La sconfitta negli ultimi secondi è una scoppola tremenda ed immeritata, ma la squadra ha dimostrato di essere competitiva
A Masnago si è consumato un ribaltone molto amaro per l’Estra Pistoia, arrivata ad un passo dall’espugnare l’Itelyum Arena e ad inaugurare il suo campionato con un colpaccio esterno. Sarebbe intellettualmente disonesto dire che il punteggio finale e il vincitore rispecchiano appieno quanto si è visto sul parquet, ma lo sarebbe anche affermare che Pistoia non ha avuto più occasioni per chiudere il discorso ed impedire il recupero di Varese. Un battesimo di fuoco e una doccia gelata, per Della Rosa e compagni. Ma se questo è il principio, dopo la travagliata pre-season, si può guardare al futuro con ottimismo.
ESTRA PISTOIA
WILLIS 6,5 Si prende quasi subito la scena con il piatto forte della casa. Quando ha la palla tra le mani ostenta sicurezza, ma come successo quasi sempre durante la pre-season non regge sempre la pressione dei riflettori puntati su di sé. Sparacchia un po’ dalla lunga, ma i suoi punti ritornano nel momento più opportuno, ossia quando Varese prova a reagire e a risalire la china. Manda dei segnali davvero buoni, al suo esordio.
DELLA ROSA 6,5 E rieccoci qua, da capitano nel basket che conta. Un giorno che in casa sarà stato cerchiato e circondato da innumerevoli freccette sul calendario. E quando l’evento è così sentito, “Della” tira fuori il costume da supereroe. Intensità e leadership per tutta la sua permanenza sul parquet, ma anche due triple consecutive nel secondo quarto per lanciare i suoi compagni e dare l’inerzia a Pistoia.
MOORE 6,5 Se non fosse per il finale, parleremmo di uno dei debutti più impressionanti nella storia recente di Pistoia. Dimostra da subito di essere un fattore importante, sia per la sua capacità di segnare che di dare ritmo alla manovra. Quando c’è da tirare fuori il coniglio dal cilindro, lui è sempre pronto ad entrare in azione. Meglio sicuramente il primo tempo del secondo, dove inizia a perdere lucidità fino al finale, in cui fallisce un libero e poi si palleggia sui piedi dando a Varese la palla della rimonta.
SACCAGGI 7 A 31 anni e dopo 13 anni di carriera, è arrivata finalmente la prima gara in A1 per “Lollo” e lui si è presentato a questo importante appuntamento scegliendo la strada più saggia. Sul parquet mette tutto ciò che lo ha sempre reso e lo rende tutt’oggi un giocatore amato dal suo pubblico: non dà pace agli avversari, martella prepotentemente e si lascia qualche piccola iniziativa per tagliare l’area e andare a canestro. Il messaggio è stato spedito: spirito e grinta, con lui, non mancheranno mai.
DEL CHIARO 7 Merita davvero un gran plauso la sua prima in questa nuova stagione, lui che la Serie A l’aveva già vista da giovanissimo dodicesimo uomo e che adesso, ritornandoci più grandicello, è chiamato alla maturazione. Nel quarto d’ora in cui resta in campo, “Angelone” fa tutto con grande pulizia. La sua presenza dentro l’area è visibile e non si lascia impressionare neanche quando davanti ha un signore di nome Cauley-Stein. Un ottimo primo capitolo in una stagione in cui il suo contributo sarà importantissimo.
BASILE 6,5 Vista la settimana scarsa di allenamenti con la nuova squadra e la pur sempre giovane età, il lungo arrivato in prestito da Tortona riesce a dare il suo contributo, che aldilà dei punti consiste soprattutto nel dare a Pistoia più fisicità e nel creare importanti mismatch all’interno dell’area. Inoltre, dimostra grande intelligenza nelle scelte palla in mano e non appare mai in sofferenza in difesa.
WHEATLE 6,5 Per il britannico il ritorno in Serie A si apre con un test davvero ostico, visto l’Hanlan del primo tempo. Carl, in quel frangente di partita, punta alla sopravvivenza e si rende utile in attacco grazie alla sua capacità di correre in transizione. Nella seconda parte il canadese diventa decisamente più contenibile e si rivede così il ministro della difesa e del recupero che ha fatto le fortune di Pistoia negli ultimi anni.
HAWKINS 6 Sono suoi i primi punti di Pistoia in questa stagione. Mostra, soprattutto nel primo tempo, il suo potenziale balistico, ma al contempo soffre in difesa contro Brown, suo ex compagno ai Raptors 905. Decisamente meno a fuoco rispetto alla pre-season, anche se forse la squadra avrebbe potuto sfruttarlo di più quando i punti cominciavano a scarseggiare. Ovvia, comunque, con ottimi recuperi palla: altro marchio di fabbrica.
OGBEIDE 6 Vale il discorso fatto per Moore, in misura maggiore. Perché una partita da doppia doppia, dove il centro di origine nigeriana giganteggia nella stessa area del signor Cauley-Stein, non può non essere considerata nel giudizio. Nel complesso è un fattore, prima nel bene e infine nel male. Pesano come macigni il 2/6 ai liberi e gli errori in appoggio a canestro, compreso quello a fil di sirena che strozza l’urlo in gola a tutti i tifosi di Pistoia. Oggi abbiamo avuto modo di vedere, per la prima volta, gli importanti mezzi che Ogbeide ha a disposizione: sarà suo compito imparare a usarli al meglio.
COACH BRIENZA 6,5 Dopo una pre-season vissuta a rabberciare e con l’uomo che gli consegnato la Serie A fuori per infortunio, per un dettaglio non espugna Masnago. Ancora una volta la forza della motivazione e la sua inscalfibile fiducia nei confronti dei suoi giocatori saranno la ricetta per riuscire a realizzare l’impensabile. Oggi ci va vicinissimo e sappiamo quanto ci ripenserà fino a domenica. Intanto non possiamo che consolarci per come la squadra lo ha seguito in questa prima uscita: difesa in crescendo, atteggiamento competitivo e un gruppo che lascia il cuore sul parquet.
TOP E FLOP VARESE
IL MIGLIORE: MORETTI 7 Fino alla fine del terzo quarto, era il candidato numero uno per la non invidiata palma di peggiore in campo. Nel quarto periodo, invece, è l’autore principale della rimonta, finendo ciò che aveva iniziato l’altro top di oggi, ovviamente Cauley-Stein. Dopo un primo tempo in cui si è limitato da solo con i falli, il ragazzo cresciuto a Pistoia ha ritrovato tutto ciò che lo ha reso uno dei giocatori italiani più talentuosi della sua generazione. In una partita giocata per lo più male dalla squadra, chi mette il punto della vittoria merita l’MVP.
IL PEGGIORE: SHAHID 5 Di solito un americano che ti parte dalla panchina è qualcosa di invidiabile. A guardare, invece, la prestazione del prodotto di North Dakota State, possiamo per ora evitare di incorrere in questo peccato capitale. Lo stesso Bialaszewski, dopo aver fatto passare qualche minuto del secondo tempo, lo toglie definitivamente dalla gara.
COACH BIALASZEWSKI 6,5 Pistoia, per gran parte della gara, gli toglie diverse certezze. Il tiro da fuori diventa una chimera, i possessi vengono sperperati, la fisicità dei toscani mette duramente alla prova e lui che fa? Pazienta. E una partita che poteva benissimo scappare via, viene piano piano ripresa affidandosi al valore aggiunto che, solo, può contrastare questa Pistoia: Willie Cauley-Stein. La sua Varese è ancora piena di incognite, ma porta a casa la partita per il rotto della cuffia.



