primo rimbalzista (6.8 a gara) e facendo da chioccia all’acerbo Kaodirichi Akobundu-Ehiogu, che comunque è ancora il miglior stoppatore della Serie A (1.6). Vedremo se, in questo girone di ritorno, anche Keifer Sykes riuscirà a mettere definitivamente il suo talento a disposizione di coach Mandole. Nel frattempo che è ancora ai box, è stato preso dall’Assigeco Piacenza Desonta Bradford, il quale ha avuto un buon impatto con 12 punti di media in tre gare disputate.
UN’ANDATA DA MONTAGNE RUSSE
Si era appunto detto quanto l’ingresso di Tyus abbia rappresentato un importante aggiustamento tecnico-tattico per Varese. A confermarlo è anche la palese differenza nei punti subiti di media tra le prime sette gare e le successive otto, quelle cui ha preso parte il texano classe ’88. Dai 105, infatti, si è passati ai più ragguardevoli 87.9. L’Openjobmetis rimane dunque la peggior difesa del campionato (95.9), ma la strada per un miglior equilibrio nelle due fasi è stata ormai intrapresa. Senza dimenticare il potenziale offensivo di 89.3, che rende i lombardi il quarto miglior attacco della Serie A.
Dopo aver sbloccato la propria classifica proprio contro Pistoia a Masnago, gli imprevedibili uomini di coach Mandole hanno poi realizzato, sempre tra le mura amiche, una doppietta di non poco conto. All’Itelyum Arena sono infatti cadute sia la Virtus Bologna che l’Olimpia Milano. Upset che hanno permesso ai lombardi di non incorrere in ulteriori strisce negative, con le quattro sconfitte ad inizio campionato che rimangono ancora imbattute. E prima del giro di boa sono arrivati anche tre successi consecutivi contro Napoli, Sassari e Treviso.
Nel mezzo un solo evidente passo falso, ossia la sonora sconfitta rimediata al PalaRadi contro Cremona. Fatta eccezione per l’ultima trasferta in Sardegna, Varese non è stata mai capace di esaltarsi sui campi nemici allo stesso modo di come ha fatto a Masnago: in casa infatti il record attuale è di 5-3, mentre fuori uno schiacciante 1-6. Il match del PalaCarrara (palla a due domenica alle ore 19) rappresenterà dunque un altro importante banco di prova per Librizzi e compagni, oltre che un’occasione per mettere ulteriore margine rispetto alla zona calda. Passato il peggio, pur con le polemiche tra tifo organizzato e dirigenza ancora nel vivo, Varese adesso deve solo guardare in avanti.



